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MAURIZIO NANNUCCI

Scultore, accademico dal 2009

Maurizio Nannucci è nato a Firenze nel 1939, dove tuttora vive e lavora. La sua arte è una ricerca espressiva fondata sulla relazione di luce e scrittura, di forma e parola. Già dagli anni Sessanta si avvicina all'arte concreta e alla poesia visiva; i suoi primi testi al neon esposti ˗ esempio di temporalità letterale e immaterialità oggettuale ˗ risalgono al 1967 (personale al Centro Arte Viva di Trieste). Nel '68 fonda la casa editrice Exempla (Firenze) e la Zona Archives Edizioni. Prende parte alle esperienze internazionali dell'arte Fluxus e concettuale, in una sperimentazione linguistica basata sui nuovi media. Dal 1974 al 1985 promuove le attività di Zona non-profit art space a Firenze e nel 1998 è tra i fondatori di Base/Progetti per l’arte. E' inoltre fondatore di Zona Archives, Recorthings ed Exempla editions, svolgendo, ancora oggi, un’intensa attività editoriale volta alla pubblicazione di libri e dischi d’artista, multipli e documenti di altri artisti. Nei primi anni Novanta avvia collaborazioni con architetti come Fritz Auer, Renzo Piano, Massimiliano Fuksas, Mario Botta, Nicolas Grimshaw e Stephan Braunfels, e realizza numerosi progetti per edifici pubblici. Nel 2015 il MAXXI di Roma gli dedica una grande antologica, preceduta dalle più recenti mostre personali a: Museion, Bolzano (2015), Musée d’art moderne et contemporain, Saint-Étienne (2012), Galleria degli Uffizi, Firenze (2010), Palazzo della Triennale, Milano (2006), Altes Museum, Berlino (2005), MAMCO, Ginevra (1999), e Lenbachhaus, München (1991). Le sue opere sono presentate in oltre trecento tra musei e gallerie e fanno parte di collezioni internazionali come: Fondazione Peggy Guggenheim, Venezia; Städtische Galerie im Lenbachhaus, München; Berliner Museen, Berlino; Kunstsammlung des Deutscheb Bundestages, Berlino; Museum of Fine Arts, Boston; The Parkview Museum, Singapore; Cnap, Centre National des Arts Plastiques, Parigi & Metz; MAXXI, Roma. Tra le collettive in istituzioni degli ultimi anni: Zentrum für Internationale Lichtkunst, Unna (2020), Sammlung Goetz, München (2019), MAMAC, Nizza (2018), The Parkview Museum, Singapore (2017), MAMCO, Ginevra (2017), Neue Galerie, Graz (2016), Kunsthalle di Vienna (2015), Kiasma, Helsinki (2014), Aros Kunstmuseum, Aarhus (2013), La Maison Rouge Parigi, Museum of Contemporary Art, Shanghai e Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia, Madrid (2010). Maurizio Nannucci è più volte invitato alle Biennali d’Arte e di Architettura di Venezia (2011, 2000, 1995, 1990, 1978, 1969), a Documenta di Kassel (1987, 1977), alle Biennali di San Paolo (1981), Sydney (1990, 1982), Istanbul (1995) e Valencia (2003). Nel 2011 espone nella mostra da lui concepita “ACMN. Giovanni Anselmo, Enrico Castellani, Maurizio Mochetti e Maurizio Nannucci”, di cui è stato pubblicato il catalogo nel 2018. Tra le sue ultime installazioni al neon ricordiamo quelle al Carpenter Center della Harvard University di Cambridge, all'Auditorium del Parco della Musica di Roma, all'Aeroporto di Fiumicino a Roma, alla Bibliothek des Deutschen Bundestages di Berlino, alla Kunsthalle di Vienna, all'European Patent Office di Monaco di Baviera, a Villa Arson a Nizza e nel giardino della Fondazione Peggy Guggenheim a Venezia. Nel 2019 la più grande opera permanente in Italia è installata sulle facciate del cortile interno del Complesso Monumentale della Pilotta di Parma. L’anno seguente due scritte al neon entrano a far parte di ArtLine Milano – Parco d’Arte Contemporanea. È Accademico Nazionale di San Luca dal 2009.

 

Link esterni:

maurizionannucci.it

L'Accademia è strutturata nelle tre classi di pittura, scultura e architettura, equamente rappresentate nei raggruppamenti degli Accademici Nazionali e Stranieri.
I novanta Accademici Nazionali sono eletti fra i pittori, gli scultori e gli architetti italiani.
I trenta Accademici Stranieri sono eletti fra gli artisti e gli architetti ovunque residenti. Alle tre classi si aggiungono quelle dei Cultori e dei Benemeriti. I trentasei Accademici Cultori sono eletti fra gli studiosi dell'arte e dell’architettura di ogni nazionalità, venuti in particolare fama.
I ventiquattro Accademici Benemeriti sono eletti fra le persone di ogni nazionalità, che si sono eccezionalmente distinte verso le arti e verso l'Accademia.
Complessivamente gli Accademici sono centottanta. La massima carica dell'Accademia, da sempre assegnata a rotazione a un esponente di ciascuna delle arti, fino agli statuti approvati nel 1812 era rappresentata da un Principe, affiancato nella sua attività istituzionale da due Consoli. L'ultimo Principe fu Antonio Canova. Dopo di lui, la carica fu modificata in Presidente.

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