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News dall'accademia
05/set/2014

Lettera aperta di Paolo Portoghesi

sul problema dell'integrità di via Giulia

 

 

Mi rivolgo alle autorità che hanno per ragioni istituzionali la responsabilità di decidere del futuro di Via Giulia, in quanto studioso della storia della città e presidente pro tempore della Accademia Nazionale di San Luca.

I giornali hanno informato l’opinione pubblica che il Municipio del Centro Storico di Roma Capitale ha deciso di coinvolgere i cittadini in un’iniziativa di progettazione partecipata per affrontare il problema dell’area di Via Giulia cantierizzata per la realizzazione di un parcheggio interrato (PUP), chiarendo che gli importanti ritrovamenti delle scuderie augustee emersi dagli scavi verranno occultati e che l’unico intervento sarà, per ora, quello di pavimentare e sistemare una piazza a più livelli ricavata in mezzo ai volumi del nuovo parcheggio, rimanendo al di sotto delle quote di via Giulia e del Lungotevere.

La notizia ha un solo risvolto positivo perché significa che l’Amministrazione comunale ha rinunciato a realizzare il progetto proposto dall’impresa appaltatrice che prevedeva la realizzazione di 40.000 metri cubi. Il risvolto negativo è che uno dei problemi urbanistici più importanti della città, ovvero il risarcimento della grave ferita inferta alla strada dalla furia demolitrice dei piani mussoliniani, viene così lasciato irrisolto delegando al primo municipio il compito di aggirarlo autorizzando la costruzione del parcheggio e affrontando solo le esigenze funzionali degli abitanti della zona.

Significativa è la coincidenza con il cinquecentesimo anniversario della morte di Donato Bramante, uno dei maggiori architetti del mondo occidentale che, per incarico di Giulio II, progettò il rettifilo di via Giulia. La città e il Ministero non solo hanno ignorato l’evento (di cui, a Roma, solo l’Accademia che ho l’onore di presiedere si è ricordata) ma rischiano di celebrarlo alla rovescia, permettendo che un problema di portata internazionale venga affrontato come un banale problema di vicinato.

Sono ben noti i tentativi di coinvolgimento della cultura promossi dalle passate amministrazioni. Nel 1981 Carlo Aymonino, assessore al Centro Storico, affidò a Maurizio Sacripanti il compito di progettare in loco il Museo della Scienza. Il progetto, di grande spessore culturale, alimentò una grande discussione ma rimase sulla carta. Più di venti anni dopo nacque l’idea del parcheggio che venne appaltato senza nulla decidere su come rimediare alla ferita di via Giulia. Uno pseudo-concorso fu poi bandito per affrontare il problema, senza però chiarire le intenzioni della amministrazione e senza aver effettuato le necessarie indagini archeologiche. Il giudizio sul concorso venne poi affidato ai visitatori casuali della mostra dei progetti svoltasi in una galleria, e non si tenne nessun conto della proposta del vincitore, architetto Diener. Infine la impresa appaltatrice esibì un progetto pienamente rispondente ai criteri della speculazione edilizia, con una volumetria dissennata e una facciata su via Giulia degna di un supermercato della periferia, arricchita anacronisticamente da frammenti ritrovati negli scavi.

Che l’Italia stia attraversando una grave crisi economica è incontestabile, ma è giusto dimenticare Bramante? È giusto che un problema come quello di via Giulia venga scambiato per un problema così trascurabile da non meritare una discussione da parte della amministrazione comunale?

A molti sembra ovvio che di fronte a una questione così importante e dibattuta si proceda, senza aspettare tempi migliori, a bandire un concorso internazionale, rivolgendosi anche alla Comunità europea.

L’Accademia di San Luca si propone di organizzare una giornata di studio su via Giulia alla quale saranno invitate le Loro Signorie, insieme a studiosi, architetti e urbanisti che, per la conoscenza dei fatti, potranno formulare proposte fattibili che non consolidino la diffusa opinione che l’Italia sia di nuovo “una nave senza nocchiero in gran tempesta”.

Prof. Arch.
Paolo Portoghesi

 

L'Accademia Nazionale
di San Luca

"L'Accademia Nazionale di San Luca ha lo scopo di promuovere le arti e l’architettura, di onorare il merito di artisti e studiosi, eleggendoli nel Corpo accademico, di adoperarsi per la valorizzazione e la promozione delle arti e dell’architettura italiane." [Statuto 2005, art.1]
Il primo degli Statuti, voluto da Federico Zuccari, risale al 1593 e nel corso del Seicento, l'Accademia ha assunto come simbolo l'immagine di San Luca evangelista, pittore e protettore degli artisti.
Dal 1705 l'Accademia adotta come proprio emblema un triangolo equilatero, costituito da pennello, stecca e compasso, per esprimere la pari dignità ed unità delle tre arti: pittura, scultura ed architettura, sotto l'egida del disegno, come ribadito dal motto oraziano "aequa potestas" che lo accompagna. Nei secoli l'emblema accademico, pur sostanzialmente invariato, assume forme diverse fino alla trasformazione, nel 1934, con l'adozione di un medaglione con l'immagine di San Luca che dipinge, ancora oggi simbolo dell'istituzione accademica al pari del triangolo equilatero.
Il corpo accademico è articolato secondo le tre classi di pittura, scultura ed architettura ed è costituito complessivamente da novanta Accademici Nazionali, trenta Accademici Stranieri, trentasei Accademici Cultori, ventiquattro Accademici Benemeriti.

L'Accademia di San Luca, assunto il titolo di Insigne e Pontificia nel XIX secolo, diventa dal 1872 Accademia Reale e, dal 1948, Nazionale.
Seguendo la tradizione dell'Accademia, in base a quanto ribadito anche dagli ultimi statuti, l'Istituzione promuove diverse attività culturali finalizzate alla valorizzazione delle belle arti. Nell'ambito di tali iniziative vengono curati la pubblicazione di volumi relativi all'Accademia e alla sua storia e l'allestimento di mostre negli spazi espositivi. Le opere delle collezioni accademiche (dipinti, sculture, disegni ed altro) sono restaurate e concesse in prestito in occasione di mostre nazionali ed internazionali.
Le sale accademiche sono utilizzate anche per la presentazione di libri e per lo svolgimento di conferenze e convegni. Particolare attenzione viene rivolta dall'Accademia ai giovani artisti e ai giovani studiosi mediante il conferimento di premi e borse di studio.

L'Accademia pubblica un Annuario e, ogni sei mesi, un Notiziario nel quale vengono sinteticamente illustrate le attività più recenti o di prossima realizzazione.

 

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