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ANDREA EMILIANI

Cultore, accademico dal 1991

Nato a Forlì nel 1931. Storico dell'arte e amministratore culturale (Soprintendente per i Beni Artistici e Storici di Bologna, Ferrara, Forlì e Ravenna e Direttore della Pinacoteca Nazionale di Bologna). Ha fondato l'Istituto per i Beni Culturali della Regione Emilia Romagna (1974). Dal 1970 al 1986 ha tenuto un insegnamento ufficiale di Museografia e Storia dell'arte nell'Università di Bologna. Ha avuto contratti con la Sapienza di Roma, il Politecnico di Torino, la Fondazione Giorgio Cini di Venezia. Ha condotto lezioni e conferenze nelle Università di Venezia, Macerata, Firenze, Milano, Torino. Ha partecipato a congressi presso l'Auditorium del Museo del Louvre a Parigi. Ha tenuto seminari presso la Scuola Superiore di Pisa e al Collège de France di Parigi. Ha collaborato alla riorganizzazione della Pinacoteca Nazionale di Bologna (dal 1955 ad oggi), della Pinacoteca Nazionale di Ferrara (1969-1992), del Palazzo Milzetti Bolognesi di Faenza (dal 1974) e della Pinacoteca Civica di Forlì; ha elaborato il piano organico di riqualificazione del Museo di Santa Giulia e di San Salvatore a Brescia. E' stato professore incaricato (stabilizzato) di insegnamento di Fenomenologia degli Stili, di Storia delle Arti e Museologia nell'Università di Bologna (1970-1986); Docente incaricato presso l'Istituto statale d'arte per la Ceramica di Faenza (1962-65); Presidente dell'Istituto Superiore di Industrie Artistiche di Faenza. Ha presieduto l'Accademia Clementina di Bologna; è  stato membro delle Accademie Raffaello di Urbino, Torricelli di Faenza, e Accademia Nazionale di San Luca a Roma. Ha avuto il premio per la critica d'arte del Ministero per i Beni e le Attività culturali assegnato dall'Accademia dei Lincei nel 1992 e quello della Presidenza del Consiglio dei Ministri nel 1988. È stato Accademico dei Lincei; organizzatore e curatore di numerose mostre internazioni sull'arte bolognese; autore di importanti pubblicazioni (Barocci 1975, Carracci, 1956, 1983, 1992, Reni 1954, 1988, e Simone da Pesaro, 1957, 1992) nonché del Catalogo della Pinacoteca Nazionale di Bologna, 1967, di quello dedicato ai Materiali dell'Istituto delle Scienze, 1979, dei volumi: Una Politica dei Beni culturali,1974, Dal Museo al territorio,1972, Bandi Leggi Norme degli Stati preunitari italiani 1581-1860. Ha fatto parte della Commissione di studio del Museo di Palazzo Madama a Torino e dell'Accademia Carrara di Bergamo (1996). Si è spento il 25 marzo del 2019.

L'Accademia è strutturata nelle tre classi di pittura, scultura e architettura, equamente rappresentate nei raggruppamenti degli Accademici Nazionali e Stranieri.
I novanta Accademici Nazionali sono eletti fra i pittori, gli scultori e gli architetti italiani.
I trenta Accademici Stranieri sono eletti fra gli artisti e gli architetti ovunque residenti. Alle tre classi si aggiungono quelle dei Cultori e dei Benemeriti. I trentasei Accademici Cultori sono eletti fra gli studiosi dell'arte e dell’architettura di ogni nazionalità, venuti in particolare fama.
I ventiquattro Accademici Benemeriti sono eletti fra le persone di ogni nazionalità, che si sono eccezionalmente distinte verso le arti e verso l'Accademia.
Complessivamente gli Accademici sono centottanta. La massima carica dell'Accademia, da sempre assegnata a rotazione a un esponente di ciascuna delle arti, fino agli statuti approvati nel 1812 era rappresentata da un Principe, affiancato nella sua attività istituzionale da due Consoli. L'ultimo Principe fu Antonio Canova. Dopo di lui, la carica fu modificata in Presidente.

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