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News dall'accademia
27/mar/2014

Presentazione del volume
"Eterodossia e Vitruvianesimo"

Palazzo Naselli a Ferrara (1527-1538)
 
di Francesca Mattei
(Campisano Editore, Roma 2013)
 
introduce e coordina
Francesco Moschini
intervengono
Francesco Paolo Fiore, Paola Zampa
sarà presente l'Autrice
giovedì 27 marzo 2014 | ore 17.00
 
 

Nella lettera dedicatoria delle Regole generali di architettura, Sebastiano Serlio certifica l'appartenenza di Palazzo Naselli alla nuova architettura e lo inserisce in un elenco di edifici eseguiti da architetti e patrocinati da committenti, che parlano una sorta di lingua comune delle forme.

Secondo Serlio, la modernità del palazzo – primo edificio all'antica costruito nella città estense – discende dalla competenza del suo committente, Giuliano Naselli, gratificato nelle pagine del trattato come intendente di architettura insieme all'umanista ferrarese Celio Calcagnini. Muovendo dalle parole di Serlio, il libro – unico studio sistematico finora compiuto sull'edificio – ripercorre la storia del palazzo, e illustra i legami che intercorrono tra Naselli, protonotario apostolico e canonico della cattedrale di Ferrara, e gli esponenti dei circoli artistici e letterari di diversi centri italiani. La menzione di Calcagnini nelle Regole generali di architettura costituisce l'occasione per indagare l'interesse dell'umanista per l'arte del costruire e il suo coinvolgimento nella vicenda costruttiva. Oltre all’indagine sull’architettura, il libro si sofferma sull'apparato di iscrizioni che compaiono sulla facciata e nel cortile di Palazzo Naselli, un vero e proprio programma ideologico articolato tramite citazioni dall'opera di Erasmo da Rotterdam e dai testi più letti degli umanisti del XV e XVI secolo. Un programma che, negli anni della Riforma, rimanda alle controversie religiose ormai diffuse anche a sud delle Alpi. Attraverso la lente di Palazzo Naselli, l'autrice giunge a ricomporre il panorama degli intendenti di architettura presenti alla corte degli Estensi nel primo Cinquecento e racconta l'introduzione della modernità in campo architettonico nel ducato. Interpretando il programma religioso e letterario esibito nel palazzo, esplora inoltre la relazione tra il palazzo ferrarese e alcune fabbriche coeve – Palazzo Bocchi a Bologna, Palazzo Grimani a Venezia, Villa Trissino a Cricoli. L'accurata analisi dell'architettura, il reperimento di documenti inediti e i nuovi dati sulla committenza permettono infine all'autrice di riflettere sul problema attributivo di Palazzo Naselli e di avanzare una nuova ipotesi.

Francesca Mattei si laurea in architettura all'Università IUAV di Venezia (2006), successivamente ottiene il Master in Storia dell'Architettura all'Università di Roma 3 (2007). Nel 2012 consegue il dottorato in Storia dell'Architettura e Urbanistica all'Università IUAV di Venezia discutendo la tesi Palazzo Naselli a Ferrara. Architettura, committenza, eterodossia (1527-1538), tesi che riceve la dignità di stampa e che viene pubblicata nel 2013 come monografia Eterodossia e Vitruvianesimo. Palazzo Naselli a Ferrara (1527-1538). Dal 2011 è membro dell'Unità di ricerca "Baukunst - Arte del Costruire" istituita all'Università IUAV di Venezia. Attualmente è assegnista di ricerca presso la cattedra Unesco della facoltà di architettura di Mantova, afferente al Politecnico di Milano. È autrice di saggi sulla storia dell'architettura moderna e contemporanea.

 
 
 
 

Campisano Editore

 
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L'Accademia Nazionale
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"L'Accademia Nazionale di San Luca ha lo scopo di promuovere le arti e l’architettura, di onorare il merito di artisti e studiosi, eleggendoli nel Corpo accademico, di adoperarsi per la valorizzazione e la promozione delle arti e dell’architettura italiane." [Statuto 2005, art.1]
Il primo degli Statuti, voluto da Federico Zuccari, risale al 1593 e nel corso del Seicento, l'Accademia ha assunto come simbolo l'immagine di San Luca evangelista, pittore e protettore degli artisti.
Dal 1705 l'Accademia adotta come proprio emblema un triangolo equilatero, costituito da pennello, stecca e compasso, per esprimere la pari dignità ed unità delle tre arti: pittura, scultura ed architettura, sotto l'egida del disegno, come ribadito dal motto oraziano "aequa potestas" che lo accompagna. Nei secoli l'emblema accademico, pur sostanzialmente invariato, assume forme diverse fino alla trasformazione, nel 1934, con l'adozione di un medaglione con l'immagine di San Luca che dipinge, ancora oggi simbolo dell'istituzione accademica al pari del triangolo equilatero.
Il corpo accademico è articolato secondo le tre classi di pittura, scultura ed architettura ed è costituito complessivamente da novanta Accademici Nazionali, trenta Accademici Stranieri, trentasei Accademici Cultori, ventiquattro Accademici Benemeriti.

L'Accademia di San Luca, assunto il titolo di Insigne e Pontificia nel XIX secolo, diventa dal 1872 Accademia Reale e, dal 1948, Nazionale.
Seguendo la tradizione dell'Accademia, in base a quanto ribadito anche dagli ultimi statuti, l'Istituzione promuove diverse attività culturali finalizzate alla valorizzazione delle belle arti. Nell'ambito di tali iniziative vengono curati la pubblicazione di volumi relativi all'Accademia e alla sua storia e l'allestimento di mostre negli spazi espositivi. Le opere delle collezioni accademiche (dipinti, sculture, disegni ed altro) sono restaurate e concesse in prestito in occasione di mostre nazionali ed internazionali.
Le sale accademiche sono utilizzate anche per la presentazione di libri e per lo svolgimento di conferenze e convegni. Particolare attenzione viene rivolta dall'Accademia ai giovani artisti e ai giovani studiosi mediante il conferimento di premi e borse di studio.

L'Accademia pubblica un Annuario e, ogni sei mesi, un Notiziario nel quale vengono sinteticamente illustrate le attività più recenti o di prossima realizzazione.

 

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