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News dall'accademia
11/mar/2016

Online il Catalogo del Fondo Rari

Per la prima volta nella storia dell’Accademia di San Luca sono state catalogate online in SBN (Sistema Bibliotecario Nazionale) le preziosissime opere conservate nella Stanza dei Rari. Questo fondo, che appartiene alla Biblioteca Romana Sarti, fu donato dall’architetto Antonio Sarti da Budrio, Presidente dell’Accademia dal 1860 al 1863, il quale volle legare nel lontano 1881 la propria pregevolissima collezione privata alla città di Roma, affinché fosse fruibile a tutti i cittadini romani, affidandone la conservazione all’Accademia di San Luca. Milleduecento libri rari che abbracciano un arco temporale che va dal 1522 al 1957 e che toccano non solo Architettura, Pittura e Scultura, ma anche Agiografia, Araldica, Archeologia, Arti Minori, Biografie, Cartografia, Diritto, Etnografia, Filosofia, Genealogia, Geografia, Mitologia, Numismatica, Letteratura, Storia dell’Accademia di San Luca, della Chiesa, d’Italia e di Roma, Teatro, Teologia, Topografia. Curiosità, edizioni introvabili, di gran pregio con frontespizi ricchi di antiporte xilografiche, calcografiche e marche dei tipografi più in voga su cui eccellono gli eredi di Aldo Manuzio, caratteristiche codicologiche particolari quali tagli spruzzati in oro, in argento o di vario colore, legature coeve in pergamena, decorate con cornici fitomorfe semplici o doppie, formato tascabile, peculiare dei libri nobili, o in folio, Ex libris, note di possesso e tutto ciò che può attrarre ed esaltare non solo i ricercatori e gli addetti ai lavori, ma anche profani, semplici bibliofili e curiosi.

 

Esemplari degni di nota sono:

-            De Architectura di Vitruvio Pollione: libro dal formato tascabile, di 192 pagine, edito nel 1522 dagli eredi di Filippo Giunta il Vecchio, la cui marca tipografica, rappresentata da un giglio araldico, retto da putti, simboleggiante lo stemma di Firenze, e accompagnata dal motto ‘Nil Candidius’, campeggia sul frontespizio;

-            Georgii Iodoci Bergani Benacus. Nihil est ab omni parte beatum: di Giorgio Iodoco Bergano, volume di grande formato, che consta di 94 carte, più una geografica che raffigura con colori molto nitidi il lago di Garda. Edito nel 1546 a Verona, da Putelletto Antonio, la cui marca tipografica sul frontespizio è caratterizzata dall’antropomorfizzazione della Speranza, ossia una donna con le mani giunte, volta verso i raggi del sole, su di un’ancora sostenuta da una sfera tra le onde: Motto: In te Domine Speravi non confundarin;

-            La congiura de' baroni del regno di Napoli, contra il re Ferdinando primo, raccolta dal S. Camillo Portio: di grande formato, volume realizzato da Camillo Porzio, di 88 carte, pubblicato nel 1565 a Roma da Paolo Manuzio, testimonianza diretta dell’intensa attività tipografica dei Manuzio che hanno impresso sul frontespizio come propria marca tipografica un’ ancora con un delfino, ossia la propria marca tipografica;

-            Dante con l'espositioni di Christoforo Landino, et d'Alessandro Vellutello. Sopra la sua Comedia dell'Inferno, del Purgatorio, & del Paradiso. Con tauole, argomenti, & allegorie, & riformato, riueduto, & ridotto alla sua vera lettura, per Francesco Sansouino fiorentino: volume estremamente importante per la storia editoriale della Commedia, di 394 carte, accompagnato dal commento di Cristoforo Landino, pubblicato a Venezia nel 1578 dai Sessa, la cui marca tipografica apposta sul frontespizio, tra le più studiate e degne di menzione, è rappresentata da un gatto rivolto a destra con topo in bocca, allegoria della vittoria sui propri nemici e detrattori;

-            Andreae Alciati V.C. Emblemata cum Claudii Minois I.C. Commentariis ad postremam auctoris editionem auctis & recognitis: libro tascabile di Andrea Alciati, che consta di 968 pagine, pubblicato a Leida nel 1608 presso l’officina plantiniana la cui marca è esemplificata da un compasso retto da una mano entro cornice. Motto: Labore et costantia sul frontespizio racchiuso anch’esso, come del resto il testo, da una bellissima cornice calcografica;

-            Problemi naturali, et morali di Gieronimo Garimberto. Dedicati all'illustrissimo, & eccellentissimo sig. D. Hippolito Aldobrandino: libro tascabile di Girolamo Garimberti, di 256 pagine, pubblicato ad istanza di Francesco Balzetta nel 1617 a Vicenza, dotato di un ampio apparato di iniziali e fregi xilografici, con marca tipografica sul frontespizio rappresentata dalla personificazione della Pace, ossia una donna seduta con un ramo d’ulivo nella mano destra e il braccio sinistro poggiato ad una colonna;

-            Verità essaminata a fauor del popolo, il quale con ingiustitia è tenuto fuori del gouerno in Genoua. Contro alcuni tiranni dell'istesso popolo, che già se ne credono impossessati con fraude: editio princeps del 1628 di questa raccolta di opuscoli a cura di Giovanni Antonio Ansaldo, due dei quali con frontespizio. proprio, in formato tascabile di 160 pagine. Ignoto il luogo di pubblicazione, ma si presume che sia Torino in quanto sia sul frontespizio che in fine compare la pregevolissima marca di Marcantonio Bellone, tipografo attivo nella suddetta città, ossia Bellona dea della guerra, che tiene con la mano destra una lancia e con la sinistra lo scudo. Motto: Humile non per paura. Sul nastro: Et gaudet Bellona libellis;

-            Regole della prospettiva prattica di M. Jacopo Barozzi da Vignola con i commentarj del rev. padre M. Egnatio Danti: pregevolissima opera del Vignola, pubblicata nel 1743 da Pietro Bassaglia, di 90 pagine, più 16 carte di tavole incise da Giorgio Fossati, abbellita da un ricco frontespizio in rosso e nero, frontalini, finalini e iniziali xilografiche;

-            Descrizione delle pitture, sculture e architetture esposte al pubblico in Roma opera cominciata dall'abate Filippo Titi da Citta' di Castello con l'aggiunta di quanto è stato fatto di nuovo fino all'anno presente: volume di grande formato, di 608 pagine, a cura dell’abate Filippo Titi, stampato a Roma nel 1763 da Marco Pagliarini che ha contrassegnato il frontespizio con un caduceo su cui poggia un cappello da viandante alato. Alla carta segnata come A1 recto inizia con proprio occhietto l’Indice capitolino;

-            La Henriade : opera di Voltaire davvero introvabile, suddivisa in due volumi, rispettivamente di 332 e 320 pagine, pubblicata a Parigi nel 1767 e nel 1770 da Nicolas Bonaventure Duchesne, con frontespizi calcografici, testo arricchito da fregi xilografici e colophon alla fine del secondo volume. Si segnala, altresì, che il primo volume è privo del piatto anteriore, ma che entrambi presentano tagli spruzzati in oro;

-            Lucidi di architettura e di ornato, fatti da Antonio Sarti, quando essendo studente in Bologna mancava di mezzi per fare acquisto degli originali: opera rarissima, esclusivo possesso dell’Accademia, in due volumi, rispettivamente di 62 e 66 carte di tavole in folio, editi nel 1810, data desumibile da una nota manoscritta sul recto della 1. carta di guarda del primo volume che recita: "Sarti Antonio, Lucidi di architettura e di ornato autografi, verso 1810 stylo impero. Regno di Napoleone il Grande’’;

-            Un an a Rome et dans ses environs. Recueil de dessins lithographiés, représentant les costumes, les usages et les cérémonies civiles et religieuses des états romains: volume di Antoine Jean Baptiste Thomas, di 48 pagine e 72 carte di tavole, pubblicato a Parigi dal tipografo Firmin Didot nel 1823, con illustrazioni a colori e una calcografica sul frontespizio sottoscritta dal litografo Villain;

-            Ricerche di effetti teatrali: volume di Francesco Cocchi, composto da 37 carte di tavole, pubblicato nel 1860 che presenta sul verso del piatto anteriore un talloncino recante una nota manoscritta di Cesare Fallani;

-            Roma prima di Sisto V: la pianta di Roma di Pérac Lafréry del 1577, riprodotta dall'esemplare esistente nel Museo britannico: pubblicato nel 1908 a cura di Franz Ehrle, in 3 carte di tavole riproduce la pianta di Roma dell’anno 1577 di Antoine Lafréry con testo su due colonne;

-            Romische veduten: handzeichnungen aus dem 15.-18. Jahrhundert: 2 volumi in lingua tedesca, pubblicati a Vienna nel 1931 1 nel 1932 a cura di Hermann Egger, rispettivamente di 52 pagine, più 122 carte di tavole e 50 pagine e 125 carte di tavole;

-            Costumi romani: 15 disegni colorati / di Bartolomeo Pinelli: album di 15 disegni, opera di Bartolomeo Pinelli, pubblicato a Roma nel 1957, con introduzione in francese.

 

L’Accademia ancora una volta apre le porte a una realtà finora preclusa, rendendo visibile l’invisibile, dando voce a pagine di storia non ancora scritta, fruibile solo attraverso il contatto diretto e concreto con i libri. Da ogni parte del mondo da oggi è possibile sapere cosa contiene questo notevole, nobile e lodevole scrigno, ampliando così virtute e conoscenza.

 

 

Il progetto di catalogazione, diretto dal Segretario Generale dell'Accademia Nazionale di San Luca, prof. Francesco Moschini, è stato sviluppato da Valentina Ciavardini.

Documenti online
L'Accademia Nazionale
di San Luca

"L'Accademia Nazionale di San Luca ha lo scopo di promuovere le arti e l’architettura, di onorare il merito di artisti e studiosi, eleggendoli nel Corpo accademico, di adoperarsi per la valorizzazione e la promozione delle arti e dell’architettura italiane." [Statuto 2005, art.1]
Il primo degli Statuti, voluto da Federico Zuccari, risale al 1593 e nel corso del Seicento, l'Accademia ha assunto come simbolo l'immagine di San Luca evangelista, pittore e protettore degli artisti.
Dal 1705 l'Accademia adotta come proprio emblema un triangolo equilatero, costituito da pennello, stecca e compasso, per esprimere la pari dignità ed unità delle tre arti: pittura, scultura ed architettura, sotto l'egida del disegno, come ribadito dal motto oraziano "aequa potestas" che lo accompagna. Nei secoli l'emblema accademico, pur sostanzialmente invariato, assume forme diverse fino alla trasformazione, nel 1934, con l'adozione di un medaglione con l'immagine di San Luca che dipinge, ancora oggi simbolo dell'istituzione accademica al pari del triangolo equilatero.
Il corpo accademico è articolato secondo le tre classi di pittura, scultura ed architettura ed è costituito complessivamente da novanta Accademici Nazionali, trenta Accademici Stranieri, trentasei Accademici Cultori, ventiquattro Accademici Benemeriti.

L'Accademia di San Luca, assunto il titolo di Insigne e Pontificia nel XIX secolo, diventa dal 1872 Accademia Reale e, dal 1948, Nazionale.
Seguendo la tradizione dell'Accademia, in base a quanto ribadito anche dagli ultimi statuti, l'Istituzione promuove diverse attività culturali finalizzate alla valorizzazione delle belle arti. Nell'ambito di tali iniziative vengono curati la pubblicazione di volumi relativi all'Accademia e alla sua storia e l'allestimento di mostre negli spazi espositivi. Le opere delle collezioni accademiche (dipinti, sculture, disegni ed altro) sono restaurate e concesse in prestito in occasione di mostre nazionali ed internazionali.
Le sale accademiche sono utilizzate anche per la presentazione di libri e per lo svolgimento di conferenze e convegni. Particolare attenzione viene rivolta dall'Accademia ai giovani artisti e ai giovani studiosi mediante il conferimento di premi e borse di studio.

L'Accademia pubblica un Annuario e, ogni sei mesi, un Notiziario nel quale vengono sinteticamente illustrate le attività più recenti o di prossima realizzazione.

 

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