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Alcide e Dejanira
CONCORSO BALESTRA 1801
1801
Tecnica: terracotta
Dimensioni: cm 79 x 62 x 44

Titolo descrittivo: Alcide dopo aver ferito a morte il Centauro Nesso, che sta giacente semivivo, o morto al suolo col suo ratto della bella Dejanira sul dorso, gli sopraviene Alcide medesimo per togliere, e condor seco la sua ricuperata Sposa in città.

Inv. 0047

Note:

Il gruppo conservato in Accademia venne presentato da Pietro Finelli in occasione del Concorso Balestra del 1801. Il soggetto proposto da Vincenzo Pacetti, principe dell’Accademia, era tratto dalle Metamorfosi di Ovidio. Al concorso partecipò, come unico altro concorrente, Giuseppe Pacetti, figlio del noto scultore e nipote di Camillo, entrambi accademici. Canova, da poco entrato in Accademia, avanzò dubbi sulla regolarità della procedura concorsuale, visto che lo Statuto dell’istituzione vietava espressamente ai familiari di suggerire i soggetti e giudicare le opere. Dopo una disputa interna all’Accademia, Finelli risultò vincitore del concorso, essendo stato considerato il suo gruppo migliore per composizione ed espressione. La figura possente di Ercole appare fusa a quella di Dejanira coperta da una leggerissima veste, mentre il centauro abbattuto, che la coppia noncurante scavalca, sembra stato inserito soltanto per adempiere al bando di gara. Pietro Finelli, giunto a Roma all’ inizio del secolo, nel 1801 era già artista di fama, avviato alla professione dal padre Vitale, che fu uno dei primi insegnanti di scultura all’Accademia di Carrara, inaugurata nel 1770, e allievo di Charles Antoine Bridan all’Académie Royale di Parigi. Entrò alla San Luca il 7 marzo 1808 insieme al celebre scultore Thorvaldsen, presentando in quell’occasione il modello di una Psiche. (V. R.)

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GALLERIA ACCADEMICA

Nella Galleria - situata al terzo e ultimo piano di palazzo Carpegna - è esposta una parte delle collezioni accademiche.
Altre opere sono collocate nelle Sale accademiche, negli uffici di Segreteria, nella Sala conferenze, situate al piano nobile, come anche nella Biblioteca Accademica, nella Biblioteca Sarti e nell'Archivio Storico che si trovano al secondo piano.
La parte restante delle collezioni è conservata in depositi situati al piano terreno o lungo la rampa elicoidale.

Nell'ottobre 2010 la Galleria, rinnovata  secondo un progetto museologico espositivo elaborato da Angela Cipriani, Marisa Dalai Emiliani, Pia Vivarelli (scomparsa nel 2008) in quanto Sovrintendenti alla Galleria e alle Collezioni Accademiche, ha riaperto al pubblico nella quasi totalità delle sue sale.
Il nuovo allestimento è stato progettato, in collaborazione con l'Accademico architetto Francesco Cellini, seguendo i criteri più aggiornati, utilizzando cioè il medesimo ordine espositivo per restituire con immediatezza ed efficacia l'idea stessa di Accademia nel corso dei secoli.
Ai restauri delle opere di pittura e scultura, resi necessari dal lungo passato periodo di immagazzinamento delle opere, affidato alla cura di Fabio Porzio, è stato affiancato l'ormai consueto laboratorio di ricerca sulle metodiche del restauro, diretto sempre da Fabio Porzio, particolarmente interessante per la varietà dei materiali e quindi della ricchezza delle relative problematiche. Si è inoltre proceduto a una rilettura dei documenti d'archivio, al fine di ricostruire la consistenza storica e attuale delle collezioni accademiche.

 

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