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News dall'accademia
04/ott/2013

Alla moderna
Chiese antiche e rinnovamenti barocchi:
una prospettiva europea

Seminario internazionale

 

 

Coordinamento scientifico
Augusto Roca De Amicis, Claudio Varagnoli
 
Introducono
Paolo Portoghesi, Francesco Moschini
 
Intervengono
Giuseppe Dardanello, Meinrad von Engelberg, Jörg Garms, Pavel Kalina, Marco Rosario Nobile, Javier Rivera Blanco, Augusto Roca De Amicis, Valentina Russo, Claudio Varagnoli
 
 
 
 

venerdì 4 ottobre | 9.30-13.00 e 15.00-18.00


Le nuove istanze devozionali e liturgiche promosse dalla Controriforma hanno dato luogo, tra il XVII e il XVIII secolo, a numerosi interventi di rinnovamento rivolti a importanti monumenti sacri: dalle basiliche romane alle abbaziali e alle cattedrali gotiche di tutta Europa. Tale patrimonio è così giunto a noi attraverso un processo di contaminazione di linguaggi, spesso sovvertito dai ripristini otto-novecenteschi. Ma il forte potenziale simbolico di questi edifici e la volontà di mantenere una continuità, al tempo stesso ideale e materiale, con l’esistente hanno dato sovente luogo a un singolare connubio tra il nuovo linguaggio barocco, con la sua forza unificante, e un’antichità – paleocristiana e medievale – non accettata nelle concezioni artistiche dell’epoca, ma di fatto accolta e reinterpretata.
Esigenze liturgiche, richiami simbolici o politici, necessità dettate dalla statica e dalla vetustà degli edifici hanno dato luogo a un’ampia casistica di relazioni tra spazi, elementi strutturali e decorativi concepiti in epoche e contesti culturali diversi: attività non sempre orientata alla permanenza del monumento nella sua integrità, a fronte di una decisa attualizzazione dei significati concentrati nell’edificio. Un fenomeno di vasto impatto, per lungo tempo sottovalutato o mal inquadrato criticamente, spesso letto attraverso le precostituite categorie del restauro moderno, e solo da pochi decenni indagato nei complessi problemi che suscita.
Da quale tipo di valutazione scaturivano le finalità conservative in un orizzonte ben lontano dallo storicismo? Le motivazioni simboliche, pratiche, ideologiche di tali interventi hanno radici comuni o sono più forti le specificità delle singole realtà geoculturali? Rispetto a tali interrogativi il presente convegno, che raccoglie i maggiori specialisti europei sull’argomento, intende offrire un primo terreno comune di confronto. Gli spazi liturgici unitari che rilanciano il cattolicesimo nelle aree dell’Europa Centrale, la continuità che in Spagna si istituisce con il linguaggio gotico o i grandi arredi decorativi che punteggiano le cattedrali francesi sono messi a confronto con le realtà regionali italiane, anch’esse diverse per finalità e risultati. È infatti privilegiata la lettura comparata delle differenti situazioni culturali, attraverso le opere realizzate e i cantieri, piuttosto che tramite la trattazione teorica o la produzione erudita, entrambe fondamentali, ma inadatte a rendere la complessa articolazione delle soluzioni riscontrate. E non secondario è l’obiettivo di una riflessione sui rapporti tra progetto e preesistenza, in un momento in cui la contemporaneità si interroga sul ruolo da affidare al patrimonio architettonico e in cui si indebolisce la fiducia di un effettivo, profondo rapporto con il nostro passato.
 
 
In allegato tra i documenti on line il programma della giornata di studi >
 
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L'Accademia Nazionale
di San Luca

"L'Accademia Nazionale di San Luca ha lo scopo di promuovere le arti e l’architettura, di onorare il merito di artisti e studiosi, eleggendoli nel Corpo accademico, di adoperarsi per la valorizzazione e la promozione delle arti e dell’architettura italiane." [Statuto 2005, art.1]
Il primo degli Statuti, voluto da Federico Zuccari, risale al 1593 e nel corso del Seicento, l'Accademia ha assunto come simbolo l'immagine di San Luca evangelista, pittore e protettore degli artisti.
Dal 1705 l'Accademia adotta come proprio emblema un triangolo equilatero, costituito da pennello, stecca e compasso, per esprimere la pari dignità ed unità delle tre arti: pittura, scultura ed architettura, sotto l'egida del disegno, come ribadito dal motto oraziano "aequa potestas" che lo accompagna. Nei secoli l'emblema accademico, pur sostanzialmente invariato, assume forme diverse fino alla trasformazione, nel 1934, con l'adozione di un medaglione con l'immagine di San Luca che dipinge, ancora oggi simbolo dell'istituzione accademica al pari del triangolo equilatero.
Il corpo accademico è articolato secondo le tre classi di pittura, scultura ed architettura ed è costituito complessivamente da novanta Accademici Nazionali, trenta Accademici Stranieri, trentasei Accademici Cultori, ventiquattro Accademici Benemeriti.

L'Accademia di San Luca, assunto il titolo di Insigne e Pontificia nel XIX secolo, diventa dal 1872 Accademia Reale e, dal 1948, Nazionale.
Seguendo la tradizione dell'Accademia, in base a quanto ribadito anche dagli ultimi statuti, l'Istituzione promuove diverse attività culturali finalizzate alla valorizzazione delle belle arti. Nell'ambito di tali iniziative vengono curati la pubblicazione di volumi relativi all'Accademia e alla sua storia e l'allestimento di mostre negli spazi espositivi. Le opere delle collezioni accademiche (dipinti, sculture, disegni ed altro) sono restaurate e concesse in prestito in occasione di mostre nazionali ed internazionali.
Le sale accademiche sono utilizzate anche per la presentazione di libri e per lo svolgimento di conferenze e convegni. Particolare attenzione viene rivolta dall'Accademia ai giovani artisti e ai giovani studiosi mediante il conferimento di premi e borse di studio.

L'Accademia pubblica un Annuario e, ogni sei mesi, un Notiziario nel quale vengono sinteticamente illustrate le attività più recenti o di prossima realizzazione.

 

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