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Trasporto di S. Stefano
Bozzetto per la Chiesa di San Lorenzo fuori le mura
sec. XIX
Tecnica: mista su tela (olio - tempera - lapis)
Dimensioni: cm 64,8 x 71,4

Inv. 0093

 

 

 

Il dipinto fu realizzato da Cesare Mariani quale bozzetto molto dettagliato da offrire a Pio IX, committente della decorazione della basilica di San Lorenzo f.l.m. in Roma, per la "presentazione" del cantiere e la discussione del programma iconografico. Sono conservati in tutto dodici di questi bozzetti realizzati da vari autori, dieci dei quali in Accademia (nn. 88-94, 444). La compagna decorativa della basilica di San Lorenzo fu in un primo monento affidata al solo Cesare Fracassini, con l´aiuto di Luigi Bazzani. A seguito della sua morte gli subentrò un gruppo di pittori, tra i quali l´amico Cesare Mariani. Il cantiere di restauro della basilica di San Lorenzo, coerentemente con il clima di revival paleocristiano che caratterizza la Roma di Pio IX, comportò una decorazione pittorica interna ispirata alla tradizione romana. La decorazione, come si deduce dal bozzetto, prevedeva più registri. In quello superiore, all´altezza del cleristorio, si alternavano tra le finestre figure di santi e fasci di palme e gigli. Nel registro sottostante erano invece raffigurati grandi episodi, in tutto quattro nella navata principale. L´affresco di Mariani relativo al bozzetto in questione - andato perduto causa dei bombardamenti del 1943 e dei conseguenti restauri - era collocato lungo la parete sinitra della nave centrale. Del bozzetto in questione esiste anche un cartone, conservato presso la Galleria Nazionale d´Arte Moderna, nel quale è evidente l´interpretazione del clima primitivistico dovuto alla riscoperta dei luoghi di sepoltura cristiani. La presenza dei rialzi luministici sul corpo del santo e sui fanciulli in corteo costituisce un ´invenzione di grande effetto lirico che lega la purezza del santo all´innocenza dei bambini.

Paola Picardi

Collezioni Online

Le collezioni dell'Accademia di San Luca sono di natura non omogenea per tipologia e provenienza delle opere che le compongono. Si tratta di pezzi di notevole interesse storico ed artistico, databili fra il XV ed il XX secolo. Il gruppo più numeroso, però, risale principalmente al XVII e XVIII secolo. Le raccolte accademiche sono costituite da più di mille dipinti e da trecento sculture, da circa cinquemilacinquecento disegni e da una collezione di stampe e di medaglie. Il numero di opere conservate oggi in Palazzo Carpegna non comprende, però, la totalità dei pezzi che nel corso dei secoli sono venuti a far parte del patrimonio accademico il quale, negli anni, è stato in parte perduto o comunque disperso.
Il carattere eterogeneo delle collezioni dell'Accademia è dovuto principalmente al fatto che esse si sono costituite attraverso il tempo non secondo un disegno preordinato, ma con doni o lasciti di accademici o di collezionisti privati, con opere provenienti dai concorsi banditi dall'Accademia od utilizzate a fini didattici e con un gruppo di quadri provenienti dalla Pinacoteca Capitolina.
A partire dai più antichi statuti del Sodalizio, infatti, si prescriveva che ogni accademico al momento della nomina lasciasse in dono nelle raccolte accademiche un saggio della propria arte ("pièce de réception", dono d'ingresso). Era poi richiesto ad ogni accademico di mandare in dono un proprio ritratto. Si creò, quindi, in tal modo, fin dal Seicento, una galleria che prese forma più concreta nel corso del Settecento.
Tra le opere più importanti conservate nelle collezioni accademiche si può ricordare, ad esempio, un affresco staccato rappresentante un Putto, attribuito a Raffaello, al quale è anche tradizionalmente assegnata la tela del San Luca che dipinge la Madonna; l'Annuncio ai pastori di Jacopo Bassano; la Vergine ed angeli di Van Dyck; le Ninfe che coronano l'Abbondanza di Rubens; la Giuditta e Oloferne di Piazzetta; l'autoritratto di Federico Zuccari; il ritratto di Pietro Bernini attribuito al figlio Gian Lorenzo; le sculture di Algardi, Bracci, Le Gros.
Le collezioni dell'Accademia di San Luca sono esposte, in parte, nella Galleria, al terzo ed ultimo piano della sua attuale sede a palazzo Carpegna e, in parte, nelle Sale accademiche, negli uffici di Segreteria, nella Sala conferenze, situate al piano nobile, nella Biblioteca Sarti e nell'Archivio Storico che si trovano al secondo piano. Il resto delle opere è collocato nei depositi situati in alcuni spazi al piano terreno e negli ambienti lungo la rampa elicoidale.

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