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GIUSEPPE ZIGAINA

 

Pittore, accademico dal 1983

Nasce a Cervignano del Friuli nel 1924 (muore il 16 aprile 2015a Palmanova), consegue la maturità artistica a Venezia nel 1944 dopo aver già esposto nella sua prima personale alla Fondazione Bevilacqua La Masa nel 1943. Tra i fondatori del Movimento realista, ne prenderà le distanze successivamente. Nel 1946 incontra Pier Paolo Pasolini. Nel 1948 vince il Premio Diomira per il disegno e nel 1949 il Premio ISA della Galleria Nazionale d'Arte Moderna. Realizza 13 disegni per una raccolta di poesie di Pasolini "Dov'è la mia patria", edita dall'Academiuta de lenga furlana di Casarsa. Nel 1950 ottiene il Premio Fontanesi alla XXV Biennale Internazionale d'arte di Venezia. Nel 1948 è presente alla Biennale di Venezia. È vicino al Fronte nuovo per le Arti, attento al Picasso postcubista e all'Espressionismo tedesco. Espone tre opere alla Biennale del 1950 vincendo il premio Fontanesi. Nel 1951 partecipa alla mostra "50 Peintres italiens d'aujourd' hui" alla Galérie La Boétie di Parigi e alla rassegna "Realist italian painters" alla Gimpel Hills di Londra. Nel 1952 per la terza volta è selezionato per la Biennale di Venezia. La sua pittura è contrassegnata fin dagli inizi da un realismo visionario che si accende di toni marcatamente espressionistici. Realizza vasti cicli pittorici dedicati alle "Crocefissioni", agli "Uomini nel bosco", ai "Cavalli morti e Cavalieri", prima del '50; seguono i "Braccianti", le "Biciclette", i "Generali", le "Ceppaie" attorno al '60. Del 1954 è la collaborazione alla X Triennale di Milano con la realizzazione di un grande murale, la sala personale alla Biennale di Venezia e il premio Graziano. Espone nello stesso anno alla Biennale di San Paolo del Brasile, nel 1956 alla Biennale di Venezia e alla Mostra del disegno italiano in URSS. Nel 1959 e 1986 è alla Quadriennale di Roma. Nel 1960 è invitato alla XXX Biennale, presentato da Mario de Micheli. A cura dell'American Federation of Arts, le opere premiate alla Biennale vengono presentate a New York, Milwaukee, Minneapolis, Chicago e Syracuse. Espone alla VIII Biennale di San Paolo del Brasile, nel 1965. Torna alla Biennale di Venezia nel 1966 con una sala personale. Si avvicina ad un ambito neofigurativo con accenni strumentali informali. Nascono negli anni i cicli delle "Astronavi sulla laguna", dei "Paesaggi come anatomia", dei "Pioppeti", dei "Girasoli" e impone, monumentale e folgorante, la figura del padre nelle "Icone per un transito". Nella pittura l'artista integra, con inedite commistioni, frammenti d'incisione e riporti fotografici, in un personale, suggestivo e illuminante aggiornamento dei linguaggi di portata internazionale. Nel 1982 è invitato nella sezione internazionale della Biennale di Venezia e partecipa all'esposizione per i 500 anni dell'arte dell'acquaforte all'Albertina di Vienna. Roberto Tassi cura il catalogo generale dell'opera grafica dal 1965 al 1981. Nel 1983 Zigaina espone a World Prints al Museum of modern art di San Francisco. Nel 1984 è invitato dall'Università di Berkeley; espone a Intergrafik a Berlino e alla Biennale nazionale Città di Milano. Nel 1986 espone alla Quadriennale di Roma; nel 1987 alla Biennale di Reijkiavik e alla Biennale dell'incisione di Varna in Bulgaria. Il Palazzo dei Diamanti di Ferrara gli dedica un'antologica con opere dal 1948 al 1989. Nel 1991 si tiene un'antologica dell'opera incisa a Palazzo Sarcinelli di Conegliano. Nel 1995 esce la monografia con catalogo generale delle incisioni a cura di Marco Goldin. È Accademico di San Luca dal 1983.

L'Accademia è strutturata nelle tre classi di pittura, scultura e architettura, equamente rappresentate nei raggruppamenti degli Accademici Nazionali e Stranieri.
I novanta Accademici Nazionali sono eletti fra i pittori, gli scultori e gli architetti italiani.
I trenta Accademici Stranieri sono eletti fra gli artisti e gli architetti ovunque residenti. Alle tre classi si aggiungono quelle dei Cultori e dei Benemeriti. I trentasei Accademici Cultori sono eletti fra gli studiosi dell'arte e dell’architettura di ogni nazionalità, venuti in particolare fama.
I ventiquattro Accademici Benemeriti sono eletti fra le persone di ogni nazionalità, che si sono eccezionalmente distinte verso le arti e verso l'Accademia.
Complessivamente gli Accademici sono centottanta. La massima carica dell'Accademia, da sempre assegnata a rotazione a un esponente di ciascuna delle arti, fino agli statuti approvati nel 1812 era rappresentata da un Principe, affiancato nella sua attività istituzionale da due Consoli. L'ultimo Principe fu Antonio Canova. Dopo di lui, la carica fu modificata in Presidente.

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