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ANDREINA GRISERI

Cultore, accademico dal 1989

Nata a Mondovì (CN) il 25 gennaio 1925, si è laureata nel 1948 in Storia dell'Arte. Dal 1969 al 1976 ha ricoperto alla Università di Torino la cattedra di Storia dell'Arte Moderna nella Facoltà di Magistero, dal 1976 al 1997 alla Facoltà di Lettere e Filosofia. Per l'attività scientifica dal 1951 verifiche di filologia e scelte di metodo con contributi in riviste italiane e straniere, in particolare "Paragone"; altri risultati, nel versante sabaudo Piemonte-Europa sono confluiti nella monografia "Jaquerio e il realismo gotico in Piemonte", Torino, Pozzo, 1965. Filo conduttore per la ricerca, l'asse portante costruito in occasione della "Mostra del Barocco Piemontese", Torino 1963; su questa linea ha irrobustito, come nucleo di base, il rapporto arti e mestieri nei percorsi di Guarini e Juvarra, perno decisivo i risultati riuniti in "Le Metamorfosi del Barocco", Torino, Einaudi 1967. Soggiorni a Roma e a Parigi, incontri con Argan e Giuliano Briganti, viaggi in Spagna hanno segnato il percorso per contributi editi in "Paragone", discussi con Roberto Longhi; altri interventi in riviste inglesi, con John Fleming e Hugh Honour, fino alla revisione dedicata a "I Grandi disegni italiani nella Biblioteca Reale di Torino", Milano 1979. In parallelo riflessioni per le arti organizzate dall'architettura: di qui interpretazioni di metodo inserite in "Architettura dell'eclettismo. Un saggio su G.B. Schellino", Torino, Einaudi, 1973, in collaborazione con Roberto Gabetti; di qui il confronto indirizzato al paesaggio urbanistico, agricolo e manifatturiero, in primo piano nel volume per "Un cantiere dopo la Guerra del Sale". Altri capitoli per "Grafica e Immagine" 1980, e l'"Arcadia", in "Storia dell'Arte Italiana Einaudi", 1981. Su questo profilo hanno trovato spazio parametri di indagine e di lettura per le residenze sabaude, di qui prefazioni meditate per le mostre "Porcellane e argenti del Palazzo Reale di Torino", 1986, e "Orologi negli arredi del Palazzo Reale di Torino e delle residenze sabaude", 1988. Ancora un approdo per l'arte di corte in "Il Diamante. La villa di Madama Reale Cristina di Francia", Istituto San Paolo, Torino 1988. Altri contributi per il Settecento, dominato da Juvarra, fra Arcadia e Illuminismo, un percorso indagato con Roberto Gabetti per "La Palazzina di Caccia di Stupinigi", Torino 1996; con Henry Millon, Sara Mc Phee e Mercedes Viale Ferrero per il Corpus grafico "Filippo Juvarra. Drawings from the roman period 1705-1714", Roma 1999, II. Ricerche recenti per la "Reggia della Venaria", 2004; 2007;  per "Villa della Regina", 2007. Addenda: Dal 1961 al 1974 ha fatto parte del Comitato per il Museo Civico d'Arte Antica di Torino diretto da Vittorio Viale. Dal 1972 fa parte del Comitato scientifico e della Redazione della Rivista "Centro Studi Piemontesi", Torino. Dal 1979 fa parte dell'Accademia delle Scienze di Torino come Socio Corrispondente, dal 1985 Socio Nazionale. Dal 1981 fa parte come Socio Effettivo della Deputazione Subalpina di Storia Patria. Dal 1989 Accademico cultore dell'Accademia di San Luca, Roma. Dal 1991 fa parte della Accademia Nazionale dei Lincei come Socio Corrispondente, dal 1998 Socio Nazionale. Dal 2000 al 2004 Consigliere nel Consiglio Generale della Compagnia di San Paolo, Torino. Dal 2004 al 2007 vicepresidente della Fondazione per l'Arte della Compagnia di San Paolo, Torino.

 

L'Accademia è strutturata nelle tre classi di pittura, scultura e architettura, equamente rappresentate nei raggruppamenti degli Accademici Nazionali e Stranieri.
I novanta Accademici Nazionali sono eletti fra i pittori, gli scultori e gli architetti italiani.
I trenta Accademici Stranieri sono eletti fra gli artisti e gli architetti ovunque residenti. Alle tre classi si aggiungono quelle dei Cultori e dei Benemeriti. I trentasei Accademici Cultori sono eletti fra gli studiosi dell'arte e dell’architettura di ogni nazionalità, venuti in particolare fama.
I ventiquattro Accademici Benemeriti sono eletti fra le persone di ogni nazionalità, che si sono eccezionalmente distinte verso le arti e verso l'Accademia.
Complessivamente gli Accademici sono centottanta. La massima carica dell'Accademia, da sempre assegnata a rotazione a un esponente di ciascuna delle arti, fino agli statuti approvati nel 1812 era rappresentata da un Principe, affiancato nella sua attività istituzionale da due Consoli. L'ultimo Principe fu Antonio Canova. Dopo di lui, la carica fu modificata in Presidente.

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