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LUIGI MAINOLFI

 

Scultore, accademico dal 2007

Nasce nel 1948 a Rotondi. Dopo gli studi di pittura all’Accademia di Belle Arti di Napoli, nel 1973 si trasferisce a Torino. I primi lavori, tra il 1972 e il 1976, indagano il corpo e il gesto. Prima mostra personale, “Il buon pittore”, all’Europa Centro d’Arte di Napoli (1972) seguita da “Weltanschauung” presso Antidogma, prima performance a Torino (1974). Espone in diverse tra le più importanti rassegne in Italia e all’estero tra cui le Biennali di San Paolo del Brasile (1981) e di Venezia (1982, 1986), dove torna con sala personale (1990), Dokumenta di Kassel (1982), la Biennale di Parigi (1982), “Ouverture” al Castello di Rivoli a Torino (1984), la Biennale di Scultura di Gubbio (1992), “Sculture in Villa” a Villa d’Este a Tivoli (2006). Negli anni che seguono presenta personali alla Galleria d’Arte Contemporanea di Rimini (1992), al GAM di Bologna (1994), alla Galerie Hlavniho Mèsta Prahy di Praga (1994), al GAM di Torino (1995), al Maschio Angioino e al Museo Diego Aragona Pignatelli Cortes di Napoli (1997). Tra le opere permanenti in spazi pubblici realizza Mainolfi swims in the water of Hokkaydo e Colonne di Sapporo per il parco del Museo d’Arte Contemporanea di Sapporo (2001); Ballerine al parco della Padula a Carrara (2002); Il sole del Buon vento a Benevento (2004); Città e Sole a Rovereto (2006). Nel 2008 inaugura la mostra “Silontes” presso la Galleria Paola Verrengia di Salerno; nel 2009 espone a Parigi (Galerie Di Meo) Spheres 2000-2008. Nel 2010 illustra l’Odissea di Omero per Einaudi editore e presenta Arpie, sfere, dune ed altre al Centro di Arti Plastiche, eventi paralleli XIV Biennale di Carrara. In occasione dei festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia realizza nel 2011 a Palazzo Madama di Torino una grande installazione dal titolo Torino che guarda il mare. Nel 2012 illustra l’Iliade di Omero per Einaudi editore e realizza Per quelli che volano alla Fattoria di Celle, Santomato di Pistoia ed alla Fondazione Maeght di Saint Paul de Vence in Francia. Del 2014 è la retrospettiva “Pelle della terra al Filatoio di Caraglio (CN). Nel 2015 espone al Museo Madre di Napoli l’opera Senza titolo (Esploso) del 1978. L’anno successivo realizza Terre Nove, esposta tra le opere della personale al museo Casa Fiat de Cultura di Belo Horizonte in Brasile. Del 2018 è la personale dal titolo “La nuit et la féte” alla Galerie Italienne di Parigi. Lo stesso anno realizza Bestiario del firmamento per la collezione di sipari d’artista del teatro Obi Hall di Firenze. Riceve riconoscimenti ufficiali tra cui il Superior Prixe al Fifth Henry Moore G.P. in Giappone con Città Gigante (1986) e il Premio Michelangelo per la scultura (2007) conferitogli dalla città di Carrara. è membro dell’Accademia Nazionale di San Luca dal 2007.

 

Bibliografia scelta:

G. Dorfles e A. Sala (a cura di), Luigi Mainolfi. Sculture, Ed. Mazzotta, Milano 1987;
F. Gualdoni e L. Beatrice (a cura di), Luigi Mainolfi, Ed. Essegi, Ravenna 1992;
A. Vettese (a cura di), Mainolfi, il bosco del Re nudo, Ed. Vanni Scheiwiller, Milano 1999;
R. Fuchs e A. Tecce (a cura di), Mainolfi, Ed. Umberto Allemandi e C., Torino 1996.
 
 

Link interni:

"La collezione delle opere dei maestri accademici contemporanei"
 
Opere dell'Autore:
 
 
"Per una collezione del disegno contemporaneo"
 
Opere dell'Autore:
 
 

 

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