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MAURIZIO CALVESI

Cultore, accademico dal 2011

Maurizio Calvesi nasce a Roma il 18 settembre 1927. Si laurea, nel 1949, presso La Sapienza di Roma con Lionello Venturi con una tesi su Simone Peterzano. Maestro del Caravaggio. Nel 1955 vince il concorso di Ispettore nell’Amministrazione delle Belle Arti e presta servizio nella Soprintendenza di Bologna fino al 1959, con il ruolo di direttore della Pinacoteca Nazionale di Ferrara. Tornato a Roma, è vice-direttore della Galleria Nazionale d’Arte Moderna fino al 1964, passando poi a dirigere la Calcografia Nazionale. Dal 1970 è Professore Ordinario all’Università di Palermo e dal 1976 presso l’Università “La Sapienza” di Roma dov’è anche direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte e successivamente del Dipartimento. Dal 2003 Professore Emerito. Dal 1979 al 1982 partecipa al Consiglio Direttivo della Biennale di Venezia di cui sarà Direttore del settore Arti Visive nelle Biennali del 1984 e del 1986. Dal 1988 è Socio dell’Accademia Nazionale dei Lincei di Roma e dal 1998 dell’Accademia Clementina di Bologna. Dal 2001 è Presidente della Fondazione Burri (Città di Castello), dal 2005 Direttore della Fondazione Mastroianni (Arpino) e dal 2011 consulente della Fondazione Marino Marini (Pistoia). Nel 1990 vince il Premio Viareggio per la saggistica con il libro Le realtà del Caravaggio e nel 2002 il Premio Morassi per la Storia dell’Arte con il volume Gli incantesimi di Bomarzo. Nel 2008 viene insignito del Premio Balzan per la Storia dell’Arte, precedentemente attribuito al solo E. Gombrich. È il primo studioso italiano, sin dagli anni Cinquanta, a mettere in luce le componenti dell’ermetismo rinascimentale e ad introdurre l’interpretazione in chiave junghiana e iconologica dei grandi capolavori del Quattro e Cinquecento. Integrando questi strumenti all’analisi formale e attributiva e all’indagine d’archivio, Calvesi inaugura un metodo che porta contributi innovativi anche radicali alla conoscenza di artisti come Piero della Francesca, Giorgione, Dürer, Caravaggio, Piranesi, Duchamp, de Chirico. È tra i primissimi studiosi ad indagare il rapporto arte-alchimia nella sua continuità storica dal Rinascimento alle Avanguardie. Dà impulso agli studi sul Quattrocento romano e riporta in luce la figura di Francesco Colonna Romano come autore della Hypnerotomachia Poliphili. A partire dal 1953 promuove la rivalutazione del Futurismo con studi fondanti sul movimento, su Marinetti e sui singoli artisti, in particolare su Boccioni di cui cura il primo catalogo generale dell’opera, oltre che su Marinetti, Balla, Carrà, Severini e Prampolini. È stato tra i primi ad occuparsi in modo approfondito, nel 1959, di Alberto Burri; è stato anche tra i primi a parlare di artisti come Schifano, Festa, Kounellis, Vettor Pisani, De Dominicis, Mariani, Di Stasio. Ha comunque scritto su quasi tutti i più importanti italiani del XX secolo oltre che su Tàpies, Fautrier, Pollock, Kiefer e altri. La sua bibliografia comprende oltre 2.000 saggi e articoli, in gran parte su riviste scientifiche o su qualificati periodici. Direttore della rivista “Art e Dossier” dal 1986 al 2001 e della rivista “Ars”; titolare della critica d’arte del “Corriere della Sera” tra il 1972 e il 1978, e precedentemente de “L’Espresso”, ha curato e coordinato numerose esposizioni. È accademico di San Luca dal 2011.

Link esterni:

 

 

Storia dell'Arte. Rivista quadrimestrale diretta da Maurizio Calvesi

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I novanta Accademici Nazionali sono eletti fra i pittori, gli scultori e gli architetti italiani.
I trenta Accademici Stranieri sono eletti fra gli artisti e gli architetti ovunque residenti. Alle tre classi si aggiungono quelle dei Cultori e dei Benemeriti. I trentasei Accademici Cultori sono eletti fra gli studiosi dell'arte e dell’architettura di ogni nazionalità, venuti in particolare fama.
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