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News dall'accademia
22/mag/2014

Presentazione del volume
Pittori senesi del Seicento

di Marco Ciampolini

(Nuova Immagine Editrice, Siena 2010)
 
 
introduce e coordina
Francesco Moschini
 
intervengono
Mina Gregori, Francesco Petrucci, Claudio Strinati, Caterina Volpi
 
sarà presente l'Autore

 

giovedì 22 maggio | ore 17.30
 
Il Seicento senese è stato un secolo ricco di testimonianze artistiche, ma poco indagato dalla critica rispetto alla grande stagione tre-quattrocentesca. Su questo giudizio ha a lungo pesato la visione di un’epoca di decadenza, anche in relazione alla perdita di indipendenza politica di Siena. In realtà, la pittura senese del XVII secolo ha carattere di vera e propria scuola, con una definita individualità e, insieme con la fiorentina e la romana, la sola degna di tale nome nell’Italia centrale. Siena non rimase chiusa in un circolo ristretto, come altre pur prestigiosissime scuole italiane, né la sua espressione artistica fu provinciale, per quanto spesso attardata rispetto alle novità, che tuttavia si susseguirono a un ritmo assai veloce in un secolo che fece della sperimentazione la sua cifra.
Molte furono le personalità di rilievo in questo vasto panorama: da artisti di livello assoluto come Francesco Vanni e Ventura Salimbeni ai caravaggeschi Francesco Rustici, Rutilio Manetti, Astolfo Petrazzi; da maestri del Barocco come Bernardino Mei, Raffaello Vanni e Niccolò Tornioli ai meno noti Deifebo Burbarini, Alessandro Casolani, Sebastiano Folli.
 
 
L’opera di Marco Ciampolini, studioso tra i massimi esperti della produzione artistica senese del diciassettesimo secolo, ha richiesto oltre dodici anni di ricerche e di studi. Si tratta di tre volumi di grande formato racchiusi in un cofanetto, una raccolta di 57 monografie, tante quanti sono gli artisti. Le singole ‘vite’ sono strutturate in biografia, cronologia, catalogo delle opere e degli eventuali disegni preparatori, elenco delle incisioni, registro delle opere perdute o non rintracciate. Oltre alle consuete notizie tecniche, documentarie e bibliografiche vi sono ulteriori voci per segnalare le eventuali copie e le riproduzioni a stampa. Non mancano inoltre ricostruzioni della vita personale e familiare degli artisti: “Di ogni artista ho voluto restituire non solo l’attività ma anche il lato umano, per inserirlo nel contesto storico e culturale del suo tempo” commenta l'autore.
L’opera, promossa dall’Amministrazione Provinciale di Siena e finanziata dalla Fondazione Monte dei Paschi, con la collaborazione dell’Associazione culturale “Saturnus”, è corredata da imponenti apparati (indice dei luoghi, dei nomi, dei soggetti e degli stemmi), utili strumenti di consultazione per rendere subito rintracciabili le notizie contenute, nonché per lo studio per nuovi e importanti arricchimenti.
Documenti online
L'Accademia Nazionale
di San Luca

"L'Accademia Nazionale di San Luca ha lo scopo di promuovere le arti e l’architettura, di onorare il merito di artisti e studiosi, eleggendoli nel Corpo accademico, di adoperarsi per la valorizzazione e la promozione delle arti e dell’architettura italiane." [Statuto 2005, art.1]
Il primo degli Statuti, voluto da Federico Zuccari, risale al 1593 e nel corso del Seicento, l'Accademia ha assunto come simbolo l'immagine di San Luca evangelista, pittore e protettore degli artisti.
Dal 1705 l'Accademia adotta come proprio emblema un triangolo equilatero, costituito da pennello, stecca e compasso, per esprimere la pari dignità ed unità delle tre arti: pittura, scultura ed architettura, sotto l'egida del disegno, come ribadito dal motto oraziano "aequa potestas" che lo accompagna. Nei secoli l'emblema accademico, pur sostanzialmente invariato, assume forme diverse fino alla trasformazione, nel 1934, con l'adozione di un medaglione con l'immagine di San Luca che dipinge, ancora oggi simbolo dell'istituzione accademica al pari del triangolo equilatero.
Il corpo accademico è articolato secondo le tre classi di pittura, scultura ed architettura ed è costituito complessivamente da novanta Accademici Nazionali, trenta Accademici Stranieri, trentasei Accademici Cultori, ventiquattro Accademici Benemeriti.

L'Accademia di San Luca, assunto il titolo di Insigne e Pontificia nel XIX secolo, diventa dal 1872 Accademia Reale e, dal 1948, Nazionale.
Seguendo la tradizione dell'Accademia, in base a quanto ribadito anche dagli ultimi statuti, l'Istituzione promuove diverse attività culturali finalizzate alla valorizzazione delle belle arti. Nell'ambito di tali iniziative vengono curati la pubblicazione di volumi relativi all'Accademia e alla sua storia e l'allestimento di mostre negli spazi espositivi. Le opere delle collezioni accademiche (dipinti, sculture, disegni ed altro) sono restaurate e concesse in prestito in occasione di mostre nazionali ed internazionali.
Le sale accademiche sono utilizzate anche per la presentazione di libri e per lo svolgimento di conferenze e convegni. Particolare attenzione viene rivolta dall'Accademia ai giovani artisti e ai giovani studiosi mediante il conferimento di premi e borse di studio.

L'Accademia pubblica un Annuario e, ogni sei mesi, un Notiziario nel quale vengono sinteticamente illustrate le attività più recenti o di prossima realizzazione.

 

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