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PIETRO COLETTA

Scultore, accademico dal 2016

Nasce a Bari il 2 dicembre 1948. Nel 1967 si trasferisce a Milano e si iscrive all'Accademia di Brera, dove frequenta i corsi di scultura di Marino Marini, Alik Cavaliere e Lorenzo Pepe.
Agli inizi degli anni '70 risalgono le prime personali: alla galleria l'Agrifoglio, poi nel 1973 a Genova alla Galleria Unimedia e a Verona alla Galleria Ferrari, mentre l'anno successivo è a Torino alla Galleria Primo Piano e successivamente Alla Galleria Il sole di Bolzano.
Sono seguite importanti partecipazioni a molte delle principali rassegne espositive nazionali e internazionali: dal Premio San Fedele di Milano al XV Festival dei due Mondi di Spoleto; dalla Quadriennale di Roma del 1975 a Pittura Ambiente al Palazzo Reale di Milano nel 1979, alla Lenbachhaus di Monaco. alla Hayward Gallery di Londra in Arte Italiana 1960-82, alla Power Gallery di Sydney e all'University Art Museum di Brisbane, alla Biennale di Venezia, Padiglione Italia. Nel 1984 partecipa a “Costruire l'illusione” presso l'ELAC di Arte Contemporanea del comune di Lione. Nel frattempo nel 1976 ha fatto una mostra personale alla Galleria Martano di Torino e nel 1978 allo Studio Luca Palazzoli di Milano per poi esporre nuovamente a Verona e nel 1981 sia allo Studio Stendhal di Milano e alla Galleria Centrosei di Bari. Nel 1983 espone al Mercato del Sale a Milano e l'anno dopo allo Studio Dossi di Bergamo, nel 1985 alla Galleria Il Sole a Bolzano e successivamente di nuovo alla Galleria Stendhal. Nel 1987 il PAC di Milano ospita una sua personale e nel 1988 espone alla Galleria Belvedere a Milano. Nel 1990 espone alla Biennale di Toyama in Giappone e una personale allo Studio G7 di Bologna, nel 1992 partecipa alla mostra “Candencias” al Museo Sofia Imber di Caracas, al museo di Bogotà e a Buenos Aires e l'anno successivo alla Galleria Neos,  Bari. Nel 1995 a Mantova espone alla sua personale alla Galleria del Disegno e l'anno successivo inaugura l'installazione permanente al Museo d'Arte Contemporanea di Tortolì, poi nel 2000 nuovamente a Mantova e l'anno successivo alla galleria Milano.
Nel 2004 ha partecipato a "Scultura italiana 1960-2004" al Parco Scultura “La Palomba" di Matera a alla Fondazione Mudima di Milano e alla “Sacra conversazione. Girolamo Romanino e Pietro Coletta” Centro Culturale San Fedele. Nel 2005 partecipa alla “La scultura italiana del XX secolo” alla Fondazione Arnaldo Pomodoro a Milano. Si ricordano infine nel 2006 "Mitos — Miti e archetipi nel mare dalla conoscenza" al Museo Bizantino e Cristiano di Atena, e successivamente a Tirana, Montecarlo e Cipro; nel 2007 "Spirit into Shape — Contemporary Italian Sculpture" presso la sede dell’Ambasciata Italiana a Washington e la mostra personale alla Galleria Disegno di Mantova e la mostra che accompagna l'installazione permanente Ianua a Noci.  
Nel 2009, poi, crea l'installazione permanente “Essenza del volo, volo dell'essenza” all' UCLA Università di Los Angeles e nel 2010 espone alla Galleria Soleluna di Piacenza, mentre nel 2013 partecipa all'International Sculpture Festa 2013, Hangaram Museum, Seul Arts Center e la Fondazione Mudima ha ospitato una sua importante personale.  
Negli ultimi tre anni è stato docente di scultura presso l'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Alcune sue sculture sono attualmente esposte in prestito a lungo termine alla Bocconi Art Gallery, a Villa Recalcati a Varese nel cortile del Conservatorio di Milano. Dal 2016 è membro dell'Accademia Nazionale di San Luca.
 
 
Hanno scritto di lui: Paolo Fossati, Vittorio Fagone, Guido Ballo, Flavio Caroli, Gianni Contessi, Enrico Crispolti, Zeno Birolli, Renato Barilli, Gillo Dorfles, Flaminio Gualdoni, Luisa Somaini, Marco Meneguzzo, Luigi Ballerini, Luciano Caramel, Filiberto Menna, Giovanni Accame, Elena Pontiggia, Andrea Del Guercio, Claudio Cerritelli, Vanni Scheiwiller, Tommaso Trini, Francesco Tedeschi, Elisabetta Longari, Arturo Schwarz, Luigi Sansone
 
 
 
Foto Pietro Coletta di Matteo Zarbo

L'Accademia è strutturata nelle tre classi di pittura, scultura e architettura, equamente rappresentate nei raggruppamenti degli Accademici Nazionali e Stranieri.
I novanta Accademici Nazionali sono eletti fra i pittori, gli scultori e gli architetti italiani.
I trenta Accademici Stranieri sono eletti fra gli artisti e gli architetti ovunque residenti. Alle tre classi si aggiungono quelle dei Cultori e dei Benemeriti. I trentasei Accademici Cultori sono eletti fra gli studiosi dell'arte e dell’architettura di ogni nazionalità, venuti in particolare fama.
I ventiquattro Accademici Benemeriti sono eletti fra le persone di ogni nazionalità, che si sono eccezionalmente distinte verso le arti e verso l'Accademia.
Complessivamente gli Accademici sono centottanta. La massima carica dell'Accademia, da sempre assegnata a rotazione a un esponente di ciascuna delle arti, fino agli statuti approvati nel 1812 era rappresentata da un Principe, affiancato nella sua attività istituzionale da due Consoli. L'ultimo Principe fu Antonio Canova. Dopo di lui, la carica fu modificata in Presidente.

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