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News dall'accademia
17/nov/2015

Presentazione del volume
GIULIANO DA SANGALLO

Martedì 17 novembre 2015 alle ore 17,30 l'Accademia Nazionale di San Luca presenta il volume Giuliano da Sangallo di Sabine Frommel (Edifir, Firenze 2014).

Intervengono
Amedeo Belluzzi, Francesco Paolo Fiore, Jean Guillaume, Pier Nicola Pagliara, Dario Donetti

Introduce e coordina
Francesco Moschini

 

Giuliano da Sangallo (circa 1448 - 1516) è uno dei maggiori rappresentanti dell’architettura italiana negli anni tra l’ascesa di Lorenzo de’ Medici e l’inizio del pontificio di suo figlio, papa Leone X. Questo volume traccia il percorso integrale del maestro e il fertile dialogo creativo instaurato con i suoi committenti e contemporanei, soprattutto a Firenze e a Roma. Formatosi inizialmente come legnaiolo presso la bottega del Francione nel capoluogo toscano, egli acquisisce ampie competenze dall’arte edilizia fino alle costruzioni militari, dalla creazione di mobili alla realizzazione di tarsie, praticando metodi come la rappresentazione grafica, la prospettiva, rilievi di monumenti e rovine dell’antichità oltre che modelli lignei. Lorenzo il Magnifico fa di Giuliano uno dei protagonisti del rinnovamento dell’architettura e, in edifici come il santuario di Santa Maria delle Carceri a Prato, Palazzo Gondi oppure i suoi interventi nel monastero del Cestello, si confrontano un linguaggio sempre più classicheggiante con idiomi e tecniche tradizionali.

A Roma, Alessandro VI gli commissiona il soffitto di Santa Maria Maggiore, ma prima di compiere questo capolavoro, le tensioni e il conflitto tra questo pontefice e il nuovo committente del Sangallo, il cardinale Giuliano Della Rovere, futuro papa Giulio II, lo obbligano ad allontanarsi della città eterna. Gli anni 1490 garantiscono a Giuliano esperienze variegate sotto il segno di una crescente capacità di assimilazione del patrimonio classico, sostenuto dall’alto prelato per il quale costruisce il palazzo di famiglia a Savona. Divenuto papa, Giulio II lo chiama nel 1504 nella città eterna accanto a Bramante, riuscendo ad assoldare contemporaneamente i due architetti. Giuliano concepisce progetti per l’appartamento pontificio a Castel San Angelo, per la ricostruzione di San Pietro e per la trasformazione di Villa Magliana in una dimora grandiosa, ma su tutti questi cantieri il genio di Bramante ostacola ben presto quello di Giuliano. Solo Bramante è in grado di realizzare i suoi grandiosi progetti “all’Antica” del pontefice, mentre il Sangallo supera l’urbinate nella bellezza e nell’elegante rifinitura dei dettagli scultorei. Questo stile ornamentale sontuoso raggiunge il culmine sotto il pontificato di Leone X, ma il mito e il ritorno alle formule di Lorenzo il Magnifico, promosso dal nuovo papa, non consentono a Giuliano un vero come back, né a Roma né a Firenze dove passa gli ultimi quindici mesi della sua vita. Benché egli cercasse di assimilare le esperienze artistiche dei pionieri del Secondo Rinascimento, i principi dell’arte edilizia toscana rimangono nel suo sangue. Ma proprio gli aggiornamenti, a volte ibridi,che contrassegnano i lavori di Giuliano durante il suo soggiorno a Roma,permettono di delineare chiaramente continuità e rotture tra il Secondo Quattrocento e il Primo Cinquecento.

Presentazione organizzata in collaborazione con l'équipe HISTARA: Histoire de l’art, des représentations et de l'administration dans l'Europe moderne et contemporaine, Sorbonne, Paris.

Documenti online
L'Accademia Nazionale
di San Luca

"L'Accademia Nazionale di San Luca ha lo scopo di promuovere le arti e l’architettura, di onorare il merito di artisti e studiosi, eleggendoli nel Corpo accademico, di adoperarsi per la valorizzazione e la promozione delle arti e dell’architettura italiane." [Statuto 2005, art.1]
Il primo degli Statuti, voluto da Federico Zuccari, risale al 1593 e nel corso del Seicento, l'Accademia ha assunto come simbolo l'immagine di San Luca evangelista, pittore e protettore degli artisti.
Dal 1705 l'Accademia adotta come proprio emblema un triangolo equilatero, costituito da pennello, stecca e compasso, per esprimere la pari dignità ed unità delle tre arti: pittura, scultura ed architettura, sotto l'egida del disegno, come ribadito dal motto oraziano "aequa potestas" che lo accompagna. Nei secoli l'emblema accademico, pur sostanzialmente invariato, assume forme diverse fino alla trasformazione, nel 1934, con l'adozione di un medaglione con l'immagine di San Luca che dipinge, ancora oggi simbolo dell'istituzione accademica al pari del triangolo equilatero.
Il corpo accademico è articolato secondo le tre classi di pittura, scultura ed architettura ed è costituito complessivamente da novanta Accademici Nazionali, trenta Accademici Stranieri, trentasei Accademici Cultori, ventiquattro Accademici Benemeriti.

L'Accademia di San Luca, assunto il titolo di Insigne e Pontificia nel XIX secolo, diventa dal 1872 Accademia Reale e, dal 1948, Nazionale.
Seguendo la tradizione dell'Accademia, in base a quanto ribadito anche dagli ultimi statuti, l'Istituzione promuove diverse attività culturali finalizzate alla valorizzazione delle belle arti. Nell'ambito di tali iniziative vengono curati la pubblicazione di volumi relativi all'Accademia e alla sua storia e l'allestimento di mostre negli spazi espositivi. Le opere delle collezioni accademiche (dipinti, sculture, disegni ed altro) sono restaurate e concesse in prestito in occasione di mostre nazionali ed internazionali.
Le sale accademiche sono utilizzate anche per la presentazione di libri e per lo svolgimento di conferenze e convegni. Particolare attenzione viene rivolta dall'Accademia ai giovani artisti e ai giovani studiosi mediante il conferimento di premi e borse di studio.

L'Accademia pubblica un Annuario e, ogni sei mesi, un Notiziario nel quale vengono sinteticamente illustrate le attività più recenti o di prossima realizzazione.

 

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