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16/mag/2017 - 16/mag/2017

Alla ricerca di una estranea familiarità Il passato come strumento e materia nel lavoro di Romaldo Giurgola

Il 16 maggio del 2016 si spegne a Canberra, in Australia, l’Accademico di San Luca Romaldo Giurgola, architetto. A un anno di distanza dalla sua morte, l’Accademia organizza una celebrazione commemorativa attraverso i ricordi e le riflessioni del professor Paolo Tombesi, direttore dell’Istituto di Architettura del Politecnico Federale di Losanna, che di Giurgola è stato uno studente, uno studioso e, a suo modo, un compagno di viaggi. Presentazioni di Francesco Cellini e Francesco Moschini.

Nel corso di una carriera progettuale durata più di 60 anni e costellata da successi professionali e riconoscimenti disciplinari con pochi eguali, Romaldo Giurgola si è trovato ad attraversare culture e paesaggi architettonici profondamente diversi, dall’Italia all'America, dall'America alla Scandinavia, dalla Scandinavia all’Australia, dall’Australia all’Asia. Per quanto eterogeneo dal punto di vista del programma, della committenza e, anche, dei risultati formali, il lavoro prodotto nelle stazioni di questo percorso epocale conserva una forte organicità complessiva, riflettendo tanto un modo, tipicamente giurgoliano, di interpretare logicamente il contesto sociale e produttivo, quanto un portato culturale di matrice classica – anche questo per molti versi idiosincratico – continuamente filtrato e arricchito dall’esperienza e sempre pronto ad intervenire nel merito delle decisioni architettoniche.  Molte delle opere così realizzate danno forma ad un paradosso, nel momento in cui finiscono per definire ‘naturalmente’ l’edificazione dello spazio e l’evoluzione dei luoghi, in funzione però del fatto di essere state concepite da un forestiero congenito quale è sempre stato questo itinerante romano del ventennio.

Se si vuole, è una tale capacità a produrre testimonianze collettive (e come tali storiche) di costruito ‘dall’esterno’ che conferisce all’accademismo etico e pragmatico insito nella lezione autobiografica di Giurgola una portata formidabile, anche e soprattutto alla luce del contesto odierno. In fin dei conti, in un mondo architettonico come quello contemporaneo, dove la labilitàdel confine geografico facilita per forza di cose il prevalere dell’immagine sulla sostanza, la pratica produttivo-concettuale di Giurgola suggerisce strategie possibili a chi fosse ancora interessato ad esplorare il vero significato e la possibile rilevanza del nomadismo professionale, a fronte di radicamenti culturali (presenti e futuri) troppo importanti per essere sottovalutati o, peggio, disconosciuti.

 

Romaldo Giurgola (Roma 2 settembre 1920 – Canberra, Australia 16 maggio 2016). Ha studiato architettura nella Facoltà di Architettura di Roma dove si è laureato con lode nel 1949, dopo avere combattuto nell’Esercito italiano durante la II guerra mondiale. Nello stesso anno si è trasferito negli Stati Uniti dove ha conseguito il master in Architettura alla Columbia University. Nel 1958 ha fondato con Ehman B. Mitchell lo studio Giurgola/Mitchell. Dopo l’insegnamento alla Cornell University e alla University of Pennsylvania ha coperto la cattedra di Architecture an Urban planning alla Columbia University a New York. Nel 1978 ha vinto il concorso internazionale per il Parlamento di Camberra, dove si trasferì per sovrintenderne la realizzazione. Nel 1982 gli è stata conferita la medaglia d’oro dell’AIA.

 

Paolo Tombesi (Roma 1964). Laureato in architettura in Italia (Roma 1988) con una tesi sulla costruzione del parlamento Australiano a Canberra, Paolo Tombesi ricopre la cattedra di Costruzione e Architettura alla Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL), dove dirige anche l'Istituto di Architettura. Prima di approdare all'EPFL, nel 2016, è stato per lunghi anni (dal 1997) professore all'Università di Melbourne dove nel 2009 ha vinto la Chair of Construction. È stato anche visiting scholar o visiting professor all'Università di Harvard, all'Università di Reading (Regno Unito), alla Pontificia Universidad Catolica di Santiago (Cile) e al Politecnico di Torino.

 

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L'Accademia Nazionale
di San Luca

"L'Accademia Nazionale di San Luca ha lo scopo di promuovere le arti e l’architettura, di onorare il merito di artisti e studiosi, eleggendoli nel Corpo accademico, di adoperarsi per la valorizzazione e la promozione delle arti e dell’architettura italiane." [Statuto 2005, art.1]
Il primo degli Statuti, voluto da Federico Zuccari, risale al 1593 e nel corso del Seicento, l'Accademia ha assunto come simbolo l'immagine di San Luca evangelista, pittore e protettore degli artisti.
Dal 1705 l'Accademia adotta come proprio emblema un triangolo equilatero, costituito da pennello, stecca e compasso, per esprimere la pari dignità ed unità delle tre arti: pittura, scultura ed architettura, sotto l'egida del disegno, come ribadito dal motto oraziano "aequa potestas" che lo accompagna. Nei secoli l'emblema accademico, pur sostanzialmente invariato, assume forme diverse fino alla trasformazione, nel 1934, con l'adozione di un medaglione con l'immagine di San Luca che dipinge, ancora oggi simbolo dell'istituzione accademica al pari del triangolo equilatero.
Il corpo accademico è articolato secondo le tre classi di pittura, scultura ed architettura ed è costituito complessivamente da novanta Accademici Nazionali, trenta Accademici Stranieri, trentasei Accademici Cultori, ventiquattro Accademici Benemeriti.

L'Accademia di San Luca, assunto il titolo di Insigne e Pontificia nel XIX secolo, diventa dal 1872 Accademia Reale e, dal 1948, Nazionale.
Seguendo la tradizione dell'Accademia, in base a quanto ribadito anche dagli ultimi statuti, l'Istituzione promuove diverse attività culturali finalizzate alla valorizzazione delle belle arti. Nell'ambito di tali iniziative vengono curati la pubblicazione di volumi relativi all'Accademia e alla sua storia e l'allestimento di mostre negli spazi espositivi. Le opere delle collezioni accademiche (dipinti, sculture, disegni ed altro) sono restaurate e concesse in prestito in occasione di mostre nazionali ed internazionali.
Le sale accademiche sono utilizzate anche per la presentazione di libri e per lo svolgimento di conferenze e convegni. Particolare attenzione viene rivolta dall'Accademia ai giovani artisti e ai giovani studiosi mediante il conferimento di premi e borse di studio.

L'Accademia pubblica un Annuario e, ogni sei mesi, un Notiziario nel quale vengono sinteticamente illustrate le attività più recenti o di prossima realizzazione.

 

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