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KENGIRO AZUMA

Scultore, accademico dal 1993

Nasce nel 1926 a Yamagata, in Giappone, da una famiglia di artigiani che lavorano il bronzo; attualmente vive e lavora a Milano. Dal 1949 al 1956 frequenta la sezione di Scultura e un corso di master dell’Università d’Arte di Tokyo. Nel 1956 ottiene una borsa di studio dal Governo Italiano grazie alla quale si trasferisce a Milano dove frequenta i corsi di M. Marini all’Accademia di Belle Arti di Brera. Nel 1960 diventa assistente di Marini, con il quale collabora fino al 1979. Dal 1980 al 1990 è docente della NABA - Nuova Accademia di Belle Arti di Brera a Milano; dal 1986 al 1991 insegna alla Sommelaccademie di Salisburgo; nel 1999 è nominato guest professor dall’Università di Tokyo e dall’Università d’Arte e di Tecnologia Tohoku del Giappone, dove insegna dal 2005 al 2007. Dal 1983 al 2001 è membro del Comitato Scientifico della Fondazione M. Marini. Nel 1958 tiene la sua prima mostra personale al Department Store Marukyu di Yamagata in Giappone seguita nel 1961 dalla sua prima personale in Europa alla Galleria Minima di Milano. Partecipa a “Arte e Contemplazione” a Palazzo Grassi di Venezia (1961), Dokumenta di Kassel (1964), Expo di Osaka (1970), “Art Japonaise d’Aujourd’hui” al Musée Cernuschi di Parigi, Biennale di Middleheim (1975), “La croce e il vuoto” a Palazzo Ducale a Mantova (1996), “Scultura astratta a Milano” al Palazzo delle Stelline (1997). Tiene mostre antologiche alla Lorenzelli Arte a Milano (1990) e al Musma di Matera (2010). Riceve riconoscimenti, tra cui il National Museum of Modern Art Award (1963); la decorazione “Shijuhosho” dall’Imperatore del Giappone a Tokyo (1995), la Medaglia Ambrogino d’Argento di benemerenza civica da parte del Comune di Milano (1996), la decorazione “Kunyonto-Kyokujitsusho” dall’Imperatore del Giappone a Tokyo (2001). È membro dell’Accademia Nazionale di San Luca dal 1993. Muore il 15 ottobre 2016

 

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"La collezione delle opere dei maestri accademici contemporanei"

 
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"Per una collezione del disegno contemporaneo"
 
 
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L'Accademia è strutturata nelle tre classi di pittura, scultura e architettura, equamente rappresentate nei raggruppamenti degli Accademici Nazionali e Stranieri.
I novanta Accademici Nazionali sono eletti fra i pittori, gli scultori e gli architetti italiani.
I trenta Accademici Stranieri sono eletti fra gli artisti e gli architetti ovunque residenti. Alle tre classi si aggiungono quelle dei Cultori e dei Benemeriti. I trentasei Accademici Cultori sono eletti fra gli studiosi dell'arte e dell’architettura di ogni nazionalità, venuti in particolare fama.
I ventiquattro Accademici Benemeriti sono eletti fra le persone di ogni nazionalità, che si sono eccezionalmente distinte verso le arti e verso l'Accademia.
Complessivamente gli Accademici sono centottanta. La massima carica dell'Accademia, da sempre assegnata a rotazione a un esponente di ciascuna delle arti, fino agli statuti approvati nel 1812 era rappresentata da un Principe, affiancato nella sua attività istituzionale da due Consoli. L'ultimo Principe fu Antonio Canova. Dopo di lui, la carica fu modificata in Presidente.

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