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FRANCESCO PAOLO FIORE

 

Cultore, accademico dal 1995

Nasce a Roma il 2 marzo del 1946, dove si laurea in Architettura il 17 aprile del 1970. Dal 1987 è professore ordinario di Storia dell'Architettura presso la Facoltà di Architettura, ora "Ludovico Quaroni", dell'Università di Roma La Sapienza, della quale è stato anche vicepreside (2000-2003). Ha insegnato come visiting lecturer presso la Graduate School of Design, Cambridge Mass (1988 e 1989) e presso la Facoltà di Architettura di Maputo, Mozambico (1996 e 1997). Ha svolto ricerca particolarmente sull'architettura e sulla trattatistica d'architettura del Rinascimento ed ha pubblicato lavori su: Alberti, Francesco di Giorgio, Cesariano, Peruzzi, Giulio Romano, Serlio, Antonio da Sangallo il Giovane e sull'architettura militare del XV e XVI secolo. Ha recentemente curato, pubblicandovi introduzioni e saggi, le edizioni di Sebastiano Serlio, Architettura civile. Trattati manoscritti VI,VII e VIII dai codici di Monaco e Vienna, Milano 1994, e di Sebastiano Serlio, L'architettura. I libri I-VII e Extraordinario nelle prime edizioni, Milano 2001; i volumi Storia dell'architettura italiana. Il Quattrocento, Milano 1998, Francesco di Giorgio alla corte di Federico da Montefeltro, Firenze 2004, e quelli della collana Ingenium del Centro Studi L. B. Alberti di Mantova; la mostra nei Musei Capitolini e il catalogo La Roma di Leon Battista Alberti, Milano 2005. Dal 1995 è accademico di San Luca e dal 2003 membro del consiglio scientifico del CISA di Vicenza. Dal 2002 presiede il Comitato Nazionale per le celebrazioni del VI centenario della nascita di Leon Battista Alberti e dal 2004 il Comitato scientifico della Fondazione Centro Studi Leon Battista Alberti di Mantova. Dal 1988 è direttore responsabile dei "Quaderni dell'Istituto di Storia dell'Architettura - Dipartimento di Storia dell'Architettura, Restauro e Conservazione dei Beni Architettonici", testata di proprietà dell'Università di Roma La Sapienza.

L'Accademia è strutturata nelle tre classi di pittura, scultura e architettura, equamente rappresentate nei raggruppamenti degli Accademici Nazionali e Stranieri.
I novanta Accademici Nazionali sono eletti fra i pittori, gli scultori e gli architetti italiani.
I trenta Accademici Stranieri sono eletti fra gli artisti e gli architetti ovunque residenti. Alle tre classi si aggiungono quelle dei Cultori e dei Benemeriti. I trentasei Accademici Cultori sono eletti fra gli studiosi dell'arte e dell’architettura di ogni nazionalità, venuti in particolare fama.
I ventiquattro Accademici Benemeriti sono eletti fra le persone di ogni nazionalità, che si sono eccezionalmente distinte verso le arti e verso l'Accademia.
Complessivamente gli Accademici sono centottanta. La massima carica dell'Accademia, da sempre assegnata a rotazione a un esponente di ciascuna delle arti, fino agli statuti approvati nel 1812 era rappresentata da un Principe, affiancato nella sua attività istituzionale da due Consoli. L'ultimo Principe fu Antonio Canova. Dopo di lui, la carica fu modificata in Presidente.

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