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MARIO BOTTA

 

Architetto, accademico dal 1999

Mario Botta è nato a Mendrisio (Svizzera) nel 1943. Dopo un apprendistato presso lo studio di architettura di Carloni e Camenisch a Lugano, frequenta l'istituto d'Arte di Milano e consegue la laurea all'Istituto Universitario di Architettura di Venezia nel 1969. Proprio durante il soggiorno veneziano ha l'opportunità di conoscere e lavorare con tre esponenti di rilievo dell'architettura quali Carlo Scarpa, Le Corbusier e Louis I. Kahn. Inizia la propria attività professionale nel 1970 quando apre lo studio a Lugano. Da allora Mario Botta ha realizzato e progettato più di trecento edifici e opere di design. La sua intensa ricerca progettuale prende le mosse dal tema della casa per abbracciare tutte le tipologie edilizie: scuole, banche, uffici amministrativi, biblioteche, musei e, nell'ultimo decennio, edifici religiosi. La sua osservazione parte dal riconoscimento che una lettura critica della città storica e del contesto costituiscano fattori imprescindibili dall'atto creativo; uno sforzo per asserire che il compito dell'architetto è quello di tornare a confrontarsi con il territorio. La sua architettura si esprime attraverso un linguaggio peculiare: l'uso della luce naturale e di forme geometriche primarie, la monumentalità delle facciate, la riduzione all'essenziale di pareti e divisioni interne. La luce diventa il mezzo per modellare e definire i volumi i quali sono caratterizzati da una forma primaria combinata in diverse soluzioni; quadrato, triangolo, rettangolo, cilindro. Il muro è un altro fattore chiave dell'architettura bottiana in quanto, pur segnando la divisione tra esterno ed interno, non significa una chiusura, bensì una proiezione verso l'esterno dei valori simbolici dell'edificio. Questa filosofia del costruire si basa anche su una ricerca continua nella scelta dei materiali adatti.

 

Link interni:

"Per una collezione del disegno contemporaneo"
 
Opere dell'Autore:
 
 
 
 
Link esterni:
 

L'Accademia è strutturata nelle tre classi di pittura, scultura e architettura, equamente rappresentate nei raggruppamenti degli Accademici Nazionali e Stranieri.
I novanta Accademici Nazionali sono eletti fra i pittori, gli scultori e gli architetti italiani.
I trenta Accademici Stranieri sono eletti fra gli artisti e gli architetti ovunque residenti. Alle tre classi si aggiungono quelle dei Cultori e dei Benemeriti. I trentasei Accademici Cultori sono eletti fra gli studiosi dell'arte e dell’architettura di ogni nazionalità, venuti in particolare fama.
I ventiquattro Accademici Benemeriti sono eletti fra le persone di ogni nazionalità, che si sono eccezionalmente distinte verso le arti e verso l'Accademia.
Complessivamente gli Accademici sono centottanta. La massima carica dell'Accademia, da sempre assegnata a rotazione a un esponente di ciascuna delle arti, fino agli statuti approvati nel 1812 era rappresentata da un Principe, affiancato nella sua attività istituzionale da due Consoli. L'ultimo Principe fu Antonio Canova. Dopo di lui, la carica fu modificata in Presidente.

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