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News dall'accademia
08/ott/2014

Presentazione del volume
"Orazio Riminaldi"

di Pierluigi Carofano e Franco Paliaga

(Edizioni dei Soncino, Soncino 2013)

 

introduce e coordina
Francesco Moschini
 
intervengono
Claudio Strinati, Marco Pupillo, Marco Gallo, Alberto Cottino
 
Saranno presenti gli Autori
 

Amore Vincitore (part.), 1624, Galleria Palatina, Palazzo Pitti, Firenze.

 

mercoledì 8 ottobre| ore 17.30

 

Nonostante molti aspetti della vita e dell’opera dell’artista siano in parte da chiarire, dovendosi purtroppo ancora scontare una non irrilevante carenza documentaria, la monografia su Orazio Riminaldi, da poco licenziata per i tipi delle edizioni del Soncino che Pierluigi Carofano e Franco Paliaga hanno dato alle stampe, colma una biasimevole lacuna, mettendo molti punti fermi su una figura niente affatto marginale della pittura toscana del Seicento.
Orazio Riminaldi era nato a Pisa agli inizi del settembre 1593, primo di sei figli, e sempre in Pisa morì a soli trentasette anni, il 10 dicembre 1630, a causa della peste che devastava la città, praticamente mentre era ancora nel cantiere del Duomo per affrescarne la cupola, ma aveva al suo attivo una produzione importante frutto di una cultura artistica collegata ai grandi fatti figurativi europei dei primi decenni del Seicento.
Il notevole successo riscontrato dopo il suo trasferimento a Roma, probabilmente intorno al 1615, tra molte famiglie nobili, in forza di uno stile molto particolare di “caravaggismo temperato” (Evelina Borea) lo portò a ricoprire la prestigiosa carica di Censore dell’Accademia di San Luca, quando Principe era Simon Vouet, nella cui casa fu censito nel 1625.
Riscoperto negli anni settanta dello scorso secolo da Evelina Borea e Mina Gregori, la sua opera è stata analizzata da vari studiosi; tra questi, in particolare Carofano e Paliaga hanno contribuito da vari anni a definirne il catalogo ragionato nel modo oggi più esauriente possibile.
 

La presentazione del volume sarà preceduta da una breve testimonianza del prof. Claudio Strinati e dell’architetto Franco Luccichenti in ricordo dello studioso ed amico  Maurizio Marini (Roma, 1942 – 2011), grande esperto della pittura del Seicento ed eminente interprete della stagione del caravaggismo.

 
Documenti online
L'Accademia Nazionale
di San Luca

"L'Accademia Nazionale di San Luca ha lo scopo di promuovere le arti e l’architettura, di onorare il merito di artisti e studiosi, eleggendoli nel Corpo accademico, di adoperarsi per la valorizzazione e la promozione delle arti e dell’architettura italiane." [Statuto 2005, art.1]
Il primo degli Statuti, voluto da Federico Zuccari, risale al 1593 e nel corso del Seicento, l'Accademia ha assunto come simbolo l'immagine di San Luca evangelista, pittore e protettore degli artisti.
Dal 1705 l'Accademia adotta come proprio emblema un triangolo equilatero, costituito da pennello, stecca e compasso, per esprimere la pari dignità ed unità delle tre arti: pittura, scultura ed architettura, sotto l'egida del disegno, come ribadito dal motto oraziano "aequa potestas" che lo accompagna. Nei secoli l'emblema accademico, pur sostanzialmente invariato, assume forme diverse fino alla trasformazione, nel 1934, con l'adozione di un medaglione con l'immagine di San Luca che dipinge, ancora oggi simbolo dell'istituzione accademica al pari del triangolo equilatero.
Il corpo accademico è articolato secondo le tre classi di pittura, scultura ed architettura ed è costituito complessivamente da novanta Accademici Nazionali, trenta Accademici Stranieri, trentasei Accademici Cultori, ventiquattro Accademici Benemeriti.

L'Accademia di San Luca, assunto il titolo di Insigne e Pontificia nel XIX secolo, diventa dal 1872 Accademia Reale e, dal 1948, Nazionale.
Seguendo la tradizione dell'Accademia, in base a quanto ribadito anche dagli ultimi statuti, l'Istituzione promuove diverse attività culturali finalizzate alla valorizzazione delle belle arti. Nell'ambito di tali iniziative vengono curati la pubblicazione di volumi relativi all'Accademia e alla sua storia e l'allestimento di mostre negli spazi espositivi. Le opere delle collezioni accademiche (dipinti, sculture, disegni ed altro) sono restaurate e concesse in prestito in occasione di mostre nazionali ed internazionali.
Le sale accademiche sono utilizzate anche per la presentazione di libri e per lo svolgimento di conferenze e convegni. Particolare attenzione viene rivolta dall'Accademia ai giovani artisti e ai giovani studiosi mediante il conferimento di premi e borse di studio.

L'Accademia pubblica un Annuario e, ogni sei mesi, un Notiziario nel quale vengono sinteticamente illustrate le attività più recenti o di prossima realizzazione.

 

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