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Gioisa re di Giuda
consegna il denaro per il tempio
1725
Tecnica: terracotta rilievo
Dimensioni: cm 57 x 80

Inv. 0007

 

 

Note:

Nell’Anno Santo 1725 Filippo Della Valle e Pietro Bracci vinsero ex-aequo il primo premio della prima classe di scultura del Concorso Clementino. Il soggetto è tratto dal Secondo Libro dei Re: Giosia chiede al sacerdote Hilke di raccogliere e consegnare il denaro agli esecutori dei lavori per il restauro del Tempio di Gerusalemme e probabilmente fu proposto dagli accademici nel clima di rinnovamento culturale promosso dal pontefice con l’apertura di grandi cantieri e la conclusione di importanti fabbriche in occasione del Giubileo. L’evento biblico è rappresentato con un rilievo morbido e con la tecnica dello stiacciato negli elementi decorativi e architettonici, mentre i raffinati effetti luministici sono stati ottenuti con stecche dentate. Lo scultore giunse a Roma lo stesso anno del concorso accademico, dopo aver iniziato la sua formazione a Firenze presso Giovanni Battista Foggini, con il quale aveva legami di parentela. Della Valle partecipò attivamente alla vita dell’Accademia, dove è documentato a partire dal 4 luglio 1730, quando venne ammesso tra gli accademici di merito, mentre nel 1760 fu eletto alla massima carica di principe. (V. R.)

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Le collezioni dell'Accademia di San Luca sono di natura non omogenea per tipologia e provenienza delle opere che le compongono. Si tratta di pezzi di notevole interesse storico ed artistico, databili fra il XV ed il XX secolo. Il gruppo più numeroso, però, risale principalmente al XVII e XVIII secolo. Le raccolte accademiche sono costituite da più di mille dipinti e da trecento sculture, da circa cinquemilacinquecento disegni e da una collezione di stampe e di medaglie. Il numero di opere conservate oggi in Palazzo Carpegna non comprende, però, la totalità dei pezzi che nel corso dei secoli sono venuti a far parte del patrimonio accademico il quale, negli anni, è stato in parte perduto o comunque disperso.
Il carattere eterogeneo delle collezioni dell'Accademia è dovuto principalmente al fatto che esse si sono costituite attraverso il tempo non secondo un disegno preordinato, ma con doni o lasciti di accademici o di collezionisti privati, con opere provenienti dai concorsi banditi dall'Accademia od utilizzate a fini didattici e con un gruppo di quadri provenienti dalla Pinacoteca Capitolina.
A partire dai più antichi statuti del Sodalizio, infatti, si prescriveva che ogni accademico al momento della nomina lasciasse in dono nelle raccolte accademiche un saggio della propria arte ("pièce de réception", dono d'ingresso). Era poi richiesto ad ogni accademico di mandare in dono un proprio ritratto. Si creò, quindi, in tal modo, fin dal Seicento, una galleria che prese forma più concreta nel corso del Settecento.
Tra le opere più importanti conservate nelle collezioni accademiche si può ricordare, ad esempio, un affresco staccato rappresentante un Putto, attribuito a Raffaello, al quale è anche tradizionalmente assegnata la tela del San Luca che dipinge la Madonna; l'Annuncio ai pastori di Jacopo Bassano; la Vergine ed angeli di Van Dyck; le Ninfe che coronano l'Abbondanza di Rubens; la Giuditta e Oloferne di Piazzetta; l'autoritratto di Federico Zuccari; il ritratto di Pietro Bernini attribuito al figlio Gian Lorenzo; le sculture di Algardi, Bracci, Le Gros.
Le collezioni dell'Accademia di San Luca sono esposte, in parte, nella Galleria, al terzo ed ultimo piano della sua attuale sede a palazzo Carpegna e, in parte, nelle Sale accademiche, negli uffici di Segreteria, nella Sala conferenze, situate al piano nobile, nella Biblioteca Sarti e nell'Archivio Storico che si trovano al secondo piano. Il resto delle opere è collocato nei depositi situati in alcuni spazi al piano terreno e negli ambienti lungo la rampa elicoidale.

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