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News dall'accademia
11/dic/2015

Presentazione del volume
FUTURISMI NEL MONDO

Venerdì 11 dicembre 2015, ore 17.30

 

Introduce e coordina  
Francesco Moschini

 

Intervengono
Andrea Kerbaker, Giuseppe Dierna

 

Conclusioni dell'Autrice
Claudia Salaris

 

Muovendo sulle tracce di quelle pubblicazioni originali che attestano legami, corrispondenze e influenze del futurismo nel mondo, questa opera per la prima volta riunisce in una stessa edizione un panorama a livello planetario di informazioni e immagini sulla storia delle avanguardie nella prima metà del Novecento. Futurismi nel mondo di Claudia Salaris (Gli Ori, Pistoia 2015) non solo vorrebbe contribuire a chiarire i rapporti del movimento di Filippo Tommaso Marinetti con le maggiori tendenze in Cecoslovacchia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Olanda, Portogallo, Russia, Spagna, Svizzera, Ungheria, ma anche far luce su una miriade di situazioni poco note o del tutto sconosciute in America Latina, Belgio, Bulgaria, Canada, Croazia, Danimarca, Egitto, Estonia, Finlandia, Giappone, Islanda, Lettonia, Lituania, Norvegia, Polonia, Romania, Serbia, Slovenia, Stati Uniti, Svezia, Turchia ecc. La struttura del volume è costituita da una serie di capitoli, ognuno dedicato ad una nazione. Ciascun capitolo contiene una nota introduttiva seguita da schede relative ai libri e manifesti dei diversi autori, a cataloghi e dischi. Il testo è illustrato con numerose riproduzioni a colori di copertine e altre immagini dei materiali analizzati,contributo iconografico indispensabile, il solo in grado di conferire alla ricerca una pregnante concretezza e dare così alle storie e ai loro protagonisti un’effettiva identità. La grande mappa così tratteggiata include gruppi e singole figure che adottarono il termine “futurismo” accanto a coloro che non avrebbero mai accettato questa definizione ma furono evidentemente segnati dalle idee e invenzioni del movimento marinettiano. Ed è proprio tale evidenza che la pubblicazione intende rendere visibile, superando il muro delle rimozioni e interpretazioni di parte. Da tale punto di vista il volume riserva molte sorprese, restituendo al futurismo il suo vero ruolo, che fu assai più importante di quanto gli stessi protagonisti e buona parte degli studiosi abbiano voluto ammettere. Alla fine degli anni Settanta, quando il futurismo era un fenomeno conosciuto solo tra gli addetti ai lavori e non aveva ancora raggiunto quella popolarità che per gradi ha conquistato dalla metà degli anni Ottanta, Pablo Echaurren ha cominciato a collezionare libri, giornali e manifesti del futurismo italiano. Il frutto immediato di questa passione è stato lo studio bibliografico Le edizioni futuriste di “Poesia” (1981). Tale raccolta, arricchita costantemente, ha contribuito ad allargare la conoscenza del futurismo. Claudia Salaris, avvalendosi della collezione come di una banca dati, ha pubblicato numerosi studi sul movimento fondato da Filippo Tommaso Marinetti, tra cui Storia del futurismo (1985; 1992), Bibliografia del futurismo (1988) e Marinetti editore (1990), disegnando una mappa che fino a quel momento non era stata ancora tracciata. 

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L'Accademia Nazionale
di San Luca

"L'Accademia Nazionale di San Luca ha lo scopo di promuovere le arti e l’architettura, di onorare il merito di artisti e studiosi, eleggendoli nel Corpo accademico, di adoperarsi per la valorizzazione e la promozione delle arti e dell’architettura italiane." [Statuto 2005, art.1]
Il primo degli Statuti, voluto da Federico Zuccari, risale al 1593 e nel corso del Seicento, l'Accademia ha assunto come simbolo l'immagine di San Luca evangelista, pittore e protettore degli artisti.
Dal 1705 l'Accademia adotta come proprio emblema un triangolo equilatero, costituito da pennello, stecca e compasso, per esprimere la pari dignità ed unità delle tre arti: pittura, scultura ed architettura, sotto l'egida del disegno, come ribadito dal motto oraziano "aequa potestas" che lo accompagna. Nei secoli l'emblema accademico, pur sostanzialmente invariato, assume forme diverse fino alla trasformazione, nel 1934, con l'adozione di un medaglione con l'immagine di San Luca che dipinge, ancora oggi simbolo dell'istituzione accademica al pari del triangolo equilatero.
Il corpo accademico è articolato secondo le tre classi di pittura, scultura ed architettura ed è costituito complessivamente da novanta Accademici Nazionali, trenta Accademici Stranieri, trentasei Accademici Cultori, ventiquattro Accademici Benemeriti.

L'Accademia di San Luca, assunto il titolo di Insigne e Pontificia nel XIX secolo, diventa dal 1872 Accademia Reale e, dal 1948, Nazionale.
Seguendo la tradizione dell'Accademia, in base a quanto ribadito anche dagli ultimi statuti, l'Istituzione promuove diverse attività culturali finalizzate alla valorizzazione delle belle arti. Nell'ambito di tali iniziative vengono curati la pubblicazione di volumi relativi all'Accademia e alla sua storia e l'allestimento di mostre negli spazi espositivi. Le opere delle collezioni accademiche (dipinti, sculture, disegni ed altro) sono restaurate e concesse in prestito in occasione di mostre nazionali ed internazionali.
Le sale accademiche sono utilizzate anche per la presentazione di libri e per lo svolgimento di conferenze e convegni. Particolare attenzione viene rivolta dall'Accademia ai giovani artisti e ai giovani studiosi mediante il conferimento di premi e borse di studio.

L'Accademia pubblica un Annuario e, ogni sei mesi, un Notiziario nel quale vengono sinteticamente illustrate le attività più recenti o di prossima realizzazione.

 

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