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News dall'accademia
18/apr/2013

Giornata di Studi
e Presentazione dei volumi
"Ajanta Dipinta"

Luogo: Accademia Nazionale di San Luca
Roma, piazza dell’Accademia di San Luca 77
tel. 06.6798850 06.6798848

 

Giornata di Studi e Presentazione dei Volumi

Ajanta Dipinta

Studio sulla tecnica e sulla conservazione del sito rupestre indiano

a cura di Caterina Bon Valsassina, Francesca Capanna, Marcella Ioele

 

introduce e coordina
Francesco Moschini

 

Giovedì 18 aprile, dalle ore 9.30, si svolgerà presso l'Accademia Nazionale di San Luca una giornata di studi dedicata al progetto di conservazione delle grotte dipinte di Ajanta, in India.

Dopo i saluti ufficiali, introdotti da Francesco Moschini, Segretario Generale dell'Accademia Nazionale di San Luca, Gisella Capponi, Direttore dell’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro,  Caterina Bon Valsassina, Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia, Lucio Alberto Savoia, Segretario Generale della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco,  Antonia Pasqua Recchia, Segretario Generale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali,   Giuseppe Proietti, già Segretario Generale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, terranno le relazioni introduttive. A partire dalle ore 11.00, coordinati da Caterina Bon Valsassina, Arcangela Santoro, professore ordinario alla Sapienza Università di Roma, Marta Ragozzino, Soprintendente per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Basilicata e Rodolfo Lujan, restauratore conservatore terranno le relazioni scientifiche inerenti agli studi riportati nel volume Ajanta Dipinta. Studio sulla tecnica e sulla conservazione del sito rupestre indiano, a cura di Caterina Bon Valsassina, Francesca Capanna, Marcella Ioele.

La presentazione dei volumi, editi anche in inglese con il titolo Painted Ajanta. Studies on the techniques and the conservation of the Indian rock art site,  sarà arricchita dalla mostra fotografica di Edoardo Loliva, partecipante del team Iscr ad Ajanta, i cui scatti testimoniano il valore umano e culturale della cooperazione italo-indiana. La missione è infatti stata caratterizzata da condivisione di esperienze professionali e scientifiche (di cui i volumi dimostrano l’importanza), ma anche da reciproca accoglienza e collaborazione. Le immagini documentano  la vita a latere del cantiere di lavoro, immergendo l’osservatore nelle atmosfere della vita quotidiana che circonda l’antico sito rupestre. Ad assistere alla giornata di studi sono stati invitati il Ministro per gli Affari Esteri e il Ministro per i Beni e le Attività Culturali.

Fin dal gennaio 2005, su incarico del Ministro per i Beni e le Attività culturali Giuliano Urbani, un gruppo di esperti italiani ha lavorato in India per verificare la possibilità di avviare un progetto di cooperazione internazionale volta alla elaborazione di un progetto di conservazione delle grotte dipinte di Ajanta ed Ellora – siti iscritti nella Lista del Patrimonio dell’Unesco – che costituiscono i più considerevoli monumenti dell’antica pittura indiana. Il successivo 14 febbraio 2005 a New Delhi, in occasione della visita del Presidente Carlo Azeglio Ciampi in India, il Ministro italiano ha firmato, congiuntamente con il Ministro della Cultura indiano, il “Memorandum d’intesa sulla cooperazione per il restauro delle grotte di Ajanta ed Ellora”.

Il sito di Ajanta, che raccoglie un complesso di grotte buddhiste a ridosso del fiume Waghora, nel Maharashtra settentrionale, occupa un posto di assoluto rilievo nella storia dell’architettura rupestre indiana, rappresentando da un lato il punto di arrivo delle esperienze estetiche di epoca gupta, l’età d’oro della storia e della cultura dell’India, e nello stesso tempo la premessa alle magnifiche realizzazioni del periodo medioevale. Un team composto da membri dell’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro (Iscr) e del Museo Nazionale di Arti Orientali (Mnao) si è nuovamente e più volte recato in missione in India nel  corso del 2007 concentrando la propria attenzione sul sito di Ajanta. Le missioni erano volte a raccogliere le necessarie conoscenze sul luogo ed in particolare sui dipinti murali della grotta 17, su materiali costitutivi e problemi conservativi, a  proporre le metodologie di approccio conservativo per le quali il nostro Paese eccelle nel mondo e infine per discutere e condividere i risultati e le conseguenti ipotesi di intervento.

L’Iscr ha progettato, in accordo con il Superintending Archaeological Chemist di Ajanta, di realizzare una pubblicazione in due volumi che dia conto dei risultati delle indagini sulla grotta 17 e del lavoro svolto dai tecnici italiani insieme al personale dell’Archaeological Survey of India.

I volumi, editi in italiano e inglese, contano circa 500 pagine e oltre 500 illustrazioni. Quello che si presenta è dunque il primo testo scientifico pubblicato in Italia che analizza e descrive il luogo, i materiali, le tecniche esecutive e i problemi conservativi, sia dal punto di vista storico, religioso e culturale sia da quello tecnico, fino alla enunciazione di principi di massima per un progetto di intervento efficace. Un dvd allegato completa il materiale scientifico con le versioni integrali delle schede conservative e di analisi prodotte durante gli studi, il rilievo scanner laser dell’intera grotta 17 e una demo del prodotto Gis (Geographic Information System) per la raccolta e l’integrazione dei dati tecnico-scientifici su piattaforma georeferenziata. La pubblicazione, finanziata interamente con le risorse dell’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro, è stampata e distribuita da Gangemi Editore. Le conoscenze acquisite sul luogo sono state descritte con approccio critico di confronto con tutta la bibliografia fino ad ora esistente sul tema, fornendo alla comunità scientifica internazionale un testo particolarmente ricco e completo.

La collaborativa partecipazione dei vertici del Mibac, del corrispondente organo di tutela indiano, nonché dei rappresentanti diplomatici dei due Stati, dà ulteriore lustro alla pubblicazione e alla giornata dedicata alla sua presentazione. In tale occasione, l’Iscr ha organizzato in data 18 aprile 2013 una giornata di studio, sotto il patrocinio dalla Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco e con  la collaborazione dell’Accademia Nazionale di San Luca che ospita l’evento nella sua prestigiosa e storica sede.

 

video degli interventi sul Nam (Nuovo Archivio Multimediale)

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L'Accademia Nazionale
di San Luca

"L'Accademia Nazionale di San Luca ha lo scopo di promuovere le arti e l’architettura, di onorare il merito di artisti e studiosi, eleggendoli nel Corpo accademico, di adoperarsi per la valorizzazione e la promozione delle arti e dell’architettura italiane." [Statuto 2005, art.1]
Il primo degli Statuti, voluto da Federico Zuccari, risale al 1593 e nel corso del Seicento, l'Accademia ha assunto come simbolo l'immagine di San Luca evangelista, pittore e protettore degli artisti.
Dal 1705 l'Accademia adotta come proprio emblema un triangolo equilatero, costituito da pennello, stecca e compasso, per esprimere la pari dignità ed unità delle tre arti: pittura, scultura ed architettura, sotto l'egida del disegno, come ribadito dal motto oraziano "aequa potestas" che lo accompagna. Nei secoli l'emblema accademico, pur sostanzialmente invariato, assume forme diverse fino alla trasformazione, nel 1934, con l'adozione di un medaglione con l'immagine di San Luca che dipinge, ancora oggi simbolo dell'istituzione accademica al pari del triangolo equilatero.
Il corpo accademico è articolato secondo le tre classi di pittura, scultura ed architettura ed è costituito complessivamente da novanta Accademici Nazionali, trenta Accademici Stranieri, trentasei Accademici Cultori, ventiquattro Accademici Benemeriti.

L'Accademia di San Luca, assunto il titolo di Insigne e Pontificia nel XIX secolo, diventa dal 1872 Accademia Reale e, dal 1948, Nazionale.
Seguendo la tradizione dell'Accademia, in base a quanto ribadito anche dagli ultimi statuti, l'Istituzione promuove diverse attività culturali finalizzate alla valorizzazione delle belle arti. Nell'ambito di tali iniziative vengono curati la pubblicazione di volumi relativi all'Accademia e alla sua storia e l'allestimento di mostre negli spazi espositivi. Le opere delle collezioni accademiche (dipinti, sculture, disegni ed altro) sono restaurate e concesse in prestito in occasione di mostre nazionali ed internazionali.
Le sale accademiche sono utilizzate anche per la presentazione di libri e per lo svolgimento di conferenze e convegni. Particolare attenzione viene rivolta dall'Accademia ai giovani artisti e ai giovani studiosi mediante il conferimento di premi e borse di studio.

L'Accademia pubblica un Annuario e, ogni sei mesi, un Notiziario nel quale vengono sinteticamente illustrate le attività più recenti o di prossima realizzazione.

 

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