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CLAUDIO D'AMATO

 

Architetto, accademico dal 2019

Nasce a Bari il 22 dicembre 1944. Nel 1963 ha conseguito la maturità classica a Roma nel liceo Giulio Cesare. Nel 1971 si è laureato in architettura nell’Università di Roma La Sapienza. Dal 1978 è iscritto all’albo degli architetti di Roma. Dal 1971 al 1986 ha svolto attività didattica e di ricerca nell’Università di Roma La Sapienza. Dal 1987 al 1990 ha prestato servizio nell’Università degli Studi di Reggio Calabria, dove è stato direttore dell’Istituto di Progettazione della Facoltà di Architettura da gennaio 1988 a dicembre 1989. Dal 1987 al 2015 è stato professore ordinario di Composizione architettonica e urbana nel Politecnico di Bari. Per ventidue anni, dal 1993 al 2015, è stato senza soluzione di continuità membro di diritto del Senato Accademico del Politecnico di Bari in qualità di: - Direttore dell’Istituto di Progettazione dal 1992 al 1993; - primo Preside della Facoltà di Architettura dal 1993 al 1995: - Presidente dei Corsi di laurea in Architettura dal 1995 al 2009, e in Disegno industriale (dall’AA 2002-2003); - ultimo Preside della Facoltà di Architettura dal 2009 al 2012; - Direttore del Dipartimento di Scienze dell’Ingegneria civile e dell’Architettura (DICAR) dal 2012 al 2015. Dal 2000 al 2012 è stato Coordinatore del Dottorato di Ricerca in Progettazione architettonica per i paesi del Mediterraneo del Politecnico di Bari. Dal 1988 al 2008 ha fatto parte di venti (20) commissioni accademiche per concorsi universitari nel settore della Composizione architettonica (H/1000 - H/10A - ICAR/14), di cui, per elezione diretta, 4 nazionali (2 per PO nel 1988 e nel 1992; e 2 per PA nel 1992 e nel 1997). Ha svolto con continuità attività di progettazione dalla prima metà degli anni settanta del novecento, producendo circa cento opere, sviluppate come autore o co-autore. Fra le sue architetture realizzate si segnalano: - La casa e il garage Reggini a San Marino, 1981-1989; - La facoltà di Agraria dell’università di Reggio Calabria, 1987-1997; - Il “Giardino delle ore” a Roma, 1992-1993; - Il gentilizio Formica ad Adelfia (Bari), 1996-1999; - Il portale Abeille e l’obelisco Alexandros per la mostra Città di Pietra della Biennale di Venezia 2006; - La revisione architettonica del progetto esecutivo Invitalia della Facoltà di architettura del Politecnico di Bari, 2001-2010. Le sue architetture sono state ospitate in alcune mostre internazionali, fra cui: - 1980, Venezia, Biennale di Venezia: I Mostra Internazionale di Architettura (direttore P. Portoghesi); - 1981, Paris, Festival d’Automne, La Presence de l’Histoire; - 1982, San Francisco, The Presence of the Past; - 1983, Torino, Futurama. Il futuro della città e della casa, Fondazione Giovanni Agnelli; - 1987, Frankfurt, DAM, Deutsche Architektur Museum: Neus Bauen in der Ewigen Stadt; - 1987, Milano, XVII Triennale di Milano: Le città immaginate. Nove progetti per nove città; - 1991, Venezia, Biennale di Venezia: V Mostra Internazionale di Architettura (direttore F. Dal Co); - 1995, Milano, XIX Triennale di Milano: Il Centro Altrove. Progetto “Periferie”; - 2002, Tokyo, CNA-Fondazione Italia-Giappone: Dal Futurismo al futuro possibile nell’architettura italiana contemporanea; - 2010, Shanghai, Padiglione Italia: Architettura italiana per la città cinese / Italian Architecture for Chinese Cities. Nel campo della ricerca applicata si è occupato dagli anni novanta di tecniche tradizionali del costruire e della loro innovazione tecnica e tecnologica. In particolare ha affrontato i problemi della costruzione in pietra da taglio secondo i principi della stereotomia e della sua realizzazione attraverso procedimenti CAD/CAM, in collaborazione con imprese italiane, francesi (Compagnons du Devoir) e con l’Università di Madrid. Ricerca storico -critica Fra gli studi sull’architettura contemporanea, si segnalano in particolare quelli su Mario Ridolfi, di cui ha curato con Francesco Cellini la sistemazione critica dei disegni per l’archivio dell’Accademia Nazionale di San Luca. Pubblicazioni È autore di più di 300 pubblicazioni (di cui 6 monografie), comparse con continuità dalla seconda metà degli anni sessanta del novecento. È professore emerito nel Politecnico di Bari e Accademico di San Luca dal 2019.

 

L'Accademia è strutturata nelle tre classi di pittura, scultura e architettura, equamente rappresentate nei raggruppamenti degli Accademici Nazionali e Stranieri.
I novanta Accademici Nazionali sono eletti fra i pittori, gli scultori e gli architetti italiani.
I trenta Accademici Stranieri sono eletti fra gli artisti e gli architetti ovunque residenti. Alle tre classi si aggiungono quelle dei Cultori e dei Benemeriti. I trentasei Accademici Cultori sono eletti fra gli studiosi dell'arte e dell’architettura di ogni nazionalità, venuti in particolare fama.
I ventiquattro Accademici Benemeriti sono eletti fra le persone di ogni nazionalità, che si sono eccezionalmente distinte verso le arti e verso l'Accademia.
Complessivamente gli Accademici sono centottanta. La massima carica dell'Accademia, da sempre assegnata a rotazione a un esponente di ciascuna delle arti, fino agli statuti approvati nel 1812 era rappresentata da un Principe, affiancato nella sua attività istituzionale da due Consoli. L'ultimo Principe fu Antonio Canova. Dopo di lui, la carica fu modificata in Presidente.

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