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News dall'accademia
31/mar/2014 - 09/apr/2014

Didattica 2014
Segno / Colore

Arte, architettura, scienza, musica, moda


corso a cura di
GUIDO STRAZZA


31 marzo - 9 aprile 2014

ore 17.30-20.00

 

Con il corso iniziale Segno/Colore, che dà il nome all’intero ciclo, l’Accademia Nazionale di San Luca prosegue l’attività didattica intrapresa nel biennio 2011-2012 con il ciclo “Segnare/Disegnare”.
Il corso, curato da Guido Strazza, dà seguito al “Progetto Didattica” da lui stesso promosso come ricerca aperta sulle tematiche generali del vedere, fare e interpretare i segni.
Le lezioni, aperte al pubblico, si terranno dal 31 marzo al 9 aprile 2014, dalle ore 17.30 alle 20.00, in Palazzo Carpegna, sede dell’Accademia Nazionale di San Luca. Non lezioni/conferenza in senso stretto, ma occasioni di studio e analisi per la comprensione delle problematiche inerenti il rapporto primario (e quotidiano) tra segno e colore, nelle scienze, nell’arte, nell’architettura, nella musica, nella moda. Tutte le lezioni, per comune accordo tra i docenti, sono idealmente e tematicamente coordinate in un condiviso percorso di ricerca.

 

 

IL CORSO

lunedì 31 marzo
Prolusione > GUIDO STRAZZA
Visione e percezione dei colori  > LAMBERTO MAFFEI

martedì 1 aprile
Disegno / Colore > CRISTINA ACIDINI

mercoledì 2 aprile
Segno / Colore / Paesaggio: tra pittura e fotografia > MARISA DALAI EMILIANI _ ROBERTA VALTORTA

giovedì 3 aprile
Architettura / Colore > PAOLO PORTOGHESI
Immagine del colore > MANLIO BRUSATIN

lunedì 7 aprile
Suono / Colore > GUIDO BARBIERI _ CLAUDIO STRINATI

martedì 8 aprile
Forma / Moda / Colore > ROBERTO CAPUCCI _ ROBERTA ORSI LANDINI _ CARLO BERTELLI

mercoledì 9 aprile
Linea / Tratteggio / Trama / Colore > GUIDO STRAZZA _ MARZIA FAIETTI _ FRANCO  PURINI
 
 
I DOCENTI
 
Cristina Acidini, nata a Firenze, laureata in Storia dell’arte a Firenze nel 1977. È stata borsista della Fondazione di Studi di Storia dell’arte Roberto Longhi e Visiting Professor all’Università di Suny Plattsburg, New York. Dal 1981 è funzionario storico dell’arte del Ministero per i Beni Culturali. Dal 2000 al 2008 è stata Soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure e dal 2006 è Soprintendente per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze, con responsabilità generali di musei come Uffizi, Accademia, Bargello, Pitti ecc. e della tutela di tutti i tesori artistici di Firenze.
Carlo Bertelli, storico dell’arte, docente universitario e autore di numerosi scritti sull’arte tardoantica e medievale, ha promosso la creazione dell’Istituto Centrale per la Grafica (1975) e, in qualità di Soprintendente dei Beni Artistici di Milano (1978-84), ha curato il riordino della Pinacoteca di Brera. Tra le sue pubblicazioni: Piero della Francesca (Silvana editoriale, Milano 1991); Lombardia medievale. Arte e architettura (Skira, Milano 2003); Wolvinio e gli angeli. Studi sull’arte Medievale (Mendrisio Academy Press 2006); La Storia dell’Arte (Bruno Mondadori, Milano 2010; 5 volumi). È Vice Presidente della Fondazione Roberto Capucci.
Manlio Brusatin, ha insegnato Storia delle arti e del design presso l’Università di Ca’ Foscari di Venezia, il Politecnico di Milano e l’Ateneo Turritano (Sassari). Le sue ricerche sono incentrate sulla storia e tecnica delle forme, il cui esito è una trilogia tradotta in più lingue: Storia dei colori, Torino 1983; Storia delle immagini, Torino 1989; Storia delle linee, Torino 1993. Tra i suoi scritti: Arte della meraviglia (1986), Arte dell’oblio (2000), Colore senza nome (2006), Arte come design (2007) e Verde. Storie di un colore (2013). Attualmente tiene dei corsi di laurea presso la Libera Università di Bolzano e lo Iuav di Venezia.
Roberto Capucci, creatore di moda, apre il suo primo atelier a Roma nel 1950. Nel 1958 crea la Linea a scatola, autentica rivoluzione tecnica e stilistica premiata con il Filene’s Young Talent Design Award. Nel 1962 inaugura il suo atelier a Parigi. Dal 1990 al 2003 le sue
creazioni sono presentate in alcuni tra i più prestigiosi musei del mondo. Nel 2005 crea la Fondazione Roberto Capucci per raccogliere il suo archivio. Nel 2007 nella Villa Bardini a Firenze apre il Museo della Fondazione all’interno del quale vengono organizzate mostre
e una intensa attività didattica. Per la biografia completa si veda: www.fondazionerobertocapucci.com.
Marisa Dalai Emiliani, docente di Storia dell’arte moderna, Storia della critica e di Museologia, professore Emerito della Sapienza, ha centrato le sue ricerche sulle relazioni tra arte e scienza nel Rinascimento e in particolare sulla storia della prospettiva. Oltre agli
studi sui conoscitori dell’Ottocento, ha dedicato contributi critici alla produzione figurativa italiana tra XIX e XX secolo. È Presidente dell’Edizione Nazionale degli Scritti di Piero della Francesca e Soprintendente della Galleria dell’Accademia Nazionale di San Luca. Il
suo ultimo libro: Per una critica della museografia del Novecento in Italia. Il “saper mostrare” di Carlo Scarpa, Marsilio, Venezia 2009.
Marzia Faietti, direttrice del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, presidente del Comitato italiano Ciha, professore a contratto in diversi atenei italiani, ha curato mostre in Italia e all’estero e organizzato convegni internazionali, tra cui Linea I. Grafie di immagini
tra Quattrocento e Cinquecento
(2007, con G. Wolf) e Linea II. Tangents, interlaces, knots, labyrinths. Structure and meaning of lines from antiquity to the contemporary period (2010). Tra i suoi scritti: «Aut Facilitas aut Lex?» Dürer agli esordi e la grafica degli italiani, in S. Ebert-Schifferer e K. Herrmann Fiore (a cura di), Dürer, l’Italia e l’Europa, 2011.
Lamberto Maffei, medico e neurobiologo, già direttore dell’Istituto di Neuroscienze del Cnr (2001-2008) e professore di Neurobiologia presso la Scuola Normale di Pisa e in varie università straniere, autore di ricerche e pubblicazioni scientifiche sul Sistema Nervoso Centrale e, in particolare, sul sistema visivo dei mammiferi, dal 2009 è Presidente dell’Accademia Nazionale dei Lincei. Ha pubblicato i volumi La Visione: dalla Neurofisiologia alla Psicologia (Mondadori, Milano 1979; con L. Mecacci), Arte e cervello (Zanichelli, Bologna 1995, rist. 2008; con A. Fiorentini), Il mondo del cervello (Laterza, Roma-Bari 1998) e La libertà di essere diversi (il Mulino, Bologna 2011).
Roberta Orsi Landini, studiosa del tessuto e del costume, ha curato numerose mostre e cataloghi, fra cui Moda alla corte dei Medici, Anni Venti la nascita dell’abito moderno, I principi bambini, L’Abito per il corpo. Il corpo per l’abito, Seta Potere e Glamour. Autrice di
saggi e pubblicazioni, fra cui Moda a Firenze 1540-1580: Lo stile di Eleonora di Toledo (2005) e Moda a Firenze 1540-1580. Lo stile di Cosimo I de’ Medici (2011). È membro del Consiglio direttivo del Centre International des Études des Tissus Anciens e responsabile della didattica per la Fondazione Roberto Capucci.
Paolo Portoghesi, progettista, storico e critico dell’architettura, è professore emerito di Geoarchitettura presso Sapienza. Università di Roma, direttore di “Materia” (dal 1990) e di “Abitare la Terra” (dal 2001). Tra i suoi scritti: Guarino Guarini (1956); Michelangelo
architetto
(1964; con B. Zevi); Roma Barocca (1966; 2011); Francesco Borromini (1967); Dopo l’architettura moderna (1980); Geoarchitettura. Verso un’architettura della responsabilità (2005). Accademico dal 1966, attualmente è Presidente dell’Accademia Nazionale di San Luca.
Franco Purini, ha insegnato Composizione architettonica a Reggio Calabria, Venezia, Roma. Ha tenuto lezioni, seminari e partecipato a convegni e workshop in Italia e all’estero. Il suo lavoro, consistente in progetti, opere costruite e una intensa attività nel disegno di architettura, è stato oggetto di numerose mostre individuali e collettive in ambito nazionale e internazionale. I suoi studi sulla composizione architettonica in tutta la sua estensione, sintetizzati in Comporre l’architettura, Editore Laterza, Roma-Bari 2000. Tra i suoi scritti: La misura italiana dell’architettura, Editore Laterza, Roma-Bari 2008.
Guido Strazza, pittore e incisore, è stato Presidente dell’Accademia Nazionale di San Luca nel biennio 2011-12 e promotore del “Progetto Didattica”. Ha diretto in Calcografia Nazionale una ricerca di gruppo sul segno (1974-76) promossa da Carlo Bertelli. È stato direttore dell’Accademia di Belle Arti di Roma. Premio Feltrinelli per la grafica (1988) e per l’incisione (2003). Ha pubblicato Il segno e il colore negli occhi (Il ponte, Firenze 1974), Analisi dei segni di Giovan Battista Piranesi (ed. Calcografia Nazionale, Roma 1976), Il gesto e il segno (Scheiwiller, Milano 1979; 2a ed. Apeiron, Roma 1992).
Claudio Strinati, nato a Roma nel 1948, è stato dal 1974 al 2012 funzionario del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali ricoprendo, tra l’ altro, l’incarico di Soprintendente speciale per il polo museale romano tra il 2001 e il 2009. Il suo ambito di studi è soprattutto rivolto verso il Cinquecento classicista e manierista e il primo Seicento, specie sul versante della pittura e della scultura. Per i suoi interessi in campo musicale ha collaborato al Dizionario Biografico degli Italiani e presieduto per alcuni anni la Commissione nazionale per la tutela degli Organi antichi presso il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali. Ha curato mostre e manifestazioni d’arte in Italia e all’estero. È autore di numerosi articoli scientifici su alcune tra le principali riviste e quotidiani italiani.
Roberta Valtorta, storico e critico della fotografia, è direttore scientifico del Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo-Milano. Docente di Storia e Teoria della fotografia presso il Centro Riccardo Bauer - ex Umanitaria di Milano, studia in particolare il rapporto fra la fotografia e le altre arti, la fotografia come strumento di lettura del paesaggio contemporaneo, la committenza pubblica. Ha curato molte mostre e pubblicato volumi su autori e temi della fotografia del Novecento. Il più recente: Luogo e identità nella fotografia italiana contemporanea, Einaudi, Torino 2013.
 
 
 
Documenti online
DIDATTICA

A partire dalle sue origini l'Accademia di San Luca si pose come obiettivo quello di impartire l'insegnamento artistico a giovani italiani e stranieri che intendevano perfezionarsi a Roma nelle arti.
Nel 1593, infatti, sotto il principato di Federico Zuccari, venne istituito l'insegnamento del disegno presso la sede accademica accanto alla chiesa di Santa Martina. In seguito, nel 1754, Benedetto XIV fondò in Campidoglio l'Accademia del Nudo e ne affidò la direzione all'Accademia di San Luca. La sede capitolina si rivelò, però, poco funzionale e Pio VII assegnò alla scuola del Nudo una parte del monastero soppresso delle Convertite al Corso. Il progetto di riuso di tale edificio prevedeva, tra l'altro, la realizzazione di una sala per le esposizioni, che non venne però mai attuata.
All'epoca del governo francese, nel 1810, venne assegnato ufficialmente all'Accademia il compito della formazione degli artisti nell'ambito di una generale riorganizzazione dell'istituzione.
In tale contesto, la Scuola del Nudo fu integrata in un più ampio progetto didattico che prevedeva l'insegnamento di un vasto spettro di cognizioni teoriche e pratiche. Strettamente legato a questa nuova funzione è il problema di una sede consona allo svolgimento dell'attività didattica.
In un primo tempo, venne assegnato all'Accademia il convento dell'Aracoeli che, però, non si rivelò adatto alle necessità dell'istituzione, la quale si trasferì, quindi, in una parte del palazzo situato accanto alla chiesa di Sant'Apollinare, già sede del Collegio Germanico-Ungarico. Tale sede non ebbe una lunga utilizzazione. Chiuso l'episodio napoleonico, tornato al potere il Pontefice, le scuole accademiche continuarono a svolgere la loro attività nel Collegio Germanico solo fino all'aprile 1825, quando Leone XII assegnò all'Accademia alcuni locali della Sapienza.
A partire da tale anno, molteplici sono le rimostranze degli accademici a causa dell'insufficienza ed inadeguatezza degli spazi loro assegnati e dei relativi riflessi negativi sulla didattica. Il dibattito non cessò fino al 1845, anno in cui Gregorio XVI concesse all'Accademia l'edificio costruito da Pietro Camporese in via Ripetta, denominato "Ferro di Cavallo", attualmente sede dell'Accademia di Belle Arti di Roma e del Liceo Artistico.
Nel 1874, a seguito dell'annessione di Roma al Regno d'Italia, venne tolto all'Accademia di San Luca il compito dell'insegnamento artistico. Essa dovette, quindi, lasciare l'edificio delle scuole di via Ripetta e ridurre la sua attività negli spazi della sede storica al Foro romano.
Oggi nella nuova sede di Palazzo Carpegna l'attività didattica è volta a collaborazioni con istituzioni per corsi speciali di alta formazione.

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