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News dall'accademia
15/dic/2015

Presentazione del volume
Salvator Rosa (1615-1673)
“pittore famoso”

Martedì 15 dicembre 2015 alle ore 18.00, al termine della prima giornata del convegno internazionale di studi "Roma e Napoli al tempo di Salvator Rosa (1615-1673)" dedicato al celebre pittore nel IV centenario della nascita, verrà presentato il volume  Salvator Rosa (1615-1673) “pittore famoso”  di Caterina Volpi (Ugo Bozzi Editore, Roma 2014).

Introduce
Francesco Moschini

Intervengono
Sybille Ebert-Schifferer, Stephane Loire, Antonio Paolucci, Nicola Spinosa 
 
Sarà presente l'Autrice
 
Celebre sopratutto per la leggenda di artista romantico e ribelle, creata intorno a lui nel corso del XVII e XIX secolo e che, con astuzia e lungimiranza egli stesso aveva contribuito a rafforzare nel corso della propria vita, Salvator Rosa fu creativo e proficuo disegnatore, incisore, poeta, attore e sopratutto pittore, attivo su diversi fronti e generi stilistici: battaglie, paesaggi, bambocciate, ritratti, stregonerie, quadri di storia sacra, a soggetto mitologico e allegorico. Nato a Napoli nel 1615, dopo un periodo di apprendistato presso Aniello Falcone e in seguito, con il cognato Francesco Fracanzano, presso Jusepe de Ribera, si trasferì a Roma nel 1639 probabilmente in seguito ai disordini causati dalla rivolta di Masaniello. Poco dopo il passaggio romano, durante il quale l’artista eseguì opere stilisticamente vicine al gusto partenopeo, nel 1640 è già a Firenze presso la corte del cardinale Giovan Carlo dé Medici: per un decennio Salvatore domina la scena fiorentina licenziando importanti opere d’arte di soggetto mitologico e di genere, quali battaglie e paesaggi, e fondando l’Accademia dei Percossi, accolita di letterati, pittori e scienziati tra loro accomunati da una visione libera e scanzonata del vivere dai risvolti a tratti libertini. Al 1650, in occasione del Giubileo, risale il definitivo ritorno del pittore a Roma, città nella quale esordisce con impressionanti tele dai significati spesso profondi e filosofici, realizzate per essere esposte al Pantheon, a San Giovanni Decollato e a San Salvatore in Lauro. Nei venti anni successivi l’opera e la poetica caratteristiche del Rosa si svolgono nel segno di una ricerca del tutto personale da parte dell’artista, attento alle novità stilistiche e culturali della Roma di metà Seicento ma anche autonomo da esse, quasi anticipando alcuni aspetti caratterizzanti l’arte dei due secoli a venire. Salvator Rosa morì a Roma nel 1673, nella sua casa di via Gregoriana dove aveva vissuto, dal 1650, con la compagna Lucrezia e il figlio Augusto. Se si eccettua il catalogo della mostra tenutasi a Londra (Hayward Gallery) nel 1973, i due ancora importantissimi testi di Luigi Salerno del 1963 e del 1975, la monografia di Jonathan Scott e gli articoli di Helen Langdon, ben poco è stato prodotto di scientificamente rilevante negli ultimi decenni a riguardo di un artista che, solo per la sua complessità e per la sua fama, avrebbe meritato già da tempo numerosi studi approfonditi ed un aggiornato catalogo ragionato dell’opera pittorica. La mostra tenutasi a Napoli presso il Museo di Capodimonte (aprile-giugno, 2008) è certamente un primo e fondamentale passo verso una ricognizione e nuova considerazione dell’opera e della figura del Rosa alla luce dei più moderni studi e metodi disciplinari, cui hanno fatto seguito le bellissime ed importanti mostre di Londra (Dulwich) e Fort Worth del 2010 curate da Helen Langdon con Xavier Salomon e Caterina Volpi. La monografia di Caterina Volpi, già nel comitato scientifico della mostra napoletana, co-organizzatrice del Convegno internazionale di studi sull’artista tenutosi nel 2009 presso la Bibliotheca Hertziana, co-curatrice delle mostre di Londra e Fort Worth e autrice di numerosi saggi sulla vita e sull’opera pittorica e grafica di Salvator Rosa, giunge a compimento entro il mese di Novembre 2014 presso la Casa Editrice Ugo Bozzi Editore Srl - Roma. Il volume si articola in un ampio saggio introduttivo illustrato da oltre 300 riproduzioni di cui circa 200 a colori in cui Caterina Volpi analizza la pittura di Salvator Rosa alla luce della cultura del suo tempo e della sua biografia, con un’indagine approfondita del contesto pittorico e letterario in cui l’artista operò ed un’analisi dell’evoluzione stilistica e pittorica alla quale la sua originalissima personalità andò incontro via via, nel corso delle sue esperienze artistiche ed intellettuali. Segue il catalogo ragionato dei dipinti, la Bibliografia, l’indice dei nomi e dei luoghi.
 
L'Accademia Nazionale
di San Luca

"L'Accademia Nazionale di San Luca ha lo scopo di promuovere le arti e l’architettura, di onorare il merito di artisti e studiosi, eleggendoli nel Corpo accademico, di adoperarsi per la valorizzazione e la promozione delle arti e dell’architettura italiane." [Statuto 2005, art.1]
Il primo degli Statuti, voluto da Federico Zuccari, risale al 1593 e nel corso del Seicento, l'Accademia ha assunto come simbolo l'immagine di San Luca evangelista, pittore e protettore degli artisti.
Dal 1705 l'Accademia adotta come proprio emblema un triangolo equilatero, costituito da pennello, stecca e compasso, per esprimere la pari dignità ed unità delle tre arti: pittura, scultura ed architettura, sotto l'egida del disegno, come ribadito dal motto oraziano "aequa potestas" che lo accompagna. Nei secoli l'emblema accademico, pur sostanzialmente invariato, assume forme diverse fino alla trasformazione, nel 1934, con l'adozione di un medaglione con l'immagine di San Luca che dipinge, ancora oggi simbolo dell'istituzione accademica al pari del triangolo equilatero.
Il corpo accademico è articolato secondo le tre classi di pittura, scultura ed architettura ed è costituito complessivamente da novanta Accademici Nazionali, trenta Accademici Stranieri, trentasei Accademici Cultori, ventiquattro Accademici Benemeriti.

L'Accademia di San Luca, assunto il titolo di Insigne e Pontificia nel XIX secolo, diventa dal 1872 Accademia Reale e, dal 1948, Nazionale.
Seguendo la tradizione dell'Accademia, in base a quanto ribadito anche dagli ultimi statuti, l'Istituzione promuove diverse attività culturali finalizzate alla valorizzazione delle belle arti. Nell'ambito di tali iniziative vengono curati la pubblicazione di volumi relativi all'Accademia e alla sua storia e l'allestimento di mostre negli spazi espositivi. Le opere delle collezioni accademiche (dipinti, sculture, disegni ed altro) sono restaurate e concesse in prestito in occasione di mostre nazionali ed internazionali.
Le sale accademiche sono utilizzate anche per la presentazione di libri e per lo svolgimento di conferenze e convegni. Particolare attenzione viene rivolta dall'Accademia ai giovani artisti e ai giovani studiosi mediante il conferimento di premi e borse di studio.

L'Accademia pubblica un Annuario e, ogni sei mesi, un Notiziario nel quale vengono sinteticamente illustrate le attività più recenti o di prossima realizzazione.

 

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