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GIULIANO VANGI

Scultore, accademico dal 1983

Nasce nel 1931 a Barberino del Mugello. Dal 1978 vive e lavora a Pesaro. Studia all’Istituto d’Arte di Firenze, dove è allievo di B. Innocenti, poi all’Accademia di Belle Arti. Tra il 1950 e il 1959 insegna all’Istituto d’Arte di Pesaro; dal 1962 insegna per qualche anno all’Istituto d’Arte di Cantù. Tra il 1959 e il 1963 risiede in Brasile dove si dedica ad una ricerca astratta lavorando cristalli, ferro e acciaio. Nel 1962 ritorna in Italia dove recupera la figurazione. Partecipa a diverse rassegne nazionali ed internazionali tra cui la Biennale di Venezia con sala personale (1995). Tra le mostre personali, in Italia e all’estero, le più importanti: a Palazzo Strozzi di Firenze (1967), alla Gallery Universe di Tokyo (1988), alla Società delle Belle Arti di Torino (1989), a Castel Sant’Elmo di Napoli (1991), al Forte Belvedere (1995) e agli Uffizi di Firenze (2000), al Museo di Hakone (2001), all’Ermitage di San Pietroburgo (2001), alla Rotonda di via Besana a Milano (2004), all’Istituto Italiano a Tokyo (2007). Tra le opere permanenti collocate in contesti urbani: la Lupa in Piazza Postierla a Siena, il Crocifisso e il nuovo presbiterio per la Cattedrale di Padova, il nuovo altare e l’ambone per il Duomo di Pisa, il San Giovanni Battista a Firenze, la grande scultura in marmo Varcare la soglia al nuovo ingresso dei Musei Vaticani, l’ambone per la nuova chiesa dedicata a Padre Pio progettata da Renzo Piano (2004). Collabora, inoltre, con l’architetto Mario Botta per la Cappella di Azzano (1999) e la Chiesa a Seriate (1994-2004). Nel 2002 si inaugura il Museo Vangi a Mishima in Giappone. Riceve riconoscimenti ufficiali tra cui il Premio Donatello a Firenze (1995), il Premio Michelangelo a Roma (1996), il Premio A. Feltrinelli dell’Accademia dei Lincei (1998), il Praemium Imperiale a Tokyo (2002) ed il Premio Presidente della Repubblica per la Scultura (1983) su designazione dell’Accademia Nazionale di San Luca di cui è membro dal 1983.

 

Link interni:

"Per una collezione del disegno contemporaneo"
 
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I novanta Accademici Nazionali sono eletti fra i pittori, gli scultori e gli architetti italiani.
I trenta Accademici Stranieri sono eletti fra gli artisti e gli architetti ovunque residenti. Alle tre classi si aggiungono quelle dei Cultori e dei Benemeriti. I trentasei Accademici Cultori sono eletti fra gli studiosi dell'arte e dell’architettura di ogni nazionalità, venuti in particolare fama.
I ventiquattro Accademici Benemeriti sono eletti fra le persone di ogni nazionalità, che si sono eccezionalmente distinte verso le arti e verso l'Accademia.
Complessivamente gli Accademici sono centottanta. La massima carica dell'Accademia, da sempre assegnata a rotazione a un esponente di ciascuna delle arti, fino agli statuti approvati nel 1812 era rappresentata da un Principe, affiancato nella sua attività istituzionale da due Consoli. L'ultimo Principe fu Antonio Canova. Dopo di lui, la carica fu modificata in Presidente.

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