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News dall'accademia
16/ott/2014

Bramante e via Giulia

Un problema di restauro urbanistico

 

GIORNATA DI STUDI

 

Intervengono
Achille Bonito Oliva, Giovanni Carbonara, Francesco Paolo Fiore, Christoph L. Frommel, Francesco Giovanetti, Gianluigi Maffei, Francesco Moschini, Paolo Portoghesi, Franco Purini, Marco Ravaglioli, Pietro Samperi, Claudio Strinati, Christof Thoenes
 

Parteciperanno all'incontro le Autorità invitate

 

 

L’Accademia Nazionale di San Luca organizza giovedì 16 ottobre 2014, a partire dalle ore 17.00, una giornata di studi sul tema “Bramante e via Giulia. Un problema di restauro urbanistico” per riflettere, con studiosi, storici, urbanisti, architetti, e con le Autorità cittadine e nazionali invitate a partecipare, sulle questioni ancora aperte che riguardano il progetto di uno dei nodi urbani più importanti di Roma che, subita la grande furia devastatrice dei piani mussoliniani, è rimasto ancora irrisolto.
La storia più recente di via Giulia è disseminata di progetti, di incarichi e di qualche occasione perduta. Nel 1981 Carlo Aymonino, assessore al Centro Storico, affidò a Maurizio Sacripanti il compito di progettare in loco il Museo della Scienza. Il progetto, di grande spessore culturale, alimentò una grande discussione ma rimase sulla carta. Più di venti anni dopo nacque l’idea di un parcheggio che venne appaltato senza nulla decidere su come rimediare alla ferita di via Giulia. Uno “pseudo concorso” fu poi bandito per affrontare il problema, senza però chiarire le intenzioni dell’amministrazione e senza aver effettuato le necessarie indagini archeologiche. Anche in questo caso non si tenne conto del progetto vincitore, lasciando all’impresa appaltatrice la possibilità di presentare un altro progetto rispondente più ai criteri della speculazione edilizia che ai dettami di un vero e proprio piano urbano, quale è quello che deve profilarsi nel caso di via Giulia. Più recentemente, infine, è emerso che l’amministrazione capitolina ha rinunciato a realizzare anche questo progetto, decidendo invece di coinvolgere i cittadini in una iniziativa di progettazione partecipata per la realizzazione di un parcheggio interrato, chiarendo che gli importanti ritrovamenti delle scuderie augustee emersi dagli scavi recenti verranno definitivamente occultati sotto il piano di una piazza.
Muovendo da queste premesse, l’incontro del 16 ottobre intende dare spazio a quelle voci che possono ricondurre il problema della definizione di via Giulia alla dimensione europea di una questione di restauro urbanistico, sollevando anche temi di concreta fattibilità che non consolidino la diffusa opinione che l’Italia sia di nuovo “una nave senza nocchiero in gran tempesta”. 
Questa iniziativa si inserisce nell’ambito delle celebrazioni per il cinquecentesimo anniversario della morte di Donato Bramante, architetto tra i più illustri del mondo occidentale che fu per incarico di papa Giulio II anche l’artefice del lungo rettifilo di via Giulia, concludendo la triade degli incontri che hanno visto lo scorso 11 aprile una giornata di studi su Bramante organizzata dall’Accademia Nazionale di San Luca e, più recentemente, un convegno internazionale organizzato dalla Bibliotheca Hertziana tenutosi anch’esso a Palazzo Carpegna dal 2 al 4 ottobre 2014 (> vedi).
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L'Accademia Nazionale
di San Luca

"L'Accademia Nazionale di San Luca ha lo scopo di promuovere le arti e l’architettura, di onorare il merito di artisti e studiosi, eleggendoli nel Corpo accademico, di adoperarsi per la valorizzazione e la promozione delle arti e dell’architettura italiane." [Statuto 2005, art.1]
Il primo degli Statuti, voluto da Federico Zuccari, risale al 1593 e nel corso del Seicento, l'Accademia ha assunto come simbolo l'immagine di San Luca evangelista, pittore e protettore degli artisti.
Dal 1705 l'Accademia adotta come proprio emblema un triangolo equilatero, costituito da pennello, stecca e compasso, per esprimere la pari dignità ed unità delle tre arti: pittura, scultura ed architettura, sotto l'egida del disegno, come ribadito dal motto oraziano "aequa potestas" che lo accompagna. Nei secoli l'emblema accademico, pur sostanzialmente invariato, assume forme diverse fino alla trasformazione, nel 1934, con l'adozione di un medaglione con l'immagine di San Luca che dipinge, ancora oggi simbolo dell'istituzione accademica al pari del triangolo equilatero.
Il corpo accademico è articolato secondo le tre classi di pittura, scultura ed architettura ed è costituito complessivamente da novanta Accademici Nazionali, trenta Accademici Stranieri, trentasei Accademici Cultori, ventiquattro Accademici Benemeriti.

L'Accademia di San Luca, assunto il titolo di Insigne e Pontificia nel XIX secolo, diventa dal 1872 Accademia Reale e, dal 1948, Nazionale.
Seguendo la tradizione dell'Accademia, in base a quanto ribadito anche dagli ultimi statuti, l'Istituzione promuove diverse attività culturali finalizzate alla valorizzazione delle belle arti. Nell'ambito di tali iniziative vengono curati la pubblicazione di volumi relativi all'Accademia e alla sua storia e l'allestimento di mostre negli spazi espositivi. Le opere delle collezioni accademiche (dipinti, sculture, disegni ed altro) sono restaurate e concesse in prestito in occasione di mostre nazionali ed internazionali.
Le sale accademiche sono utilizzate anche per la presentazione di libri e per lo svolgimento di conferenze e convegni. Particolare attenzione viene rivolta dall'Accademia ai giovani artisti e ai giovani studiosi mediante il conferimento di premi e borse di studio.

L'Accademia pubblica un Annuario e, ogni sei mesi, un Notiziario nel quale vengono sinteticamente illustrate le attività più recenti o di prossima realizzazione.

 

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