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GIULIO PAOLINI

Pittore, accademico dal 1999

Nasce nel 1940 a Genova. Vive e lavora a Torino. Spesso associato al movimento dell'Arte Povera, si distingue per una pratica artistica che si inscrive in un ambito più strettamente concettuale. Punto d'origine e di riferimento permanente della sua ricerca è la prima opera realizzata nel 1960, Disegno geometrico: una tela dipinta a tempera, sulla quale l'artista si è limitato a tracciare la squadratura della superficie, procedimento preliminare a ogni possibile rappresentazione. A partire da questa prima riflessione sullo spazio della rappresentazione e lo statuto stesso dell'opera, Paolini ha sviluppato una complessa ricerca incentrata tanto sugli strumenti del fare artistico, quanto sulla figura dell'autore come operatore del linguaggio e complice dello spettatore. Le sue opere improntate a una dichiarata teatralità mettono in scena l'attesa di un'immagine incognita, che alla ricerca di un modello, allo stesso tempo nuovo e antico, sfugge costantemente alla propria definizione. Tra le principali caratteristiche del suo modo operativo figurano la citazione, la duplicazione e la frammentazione, impiegati come espedienti per inscenare la distanza rispetto al modello compiuto e per fare dell'opera un "teatro dell'evocazione". A questi procedimenti che attingono a un vasto repertorio di mitologie e memorie culturali, recuperate attraverso la fotografia, il collage e il calco in gesso, fanno da pendant allestimenti articolati e compositi, imperniati su dinamiche additive (serialità, ripetizione, giustapposizione), centrifughe (esplosione e dispersione a partire dal centro) oppure centripete (concentrazione, sovrapposizione, incastro). In tempi recenti, l'incessante indagine paoliniana intorno alla definizione e alla ragione dell'opera verte con particolare insistenza sull'atto espositivo, inteso come momento fondamentale dell'incontro con l'opera. Dalla sua prima partecipazione a un'esposizione collettiva nel 1961 e dalla sua prima personale nel 1964, ha tenuto innumerevoli mostre in gallerie e musei di tutto il mondo. Tra le maggiori antologiche si ricordano quelle al Palazzo della Pilotta a Parma (1976), allo Stedelijk Museum di Amsterdam (1980), al Nouveau Musée di Villeurbanne (1984), alla Staatsgalerie di Stoccarda (1986), alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma (1988), alla Neue Galerie am Landesmuseum Joanneum di Graz (1998), alla Fondazione Prada a Milano (2003), al Kunstmuseum di Winterthur (2005) e alla Whitechapel Gallery a Londra (2014). Ha partecipato a diverse mostre di Arte povera ed è stato invitato più volte alla Documenta di Kassel (1972, 1977, 1982, 1992) e alla Biennale di Venezia (1970, 1976, 1978, 1980, 1984, 1986, 1993, 1995, 1997, 2013). Il suo lavoro è rappresentato in numerose collezioni pubbliche internazionali. Grafico di formazione, ha sempre nutrito un particolare interesse per il campo editoriale e la pagina scritta. Fin dall'inizio ha accompagnato la sua ricerca artistica con riflessioni raccolte in libri curati in prima persona: da Idem, pubblicato nel 1975 da Einaudi (Torino) con un'introduzione di Italo Calvino, a Quattro passi. Nel museo senza muse, uscito nel 2006 presso lo stesso editore, e L'autore che credeva di esistere, pubblicato da Johan & Levi (Milano) nel 2012. Dal 1969 ha realizzato anche scene e costumi per rappresentazioni teatrali, tra cui si distinguono i progetti ideati con Carlo Quartucci negli anni Ottanta e le recenti scenografie per due opere di Richard Wagner per la regia di Federico Tiezzi (2005, 2007). E' Accademico Nazionale di San Luca dal 1999.

 


 

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