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S. Lorenzo dispensa ai poveri i beni della chiesa
Bozzetto per la Chiesa di San Lorenzo fuori le mura
sec. XIX
Tecnica: mista su tela (olio - tempera - lapis)
Dimensioni: cm 64,5 x 70,5

Inv. 0090

 

 

Il dipinto fu realizzato da Cesare Fracassini quale bozzetto molto dettagliato da offrire a Pio IX, committente della decorazione della basilica di San Lorenzo in Roma, per la "presentazione" del cantiere e la discussione del programma iconografico. Sono conservati in tutto dodici di questi bozzetti realizzati da vari autori, dieci dei quali in Accademia (nn. 88-94). Il dipinto in oggetto è,insieme ad un altro sempre di Fracassini, l´unico la cui relativa decorazione ad affresco in San Lorenzo sia sopravvissuta ai bombardamenti del 1943. Collocato in origine lungo la parete destra, l´affresco attualmente si trova sopra l´ingresso principale della basilica. Il cantiere di restauro della basilica di San Lorenzo, coerentemente con il clima di revival paleocristiano che caratterizza la Roma di Pio IX, comportò una decorazione pittorica interna ispirata alla tradizione romana. La decorazione, come si deduce dal bozzetto, prevedeva più registri. In quello superiore, all´altezza del cleristorio, si alternavano tra le finestre figure di santi e fasci di palme e gigli. Nel registro sottostante erano invece raffigurati grandi episodi, in tutto quattro nella navata principale. Nel 1865 - contrariamente all´uso di affidare i cantieri di Pio IX ad un gruppo di artisti, al fine di stimolare l´emulazione e distribuire i mezzi di sussistenza - fu affidato al solo Cesare Fracassini il compito di realizzare, con l´aiuto di Luigi Bazzani, l´intero ciclo decorativo. Del bozzetto in questione esiste anche un cartone, conservato presso la Galleria Nazionale d´Arte Moderna, dal quale emergono sia ascendenze nazarene sia aspetti classicisti quasi poussiniani.

(Paola Picardi)

 

Collezioni Online

Le collezioni dell'Accademia di San Luca sono di natura non omogenea per tipologia e provenienza delle opere che le compongono. Si tratta di pezzi di notevole interesse storico ed artistico, databili fra il XV ed il XX secolo. Il gruppo più numeroso, però, risale principalmente al XVII e XVIII secolo. Le raccolte accademiche sono costituite da più di mille dipinti e da trecento sculture, da circa cinquemilacinquecento disegni e da una collezione di stampe e di medaglie. Il numero di opere conservate oggi in Palazzo Carpegna non comprende, però, la totalità dei pezzi che nel corso dei secoli sono venuti a far parte del patrimonio accademico il quale, negli anni, è stato in parte perduto o comunque disperso.
Il carattere eterogeneo delle collezioni dell'Accademia è dovuto principalmente al fatto che esse si sono costituite attraverso il tempo non secondo un disegno preordinato, ma con doni o lasciti di accademici o di collezionisti privati, con opere provenienti dai concorsi banditi dall'Accademia od utilizzate a fini didattici e con un gruppo di quadri provenienti dalla Pinacoteca Capitolina.
A partire dai più antichi statuti del Sodalizio, infatti, si prescriveva che ogni accademico al momento della nomina lasciasse in dono nelle raccolte accademiche un saggio della propria arte ("pièce de réception", dono d'ingresso). Era poi richiesto ad ogni accademico di mandare in dono un proprio ritratto. Si creò, quindi, in tal modo, fin dal Seicento, una galleria che prese forma più concreta nel corso del Settecento.
Tra le opere più importanti conservate nelle collezioni accademiche si può ricordare, ad esempio, un affresco staccato rappresentante un Putto, attribuito a Raffaello, al quale è anche tradizionalmente assegnata la tela del San Luca che dipinge la Madonna; l'Annuncio ai pastori di Jacopo Bassano; la Vergine ed angeli di Van Dyck; le Ninfe che coronano l'Abbondanza di Rubens; la Giuditta e Oloferne di Piazzetta; l'autoritratto di Federico Zuccari; il ritratto di Pietro Bernini attribuito al figlio Gian Lorenzo; le sculture di Algardi, Bracci, Le Gros.
Le collezioni dell'Accademia di San Luca sono esposte, in parte, nella Galleria, al terzo ed ultimo piano della sua attuale sede a palazzo Carpegna e, in parte, nelle Sale accademiche, negli uffici di Segreteria, nella Sala conferenze, situate al piano nobile, nella Biblioteca Sarti e nell'Archivio Storico che si trovano al secondo piano. Il resto delle opere è collocato nei depositi situati in alcuni spazi al piano terreno e negli ambienti lungo la rampa elicoidale.

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