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SERENITA PAPALDO

 

 

Benemerito, accademico dal 1999

In seguito al completamento degli studi di Storia dell'arte a Roma, è entrata nell'Amministrazione dei Beni Culturali nel 1965. Dopo due anni presso la Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Firenze ha svolto la sua attività presso l'Istituto per il Catalogo e la documentazione dove si è dedicata in special modo alla ridefinizione metodologica della catalogazione del patrimonio storico artistico italiano e allo studio dell'elaborazione informatizzata dei dati e delle immagini, e di cui, dopo la nomina a Primo Dirigente nel 1985, ha assunto le funzioni di Direttore vicario. Oltre ai numerosi libri e articoli sulle problematiche inerenti la catalogazione e l'applicazione delle tecnologie informatiche dei Beni culturali ha pubblicato lavori monografici e saggi di storia dell'arte dal Manierismo al Settecento, in particolare il volume Le sculture del Seicento a Roma in collaborazione con Oreste Ferrari. Ha fatto parte di comitati scientifici internazionali e svolto docenze presso le principali università italiane. Dal 1995 è stata Direttore dell'Istituto Nazionale per la Grafica: durante la sua direzione l'istituto ha curato numerose mostre e pubblicazioni specifiche di rilevanza internazionale.

L'Accademia è strutturata nelle tre classi di pittura, scultura e architettura, equamente rappresentate nei raggruppamenti degli Accademici Nazionali e Stranieri.
I novanta Accademici Nazionali sono eletti fra i pittori, gli scultori e gli architetti italiani.
I trenta Accademici Stranieri sono eletti fra gli artisti e gli architetti ovunque residenti. Alle tre classi si aggiungono quelle dei Cultori e dei Benemeriti. I trentasei Accademici Cultori sono eletti fra gli studiosi dell'arte e dell’architettura di ogni nazionalità, venuti in particolare fama.
I ventiquattro Accademici Benemeriti sono eletti fra le persone di ogni nazionalità, che si sono eccezionalmente distinte verso le arti e verso l'Accademia.
Complessivamente gli Accademici sono centottanta. La massima carica dell'Accademia, da sempre assegnata a rotazione a un esponente di ciascuna delle arti, fino agli statuti approvati nel 1812 era rappresentata da un Principe, affiancato nella sua attività istituzionale da due Consoli. L'ultimo Principe fu Antonio Canova. Dopo di lui, la carica fu modificata in Presidente.

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