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News dall'accademia
05/giu/2013

Presentazione del volume
"Le piante di Roma
Dal Rinascimento ai Catasti"

a cura di
Mario Bevilacqua e Marcello Fagiolo

(Editoriale Artemide, Roma 2012)

 

mercoledì 5 giugno 2013 | ore 17.30

 

introduce e coordina
Francesco Moschini

intervengono
Marco D’Alesio, Marco Folin, Paolo Portoghesi, Alessandro Zuccari

Saranno presenti i curatori del volume

 

Il volume Le Piante di Roma dal Rinascimento ai Catasti, curato da Mario Bevilacqua e Marcello Fagiolo, è stato pubblicato per i tipi dell’Editoriale Artemide di Roma nel 2012, dal Centro di Studi sulla Cultura e l’Immagine di Roma, d’intesa con l’Istituto Nazionale di Studi Romani e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Istituto Nazionale per la Grafica, e col patrocinio del Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri laureati e Collegio Provinciale dei Geometri e Geometri laureati di Roma. Il volume raccoglie gli Atti dei due convegni internazionali (“Piante di Roma del Rinascimento e della Controriforma”; “La città dal Barocco ai Catasti”) svolti a Roma nel 2009 e 2010 sul tema della cartografia storica della città in età moderna.
Saggi di: Marcello Fagiolo, Mario Bevilacqua, Lucia Nuti, Filippo Camerota, Jessica Maier, Allan Ceen , Denis Ribouillault, Eckhart Leuschner, Massimiliano Ghilardi, Augusto Roca De Amicis, Marisa Tabarrini, Daniela Gallavotti Cavallero, Barbara Jatta, Joseph Connors, Sarah McPhee, James Tice, Antonio Pietro Latini, Georg Schelbert, Mary Pedley, Allan Ceen, Jörg Garms, Lorenzo Finocchi Ghersi , Heather Hyde Minor, Elisabetta Giffi, Jessica Maier, Susanna Passigli, Orietta Verdi, Adriano Ruggeri, Adriano Angelini, Giorgio Maria de Grisogono.


Nel corso della sua storia plurimillenaria l’immagine cartografica della Città Eterna non conosce eclissi (tranne la comprensibile parentesi dell’alto Medioevo). Dopo la straordinaria, monumentale realizzazione “catastale” della Forma Urbis severiana, incisa su lastre marmoree ed esposta nei Fori (possiamo immaginare con quale trepidazione i frammenti venissero riscoperti a partire dal 1562), nel basso Medioevo Roma viene raffigurata e descritta in più modi, sia pure schematici o ideogrammatici. La nascita della cultura dell’Umanesimo è strettamente legata alla nascita di una nuova immagine della topografia di Roma antica e moderna. Brunelleschi, Leon Battista Alberti, Giuliano da Sangallo e schiere di artisti si misurano con la grandezza della città rilevando le rovine antiche e la città moderna, e gettano le basi su cui Raffaello potrà immaginare, nella sua celebre Lettera indirizzata a papa Leone X, un grandioso programma di rilevamento sistematico. È Leonardo Bufalini a pubblicare nel 1551 il primo rilevamento cartografico di Roma, base per tutta la produzione successiva, straordinariamente ricca e influente nei secoli del Rinascimento maturo, del Barocco, dell’Illuminismo, fino appunto alla stagione dei catasti che si apre nell’800 e che si sviluppa, con sempre più rapide innovazioni tecniche e tecnologiche, fino a oggi.
Le Piante di Roma dal Rinascimento ai Catasti si inserisce a pieno titolo in una tradizione di studi che, dal secondo ’800, ha prodotto grandi strumenti di conoscenza, a partire dai repertori che ancora oggi costituiscono i riferimenti di base per lo studio della forma urbis e la sua rappresentazione nei secoli. Una tradizione a cui il Centro di Studi sulla Cultura e l’Immagine di Roma ha contribuito negli ultimi decenni con una serie di iniziative scientifiche, dai volumi sull’evoluzione urbanistica di Roma sotto vari pontefici e in occasione degli anni giubilari (Roma 1300-1875. Atlante, 1985; Roma sancta, 1985), fino al volume di cartografia sulla Roma antica (M. Fagiolo, 1991), alla monografia sulla Nuova Pianta di Roma del Nolli (M. Bevilacqua, 1998) e alle mostre su Nolli Vasi Piranesi. Immagine della città antica e moderna (Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, 2004). Il volume è il primo di una collana editoriale sulle Piante di Roma promossa dal Centro di Studi sulla Cultura e l’Immagine di Roma che raccoglierà gli esiti di alcune approfondite e innovative ricerche in corso. Nell’anno che celebra il cinquantenario della monumentale pubblicazione de Le Piante di Roma, il fondamentale repertorio di Amato Pietro Frutaz in tre volumi edito dall’Istituto di Studi Romani nel 1962, il volume vuole costituire un primo passo verso una nuova edizione del più importante repertorio della produzione cartografica di Roma antica e moderna.

 

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L'Accademia Nazionale
di San Luca

"L'Accademia Nazionale di San Luca ha lo scopo di promuovere le arti e l’architettura, di onorare il merito di artisti e studiosi, eleggendoli nel Corpo accademico, di adoperarsi per la valorizzazione e la promozione delle arti e dell’architettura italiane." [Statuto 2005, art.1]
Il primo degli Statuti, voluto da Federico Zuccari, risale al 1593 e nel corso del Seicento, l'Accademia ha assunto come simbolo l'immagine di San Luca evangelista, pittore e protettore degli artisti.
Dal 1705 l'Accademia adotta come proprio emblema un triangolo equilatero, costituito da pennello, stecca e compasso, per esprimere la pari dignità ed unità delle tre arti: pittura, scultura ed architettura, sotto l'egida del disegno, come ribadito dal motto oraziano "aequa potestas" che lo accompagna. Nei secoli l'emblema accademico, pur sostanzialmente invariato, assume forme diverse fino alla trasformazione, nel 1934, con l'adozione di un medaglione con l'immagine di San Luca che dipinge, ancora oggi simbolo dell'istituzione accademica al pari del triangolo equilatero.
Il corpo accademico è articolato secondo le tre classi di pittura, scultura ed architettura ed è costituito complessivamente da novanta Accademici Nazionali, trenta Accademici Stranieri, trentasei Accademici Cultori, ventiquattro Accademici Benemeriti.

L'Accademia di San Luca, assunto il titolo di Insigne e Pontificia nel XIX secolo, diventa dal 1872 Accademia Reale e, dal 1948, Nazionale.
Seguendo la tradizione dell'Accademia, in base a quanto ribadito anche dagli ultimi statuti, l'Istituzione promuove diverse attività culturali finalizzate alla valorizzazione delle belle arti. Nell'ambito di tali iniziative vengono curati la pubblicazione di volumi relativi all'Accademia e alla sua storia e l'allestimento di mostre negli spazi espositivi. Le opere delle collezioni accademiche (dipinti, sculture, disegni ed altro) sono restaurate e concesse in prestito in occasione di mostre nazionali ed internazionali.
Le sale accademiche sono utilizzate anche per la presentazione di libri e per lo svolgimento di conferenze e convegni. Particolare attenzione viene rivolta dall'Accademia ai giovani artisti e ai giovani studiosi mediante il conferimento di premi e borse di studio.

L'Accademia pubblica un Annuario e, ogni sei mesi, un Notiziario nel quale vengono sinteticamente illustrate le attività più recenti o di prossima realizzazione.

 

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