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Paesaggio con san Girolamo
sec. XVII
Autore: Paul Brill
Tecnica: olio su tela
Dimensioni: cm 59,2 x 82,7

inv. 245

Note:

Pittore fiammingo formatosi in patria, dal 1580 ne è documentata la presenza a Roma, città che non lascerà più fino al 1626, anno della sua morte. Dopo una proficua collaborazione con il fratello Matthijs e con Antonio Tempesta, sotto Sisto V si occupò delle decorazioni del Palazzo Lateranense e della Scala Santa, imprese che gli valsero un immediato successo anche presso la committenza privata. Il 1600 segna il definitivo e ufficiale riconoscimento dell’artista che esegue, per il cardinal Sfondrato, i paesaggi nella cappella di santa Cecilia della basilica omonima. Tra il 1611 e il 1621 si collocano le commissioni più prestigiose a lui affidate, come i lavori nel palazzo al Quirinale di Scipione Borghese o le tele per il cardinale Carlo de’ Medici. Attivo nell’Accademia di San Luca almeno a partire dal 1593, nel 1621 viene eletto principe dell’istituzione e sono documentate, nello stesso anno, forniture di suoi dipinti da donare ad avvocati e ad altre personalità legate all’Accademia. L’opera entra nelle collezioni accademiche attraverso il lascito ottocentesco del collezionista Salvatore Originali nel 1877.
Il recente restauro ha riportato alla luce l’alta qualità del dipinto, svelando inoltre la presenza della figura di san Girolamo penitente con il leone. Sono emersi alcuni pentimenti cronologicamente vicini tra loro e, a causa di puliture molto profonde realizzate in passato, è oggi visibile nella parte centrale inferiore un gruppo della Vergine con il bambino, che testimonia il riuso della tela. La composizione rientra nel tipo di scena con eremiti o santi isolati in un paesaggio ampio in cui lo sfondo è caratterizzato dall’uso della prospettiva aerea, sulla scorta del Trattato della Pittura di Leonardo.
Sulla base di tali elementi è possibile ipotizzare una datazione del dipinto tra la fine del Cinquecento e i primi anni del Seicento, mettendo in relazione la tela con la contemporanea produzione pittorica del maestro e con alcuni disegni datati intorno al 1603-1604 e conservati al Louvre e agli Uffizi. [M. M.]

Collezioni Online

Le collezioni dell'Accademia di San Luca sono di natura non omogenea per tipologia e provenienza delle opere che le compongono. Si tratta di pezzi di notevole interesse storico ed artistico, databili fra il XV ed il XX secolo. Il gruppo più numeroso, però, risale principalmente al XVII e XVIII secolo. Le raccolte accademiche sono costituite da più di mille dipinti e da trecento sculture, da circa cinquemilacinquecento disegni e da una collezione di stampe e di medaglie. Il numero di opere conservate oggi in Palazzo Carpegna non comprende, però, la totalità dei pezzi che nel corso dei secoli sono venuti a far parte del patrimonio accademico il quale, negli anni, è stato in parte perduto o comunque disperso.
Il carattere eterogeneo delle collezioni dell'Accademia è dovuto principalmente al fatto che esse si sono costituite attraverso il tempo non secondo un disegno preordinato, ma con doni o lasciti di accademici o di collezionisti privati, con opere provenienti dai concorsi banditi dall'Accademia od utilizzate a fini didattici e con un gruppo di quadri provenienti dalla Pinacoteca Capitolina.
A partire dai più antichi statuti del Sodalizio, infatti, si prescriveva che ogni accademico al momento della nomina lasciasse in dono nelle raccolte accademiche un saggio della propria arte ("pièce de réception", dono d'ingresso). Era poi richiesto ad ogni accademico di mandare in dono un proprio ritratto. Si creò, quindi, in tal modo, fin dal Seicento, una galleria che prese forma più concreta nel corso del Settecento.
Tra le opere più importanti conservate nelle collezioni accademiche si può ricordare, ad esempio, un affresco staccato rappresentante un Putto, attribuito a Raffaello, al quale è anche tradizionalmente assegnata la tela del San Luca che dipinge la Madonna; l'Annuncio ai pastori di Jacopo Bassano; la Vergine ed angeli di Van Dyck; le Ninfe che coronano l'Abbondanza di Rubens; la Giuditta e Oloferne di Piazzetta; l'autoritratto di Federico Zuccari; il ritratto di Pietro Bernini attribuito al figlio Gian Lorenzo; le sculture di Algardi, Bracci, Le Gros.
Le collezioni dell'Accademia di San Luca sono esposte, in parte, nella Galleria, al terzo ed ultimo piano della sua attuale sede a palazzo Carpegna e, in parte, nelle Sale accademiche, negli uffici di Segreteria, nella Sala conferenze, situate al piano nobile, nella Biblioteca Sarti e nell'Archivio Storico che si trovano al secondo piano. Il resto delle opere è collocato nei depositi situati in alcuni spazi al piano terreno e negli ambienti lungo la rampa elicoidale.

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