Mappa del Sito
Alessandro visita il sepolcro di Achille
Tecnica: olio su tela
Dimensioni: cm 83 x 66

inv. 314

Note:

La prima formazione del pittore piacentino Giovanni Paolo Pannini è ancora oggi poco chiara. Certo è che al suo arrivo a Roma, nel 1711, egli era già esperto nel dipingere architetture, grazie al metodico studio sui trattati teorici di prospettiva e alla probabile collaborazione con i pittori quadraturisti attivi nella sua zona di provenienza. Accolto dal pittore Benedetto Luti sotto la sua guida poco dopo l’arrivo nella capitale pontificia, Pannini si dedica allo studio della figura, per completare la propria formazione, consapevole di quanto questo sia importante in un ambiente artistico ancora dominato da una gerarchia dei generi pittorici. Nel 1719 viene ammesso nell’Accademia di San Luca, dove assume l’incarico di insegnante di prospettiva. Da questo momento in poi la sua carriera è costellata da importanti commissioni pubbliche e private e da riconoscimenti ufficiali, come la nomina a Cavaliere dello Speron d’oro nel 1749 e l’elezione a Principe dell’Accademia romana, nel 1754.
Il dipinto qui esposto costituisce la pièce de reception donata dall’artista al momento della nomina ad accademico, secondo la prassi per cui ogni membro appena eletto era tenuto a donare una propria opera per incrementare le collezioni accademiche. In un’ambientazione antica sapientemente ricreata, che già a quest’epoca giustifica l’appellativo di “pittore di prospettiva” che avrebbe accompagnato l’artista per tutto il corso della sua carriera, le figure si dispongono come su un palcoscenico. Con movimenti teatrali, i personaggi, abbigliati all’antica, coinvolgono lo spettatore, attirato all’interno della narrazione anche dall’affondo prospettico che culmina con la mole imponente della piramide sullo sfondo, evidente riferimento alla Piramide Cestia. Si dispiegano già a questa data gli espedienti caratteristici della produzione paesaggistica dell’artista, costituiti da invenzioni che si fondano sulla fantasiosa rielaborazione di modelli architettonici e scultorei realmente esistenti, secondo la cosiddetta cultura del “capriccio”. [S.V.]

Collezioni Online

Le collezioni dell'Accademia di San Luca sono di natura non omogenea per tipologia e provenienza delle opere che le compongono. Si tratta di pezzi di notevole interesse storico ed artistico, databili fra il XV ed il XX secolo. Il gruppo più numeroso, però, risale principalmente al XVII e XVIII secolo. Le raccolte accademiche sono costituite da più di mille dipinti e da trecento sculture, da circa cinquemilacinquecento disegni e da una collezione di stampe e di medaglie. Il numero di opere conservate oggi in Palazzo Carpegna non comprende, però, la totalità dei pezzi che nel corso dei secoli sono venuti a far parte del patrimonio accademico il quale, negli anni, è stato in parte perduto o comunque disperso.
Il carattere eterogeneo delle collezioni dell'Accademia è dovuto principalmente al fatto che esse si sono costituite attraverso il tempo non secondo un disegno preordinato, ma con doni o lasciti di accademici o di collezionisti privati, con opere provenienti dai concorsi banditi dall'Accademia od utilizzate a fini didattici e con un gruppo di quadri provenienti dalla Pinacoteca Capitolina.
A partire dai più antichi statuti del Sodalizio, infatti, si prescriveva che ogni accademico al momento della nomina lasciasse in dono nelle raccolte accademiche un saggio della propria arte ("pièce de réception", dono d'ingresso). Era poi richiesto ad ogni accademico di mandare in dono un proprio ritratto. Si creò, quindi, in tal modo, fin dal Seicento, una galleria che prese forma più concreta nel corso del Settecento.
Tra le opere più importanti conservate nelle collezioni accademiche si può ricordare, ad esempio, un affresco staccato rappresentante un Putto, attribuito a Raffaello, al quale è anche tradizionalmente assegnata la tela del San Luca che dipinge la Madonna; l'Annuncio ai pastori di Jacopo Bassano; la Vergine ed angeli di Van Dyck; le Ninfe che coronano l'Abbondanza di Rubens; la Giuditta e Oloferne di Piazzetta; l'autoritratto di Federico Zuccari; il ritratto di Pietro Bernini attribuito al figlio Gian Lorenzo; le sculture di Algardi, Bracci, Le Gros.
Le collezioni dell'Accademia di San Luca sono esposte, in parte, nella Galleria, al terzo ed ultimo piano della sua attuale sede a palazzo Carpegna e, in parte, nelle Sale accademiche, negli uffici di Segreteria, nella Sala conferenze, situate al piano nobile, nella Biblioteca Sarti e nell'Archivio Storico che si trovano al secondo piano. Il resto delle opere è collocato nei depositi situati in alcuni spazi al piano terreno e negli ambienti lungo la rampa elicoidale.

Segnala questa pagina
© Accademia Nazionale di San Luca. Tutti i diritti riservati
Accademia Nazionale di San Luca
Piazza dell’Accademia di San Luca 77, 00187 Roma
Tel. 06 679 8850
Crediti del sito:
Responsabile e coordinatore Francesco Moschini
Concept e web design a cura di Valentina Ricciuti
Back end e formattazione a cura di Xaos Systems
Tutte le informazioni, pubblicazioni e immagini presenti in questo sito web sono di proprietà dell’Accademia Nazionale di San Luca, pertanto non possono essere né copiate né divulgate senza preventiva autorizzazione scritta da parte dell’Accademia stessa. Qualsiasi uso non autorizzato dei testi e delle immagini sarà perseguito a norma di legge.