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19/dic/2016 - 19/dic/2016

Presentazione del volume Come si conserva un grande museo L’esperienza dei Musei Vaticani

Lunedì 19 dicembre 2016, alle ore 17.30, presso l’Accademia Nazionale di San Luca, sarà presentato il volume Come si conserva un grande museo. L’esperienza dei Musei Vaticani di Vittoria Cimino, con prefazione di Antonio Paolucci, edizioni Musei Vaticani - Allemandi editore.
Introdotti da Francesco Moschini, Segretario Generale dell'Accademia Nazionale di San Luca, interverranno Antonio Paolucci, Direttore uscente dei Musei Vaticani, e Salvatore Settis, già Direttore della Scuola Normale di Pisa. Saranno presenti l'autrice e l'editore.

Il volume è dedicato alla nuova strategia di tutela delle collezioni dei Musei Vaticani che sono sottoposti allo stress di sei milioni di visitatori annuali e ricchi delle collezioni più disparate. I caratteri distintivi dei Musei Vaticani sono la vastità e la varietà tipologica e materica dei manufatti archeologici, artistici ed etnografici ivi conservati insieme  alla pluralità degli usi ai quali il patrimonio è sottoposto: dalla pressione antropica del turismo dei grandi numeri alla movimentazione delle opere per le mostre, per i restauri, per le esigenze scientifiche. Il libro nasce dalla consapevolezza di questa realtà e di questi problemi. Utilizzando  l’esperienza condotta dal 2009 ad oggi, propone ed esemplifica la cultura e la pratica della conservazione preventiva, della manutenzione programmata e ordinaria. Per la prima volta nella storia, i musei del papa possono contare su uno staff professionale che vigila sul patrimonio esposto o conservato nei 40 e più depositi dislocati in vari edifici e corpi di fabbrica e accuratamente descritti e che cura il sistematico monitoraggio ambientale e climatologico degli ambienti che ospitano le collezioni, delle cappelle, degli appartamenti rinascimentali dei papi, delle celeberrime gallerie. È il risultato di otto anni di lavoro sulla “macchina musei”, ne analizza la fisiologia, ne registra per così dire il respiro attraverso le mutazioni di ambiente, di clima, di temperatura nel trascorrere dei giorni e delle stagioni, studia le interferenze prodotte dalla pressione antropica, illustra le buone pratiche di manutenzione.

Accanto ai casi per così dire “eccezionali” come la progettazione e la messa a regime (nel 2014) dei nuovi impianti di climatizzazione, abbattimento degli inquinanti e illuminazione LED della Cappella Sistina che ne garantiscono la sopravvivenza, giocando d’anticipo sui fattori di rischio, la strategia di conservazione si sviluppa anche attraverso la quotidianità di interventi ordinari, come la capillare depolveratura e revisione dell’immenso patrimonio di opere mobili e nel risarcimento dei piccoli danneggiamenti,  condotta da una squadra operativa appositamente formata. 

L’obiettivo del libro è disegnare una strategia globale e articolata per la protezione del patrimonio. Ed è la prima volta che la manutenzione, intesa come controllo ambientale e monitoraggio delle condizioni conservative del patrimonio  esposto o in riserva, si applica a uno dei più grandi musei del mondo, un museo paragonabile per dimensioni e pressione turistica al Louvre di Parigi o al Metropolitan di New York.

Dice Antonio Paolucci, Direttore uscente dei Musei Vaticani: “La speranza è che questo volume susciti l’interesse di chi ha responsabilità di gestione delle pubbliche collezioni. L’augurio è che entri nelle scuole universitarie e nelle aule dove si insegna scienza della conservazione”.

 

 

 

Altri riferimenti

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L'Accademia Nazionale
di San Luca

"L'Accademia Nazionale di San Luca ha lo scopo di promuovere le arti e l’architettura, di onorare il merito di artisti e studiosi, eleggendoli nel Corpo accademico, di adoperarsi per la valorizzazione e la promozione delle arti e dell’architettura italiane." [Statuto 2005, art.1]
Il primo degli Statuti, voluto da Federico Zuccari, risale al 1593 e nel corso del Seicento, l'Accademia ha assunto come simbolo l'immagine di San Luca evangelista, pittore e protettore degli artisti.
Dal 1705 l'Accademia adotta come proprio emblema un triangolo equilatero, costituito da pennello, stecca e compasso, per esprimere la pari dignità ed unità delle tre arti: pittura, scultura ed architettura, sotto l'egida del disegno, come ribadito dal motto oraziano "aequa potestas" che lo accompagna. Nei secoli l'emblema accademico, pur sostanzialmente invariato, assume forme diverse fino alla trasformazione, nel 1934, con l'adozione di un medaglione con l'immagine di San Luca che dipinge, ancora oggi simbolo dell'istituzione accademica al pari del triangolo equilatero.
Il corpo accademico è articolato secondo le tre classi di pittura, scultura ed architettura ed è costituito complessivamente da novanta Accademici Nazionali, trenta Accademici Stranieri, trentasei Accademici Cultori, ventiquattro Accademici Benemeriti.

L'Accademia di San Luca, assunto il titolo di Insigne e Pontificia nel XIX secolo, diventa dal 1872 Accademia Reale e, dal 1948, Nazionale.
Seguendo la tradizione dell'Accademia, in base a quanto ribadito anche dagli ultimi statuti, l'Istituzione promuove diverse attività culturali finalizzate alla valorizzazione delle belle arti. Nell'ambito di tali iniziative vengono curati la pubblicazione di volumi relativi all'Accademia e alla sua storia e l'allestimento di mostre negli spazi espositivi. Le opere delle collezioni accademiche (dipinti, sculture, disegni ed altro) sono restaurate e concesse in prestito in occasione di mostre nazionali ed internazionali.
Le sale accademiche sono utilizzate anche per la presentazione di libri e per lo svolgimento di conferenze e convegni. Particolare attenzione viene rivolta dall'Accademia ai giovani artisti e ai giovani studiosi mediante il conferimento di premi e borse di studio.

L'Accademia pubblica un Annuario e, ogni sei mesi, un Notiziario nel quale vengono sinteticamente illustrate le attività più recenti o di prossima realizzazione.

 

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