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News dall'accademia
29/ott/2014 - 28/nov/2014

Mostra
EUR SCONOSCIUTA

Il "piccolo codice" di GIUSEPPE PAGANO
per la città corporativa e altre visioni urbane
 
a cura di
Marco Mulazzani e Paolo Zermani
 
 
Presentazione e inaugurazione
29 ottobre 2014 | ore 18.00
 
Periodo espositivo
30 ottobre-15 novembre 2014
dal lunedì a sabato ore 09.00-19.00
 

Nel gennaio 1938, due mesi prima dello scioglimento del gruppo di progettisti del piano dell’E 42 (Piacentini, Pagano, Piccinato, Rossi, Vietti), Giuseppe Pagano riceve da Cipriano Efisio Oppo la proposta di consulenza per l’organizzazione della “mostra delle industrie” – il “Piano regolatore della Città italiana dell’economia corporativa”, che presenterà nell’aprile 1939. Il progetto – sinora sconosciuto – è documentato da una relazione manoscritta, tavole planimetriche che illustrano lo schema insediativo generale, il numero e la destinazione dei padiglioni e da sei prospettive acquerellate autografe che prefigurano gli spazi e gli edifici principali di una “realizzazione piena di vita”, “satura di quella moderna ricerca di espressione plastica che permetta di creare un paesaggio di città veramente nuova e perfettamente intonata alla novità del suo aggiornatissimo contenuto”. Una seconda relazione dattiloscritta approfondisce il programma, indicando gli architetti e gli allestitori che Pagano intendeva coinvolgere nell’impresa – poco meno di un centinaio, molti dei quali autori di progetti usciti sconfitti dai concorsi banditi per le opere dell’E 42.  A partire dal 1938, avviata la costruzione degli edifici stabili e convocati gli artisti per la loro decorazione, altre visioni concorrono ad arricchire l’utopia dell’Eur, sfaccettandone l’immagine. Tra queste, oltre alle mostre previste, i progetti per le masse verdi dei giardini; o il ludico Parco dei divertimenti; o, ancora, i modernissimi studi per l’illuminazione artificiale, che avrebbero conferito alla nuovissima città un “aspetto notturno e fantasioso” viepiù scenografico.
Curata da Marco Mulazzani e Paolo Zermani, la mostra organizzata dall’Accademia Nazionale di San Luca presenta il progetto di Pagano, rinvenuto negli archivi di “Casabella” e integralmente pubblicato nel numero 842, ottobre 2014, della rivista. A questi documenti si affiancano altri materiali, cortesemente messi a disposizione da Massimo and Sonia Cirulli Archive, New York e da Eur SpA, Roma, emblematiche rappresentazioni delle diverse “idee di città” che si intrecciano, sin dalle sue origini, nella città dell’Eur.
 
 
Giuseppe Pogatschnig nacque a Parenzo in Istria nel 1896. Quando all’età di diciotto anni si arruolò nell’esercito italiano, assunse il nome di Pagano. Durante la guerra fu ferito più volte e si guadagnò diverse onorificenze. Fascista dal 1919, fu tra i volontari che nel settembre dello stesso anno marciarono su Fiume guidati da Gabriele D’Annunzio. Nel 1924 si laureò a Torino in architettura. Di lì a poco si impose come una delle voci più originali ed autorevoli della cultura architettonica italiana. Le opere che realizzò, severe e antiretoriche, esprimevano la convinzione secondo la quale spettava al Fascismo il compito di realizzare la definitiva modernizzazione dell’Italia. Nel 1941, dopo essersi offerto come volontario, Pagano venne nuovamente arruolato nell’esercito. L’esperienza della guerra lo portò a rivedere radicalmente i suoi convincimenti. Nel dicembre 1942 si dimise dalla Scuola di Mistica Fascista e dal Partito. Dopo l’8 settembre 1943 entrò in contatto con gli ambienti della Resistenza antifascista e venne arrestato. Nel 1944 evase dal Castello di Brescia dove era tenuto prigioniero. Nuovamente arrestato a Milano, venne sottoposto a tortura e nell’aprile del 1945 fu definitivamente trasferito a Mauthausen. Lì morì a il 22 aprile 1945, tredici giorni prima dell’entrata delle truppe alleate nel campo di concentramento. 
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L'Accademia Nazionale
di San Luca

"L'Accademia Nazionale di San Luca ha lo scopo di promuovere le arti e l’architettura, di onorare il merito di artisti e studiosi, eleggendoli nel Corpo accademico, di adoperarsi per la valorizzazione e la promozione delle arti e dell’architettura italiane." [Statuto 2005, art.1]
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Dal 1705 l'Accademia adotta come proprio emblema un triangolo equilatero, costituito da pennello, stecca e compasso, per esprimere la pari dignità ed unità delle tre arti: pittura, scultura ed architettura, sotto l'egida del disegno, come ribadito dal motto oraziano "aequa potestas" che lo accompagna. Nei secoli l'emblema accademico, pur sostanzialmente invariato, assume forme diverse fino alla trasformazione, nel 1934, con l'adozione di un medaglione con l'immagine di San Luca che dipinge, ancora oggi simbolo dell'istituzione accademica al pari del triangolo equilatero.
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