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News dall'accademia
21/ott/2015

“Gli Illustrissimi Signori Sacchetti Padroni”
Il mecenatismo della famiglia Sacchetti
e Pietro da Cortona

mercoledì 21 ottobre 2015

dalle ore 15,30

Accademia Nazionale di San Luca
Roma, piazza dell'Accademia di San Luca 77

 

Programma

coordina  Francesco Moschini  Accademia Nazionale di San Luca

Elisabetta Mori  Archivio Storico Capitolino

La donazione dell’Archivio Sacchetti all’Archivio Storico Capitolino

Carla Benocci  Soprintendenza Beni Culturali Comune di Roma

Un castello incantato in una regione deserta:

i Sacchetti, Pietro da Cortona e i Barberini nella villa di Castelfusano

Sergio Guarino  Musei Capitolini

La collezione Sacchetti

Claudio Strinati  Storico dell’Arte

Pietro da Cortona pittore e il mecenatismo della famiglia Sacchetti

Paolo Portoghesi  Accademia Nazionale di San Luca

Pietro da Cortona architetto e il mecenatismo della famiglia Sacchetti

***

La collezione Sacchetti inizia a formarsi, per quanto è possibile ricostruire, negli anni venti del Seicento, per opera dei figli di Giovanni Battista Sacchetti, un banchiere fiorentino che si era trasferito già nel XVI secolo a Roma fondando il ramo “romano” della famiglia dopo il matrimonio con Francesca Altoviti, a sua volta discendente da un’altra celebre famiglia fiorentina di banchieri e mecenati. I cinque figli maschi superstiti – Marcello, Giulio, Giovanni Francesco, Alessandro e Matteo – consolidarono l’ascesa sociale della famiglia grazie allo stretto legame con la famiglia Barberini, di comuni origini toscane. Con l’avvento al trono pontificio di Maffeo Barberini (papa Urbano VIII, 1623-1644) Marcello divenne Tesoriere Segreto e Depositario dello Stato della Chiesa – in pratica, il banchiere del papa – e Giulio ottenne il rango di cardinale, svolgendo importanti incarichi diplomatici e politici. Marcello, celebre mecenate e amico di artisti quali Pietro da Cortona e Simon Vouet, iniziò così la raccolta pittorica, che dopo la sua morte precoce nel 1629 venne proseguita dai fratelli e incrementata da Giulio durante le legazioni a Ferrara e a Bologna. Il più antico inventario Sacchetti, stilato nel 1639, registra circa settecento dipinti. A questa data, i Sacchetti avevano già ottenuto il titolo nobiliare di marchese. Nel 1649 avvenne il trasferimento nel palazzo di via Giulia a Roma, un edificio cinquecentesco che presto prese il nome dei nuovi proprietari. Il palazzo, già decorato nel corso del secolo XVI da Francesco Salviati, venne nuovamente adornato con una serie di opere d’arte – da quadri “sovraporta” a oggetti d’arredo fatti realizzare dai Sacchetti all’indomani del trasferimento. Un ultimo episodio di mecenatismo avvenne negli anni ottanta del Seicento, quando il giovane Gaspar Van Wittel venne ospitato per qualche anno nel palazzo. Se l’inventario del 1744 registra quasi novecento dipinti, sono proprio gli anni quaranta a vedere una decisiva svolta nella storia della raccolta: pressato dai debiti, nel 1748 il marchese Sacchetti cedette a papa Benedetto XIV oltre 180 dipinti della collezione, che formarono il nucleo iniziale della Pinacoteca Capitolina. Tutti i quadri migliori (con rare eccezioni, quale il Ritratto del cardinale Giulio Sacchetti di Pietro da Cortona, tuttora proprietà della famiglia) vennero in pratica ceduti al papa e molti altri andarono dispersi nei decenni successivi. Nel corso della prima metà del XIX secolo alcuni dipinti già Sacchetti della Pinacoteca Capitolina vennero trasferiti nella Pinacoteca Vaticana e presso l’Accademia di San Luca. Gli inventari della collezione Sacchetti sono conservati a Roma, divisi tra l’Archivio di Stato di Roma e l’Archivio Sacchetti, a sua volta depositato nel 2014 presso l’Archivio Storico Capitolino.

 

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L'Accademia Nazionale
di San Luca

"L'Accademia Nazionale di San Luca ha lo scopo di promuovere le arti e l’architettura, di onorare il merito di artisti e studiosi, eleggendoli nel Corpo accademico, di adoperarsi per la valorizzazione e la promozione delle arti e dell’architettura italiane." [Statuto 2005, art.1]
Il primo degli Statuti, voluto da Federico Zuccari, risale al 1593 e nel corso del Seicento, l'Accademia ha assunto come simbolo l'immagine di San Luca evangelista, pittore e protettore degli artisti.
Dal 1705 l'Accademia adotta come proprio emblema un triangolo equilatero, costituito da pennello, stecca e compasso, per esprimere la pari dignità ed unità delle tre arti: pittura, scultura ed architettura, sotto l'egida del disegno, come ribadito dal motto oraziano "aequa potestas" che lo accompagna. Nei secoli l'emblema accademico, pur sostanzialmente invariato, assume forme diverse fino alla trasformazione, nel 1934, con l'adozione di un medaglione con l'immagine di San Luca che dipinge, ancora oggi simbolo dell'istituzione accademica al pari del triangolo equilatero.
Il corpo accademico è articolato secondo le tre classi di pittura, scultura ed architettura ed è costituito complessivamente da novanta Accademici Nazionali, trenta Accademici Stranieri, trentasei Accademici Cultori, ventiquattro Accademici Benemeriti.

L'Accademia di San Luca, assunto il titolo di Insigne e Pontificia nel XIX secolo, diventa dal 1872 Accademia Reale e, dal 1948, Nazionale.
Seguendo la tradizione dell'Accademia, in base a quanto ribadito anche dagli ultimi statuti, l'Istituzione promuove diverse attività culturali finalizzate alla valorizzazione delle belle arti. Nell'ambito di tali iniziative vengono curati la pubblicazione di volumi relativi all'Accademia e alla sua storia e l'allestimento di mostre negli spazi espositivi. Le opere delle collezioni accademiche (dipinti, sculture, disegni ed altro) sono restaurate e concesse in prestito in occasione di mostre nazionali ed internazionali.
Le sale accademiche sono utilizzate anche per la presentazione di libri e per lo svolgimento di conferenze e convegni. Particolare attenzione viene rivolta dall'Accademia ai giovani artisti e ai giovani studiosi mediante il conferimento di premi e borse di studio.

L'Accademia pubblica un Annuario e, ogni sei mesi, un Notiziario nel quale vengono sinteticamente illustrate le attività più recenti o di prossima realizzazione.

 

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