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News dall'accademia
03/mar/2015

Presentazione del volume
La Sicilia i sogni le città

Giuseppe Samonà e la ricerca di architettura
 
di Cesare Ajroldi
con scritti di Giuseppe Samonà
(Il Poligrafo, Padova 2014)
 
 
Introduce e coordina
Francesco Moschini
Intervengono
Francesco Cellini, Paolo Portoghesi, Franco Purini
martedì 3 marzo | ore 17.30
 
«Allo stato attuale delle ricerche urbanistiche, solo l’antico può costituire una base per creare interventi alternativi».
Così scriveva Giuseppe Samonà a margine del suo Piano Programma per il centro storico di Palermo (1979-1982), esito – tra le altre cose – di un lungo dialogo a distanza con Giancarlo De Carlo. L’opera di Samonà (1898-1983), fra i massimi architetti e urbanisti italiani del Novecento e fondatore della Scuola di Venezia, viene analizzata in queste pagine ripercorrendo il rapporto mai interrotto con i paesaggi mediterranei e gli scenari urbani della Sicilia (Messina, Palermo, ma anche Gibellina), terra di origine di Samonà e luogo in cui sarebbero maturate alcune tra le sue esperienze professionali più significative, come il progetto per il Teatro di Sciacca, rimasto incompiuto, e il Piano Programma palermitano, più tardi definito come «straordinario esempio» di lettura di una città.

 

Il volume raccoglie anche una serie di scritti originali di Giuseppe Samonà, dalle Considerazioni critiche sull’architettura contemporanea all’Introduzione a un discorso sulla morfologia urbana, episodi di una più che trentennale riflessione sui destini di architettura e urbanistica e su quella loro «unità» che darà anche il titolo a un suo famoso saggio degli anni Settanta.

Cesare Ajroldi (Palermo, 1944) ha cominciato la propria carriera accademica con Alberto Samonà, diventando in seguito professore ordinario, direttore del Dipartimento di Storia e progetto nell’architettura all’Università di Palermo, oltre che coordinatore del dottorato in Progettazione architettonica con sede nel capoluogo siciliano. Ha partecipato a numerosi concorsi nazionali e internazionali, tra cui si segnalano quelli con Giuseppe e Alberto Samonà per l’Università di Cagliari e l’Università delle Calabrie. Ha scritto sui rapporti tra architettura e città, sulla didattica della progettazione e sulla morfologia urbana. Tra le sue pubblicazioni più recenti: Dottorato di ricerca e ruolo del progetto (in Il progetto di architettura tra didattica e ricerca. Architectural design between teaching and research, a cura di C. D’Amato, Bari 2011.), e Il sistema delle regole e la scienza dell’architettura (in Dove va l’architettura?, a cura di M. Fagioli, Firenze 2011).

 

Documenti online
L'Accademia Nazionale
di San Luca

"L'Accademia Nazionale di San Luca ha lo scopo di promuovere le arti e l’architettura, di onorare il merito di artisti e studiosi, eleggendoli nel Corpo accademico, di adoperarsi per la valorizzazione e la promozione delle arti e dell’architettura italiane." [Statuto 2005, art.1]
Il primo degli Statuti, voluto da Federico Zuccari, risale al 1593 e nel corso del Seicento, l'Accademia ha assunto come simbolo l'immagine di San Luca evangelista, pittore e protettore degli artisti.
Dal 1705 l'Accademia adotta come proprio emblema un triangolo equilatero, costituito da pennello, stecca e compasso, per esprimere la pari dignità ed unità delle tre arti: pittura, scultura ed architettura, sotto l'egida del disegno, come ribadito dal motto oraziano "aequa potestas" che lo accompagna. Nei secoli l'emblema accademico, pur sostanzialmente invariato, assume forme diverse fino alla trasformazione, nel 1934, con l'adozione di un medaglione con l'immagine di San Luca che dipinge, ancora oggi simbolo dell'istituzione accademica al pari del triangolo equilatero.
Il corpo accademico è articolato secondo le tre classi di pittura, scultura ed architettura ed è costituito complessivamente da novanta Accademici Nazionali, trenta Accademici Stranieri, trentasei Accademici Cultori, ventiquattro Accademici Benemeriti.

L'Accademia di San Luca, assunto il titolo di Insigne e Pontificia nel XIX secolo, diventa dal 1872 Accademia Reale e, dal 1948, Nazionale.
Seguendo la tradizione dell'Accademia, in base a quanto ribadito anche dagli ultimi statuti, l'Istituzione promuove diverse attività culturali finalizzate alla valorizzazione delle belle arti. Nell'ambito di tali iniziative vengono curati la pubblicazione di volumi relativi all'Accademia e alla sua storia e l'allestimento di mostre negli spazi espositivi. Le opere delle collezioni accademiche (dipinti, sculture, disegni ed altro) sono restaurate e concesse in prestito in occasione di mostre nazionali ed internazionali.
Le sale accademiche sono utilizzate anche per la presentazione di libri e per lo svolgimento di conferenze e convegni. Particolare attenzione viene rivolta dall'Accademia ai giovani artisti e ai giovani studiosi mediante il conferimento di premi e borse di studio.

L'Accademia pubblica un Annuario e, ogni sei mesi, un Notiziario nel quale vengono sinteticamente illustrate le attività più recenti o di prossima realizzazione.

 

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