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02/dic/2016 - 03/dic/2016

Convegno Internazionale Antonio Sant'Elia e l'Architettura del suo tempo

Convegno Internazionale

02-03 dicembre 2016 Firenze -

Ex Palazzina Reale della stazione di Santa Maria Novella

A Firenze, dove il manifesto dell’architettura futurista diffuso in forma di volantino fu subito pubblicato dalla rivista “Lacerba”, si terrà il 2 e 3 dicembre il convegno internazionale Antonio Sant’Elia e l’architettura del suo tempo, organizzato dal Dipartimento di architettura dell’Università, dalla Fondazione e dall’Ordine degli architetti e dal Kunsthistorisches Institut in Florenz - Max-Planck-Institut , che lo hanno promosso d’intesa con altre istituzioni e musei (Accademia Nazionale di San Luca, Roma; Comune di Como; Fondazione Michelucci, Fiesole; Fondazione Primo Conti, Fiesole; Gabinetto scientificoletterario G.P.Vieusseux, Firenze; Museo Novecento, Firenze; Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Como, Lecco, Monza Brianza, Pavia, Sondrio, Varese).

Il convegno che si avvarrà dei contributi di studiosi del futurismo, delle avanguardie e dell’architettura italiana del primo Novecento provenienti da dodici università italiane e straniere e da altri prestigiosi istituti culturali, intende discostarsi dall’immagine di un Sant’Elia profeta solitario della nuova architettura e della città del futuro, forgiata e divulgata dagli anni 1930 dall’entusiastica promozione di Filippo Tommaso Marinetti. Le forzature che hanno accompagnato la costruzione del mito di Sant’Elia pioniere dell’architettura moderna, hanno orientato il successivo dibattito critico, alimentando una sterile polemica sulla sua appartenenza al Futurismo, pesantemente viziata da pregiudizi ideologici e culturali. Ad una storicizzazione tendenziosa che ha voluto confinare Sant’Elia nell’area del Liberty, si è accompagnata una valutazione dei suoi disegni della Città nuova come scenografie, come fantasiose suggestioni mediate da metropoli del futuro di marca americana. Con questa chiave interpretativa Sant’Elia veniva confinato in un immaginario metropolitano tipico del cinema di science fiction. L’approfondimento delle relazioni tra la produzione di Sant’Elia e le tendenze dominanti nell’architettura italiana e europea nei primi anni del XX secolo - proposto dal convegno fiorentino - non significa ridimensionarne l’apporto originale, ma piuttosto restituire all’architetto la capacità di fondere in un crogiuolo le materie tratte dagli albi della Wagnerschule, dall’opera di Josef Hoffmann e dei suoi allievi, dagli ultimi fuochi dell’orientalismo, dal filone del gigantismo visionario che lega a Vienna diversi protagonisti del Liberty italiano, per ricavarne soluzioni compositive, ma anche tecnologiche, decisamente innovative. Parallelamente la rilettura delle proposte contenute nei disegni per la Città nuova, alla luce di quelle che erano individuate come le emergenze della crescita delle città da contrastare e dei temi che dominavano il dibattito sulla metropoli moderna negli anni in cui si stavano gettando le fondamenta della disciplina urbanistica, consente di sottrarle alla sfera del puro esercizio visionario e di rivalutarle come risposte possibili, praticabili e non prive di efficacia, ad alcuni di quelli che erano stati individuati come i mali da risanare della grande città.

Comitato scientifico: Renato Barilli Gunter Berghaus Enrico Crispolti Esther Da Costa Meyer Pablo Echaurren Ezio Godoli Fulvio Irace Alberto Longatti Gloria Manghetti Fabio Mangone Francesco Moschini Claudia Salaris Ettore Sessa Ulisse Tramonti Guido Zucconi

Enti Promotori: Università degli Studi di Firenze- Dipartimento di architettura, Fondazione e dall’Ordine degli architetti, Kunsthistorisches Institut in Florenz, Max-Planck-Institut, Accademia Nazionale di San Luca, Roma; Comune di Firenze, Museo Novecento, Firenze; Musei Civici Fiorentini;Fondazione Michelucci, Fiesole; Comune di Como; Fondazione Primo Conti, Fiesole; Gabinetto scientifico letterario G.P.Vieusseux, Firenze;  Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Como, Lecco, Monza Brianza, Pavia, Sondrio, Varese.

 

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L'Accademia Nazionale
di San Luca

"L'Accademia Nazionale di San Luca ha lo scopo di promuovere le arti e l’architettura, di onorare il merito di artisti e studiosi, eleggendoli nel Corpo accademico, di adoperarsi per la valorizzazione e la promozione delle arti e dell’architettura italiane." [Statuto 2005, art.1]
Il primo degli Statuti, voluto da Federico Zuccari, risale al 1593 e nel corso del Seicento, l'Accademia ha assunto come simbolo l'immagine di San Luca evangelista, pittore e protettore degli artisti.
Dal 1705 l'Accademia adotta come proprio emblema un triangolo equilatero, costituito da pennello, stecca e compasso, per esprimere la pari dignità ed unità delle tre arti: pittura, scultura ed architettura, sotto l'egida del disegno, come ribadito dal motto oraziano "aequa potestas" che lo accompagna. Nei secoli l'emblema accademico, pur sostanzialmente invariato, assume forme diverse fino alla trasformazione, nel 1934, con l'adozione di un medaglione con l'immagine di San Luca che dipinge, ancora oggi simbolo dell'istituzione accademica al pari del triangolo equilatero.
Il corpo accademico è articolato secondo le tre classi di pittura, scultura ed architettura ed è costituito complessivamente da novanta Accademici Nazionali, trenta Accademici Stranieri, trentasei Accademici Cultori, ventiquattro Accademici Benemeriti.

L'Accademia di San Luca, assunto il titolo di Insigne e Pontificia nel XIX secolo, diventa dal 1872 Accademia Reale e, dal 1948, Nazionale.
Seguendo la tradizione dell'Accademia, in base a quanto ribadito anche dagli ultimi statuti, l'Istituzione promuove diverse attività culturali finalizzate alla valorizzazione delle belle arti. Nell'ambito di tali iniziative vengono curati la pubblicazione di volumi relativi all'Accademia e alla sua storia e l'allestimento di mostre negli spazi espositivi. Le opere delle collezioni accademiche (dipinti, sculture, disegni ed altro) sono restaurate e concesse in prestito in occasione di mostre nazionali ed internazionali.
Le sale accademiche sono utilizzate anche per la presentazione di libri e per lo svolgimento di conferenze e convegni. Particolare attenzione viene rivolta dall'Accademia ai giovani artisti e ai giovani studiosi mediante il conferimento di premi e borse di studio.

L'Accademia pubblica un Annuario e, ogni sei mesi, un Notiziario nel quale vengono sinteticamente illustrate le attività più recenti o di prossima realizzazione.

 

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