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19/mag/2018 - 19/mag/2018

La NOTTE dei Musei 2018

Sabato 19 maggio 2018 l’Accademia Nazionale di San Luca, in occasione de La Notte dei Musei, il grande evento che si svolge in contemporanea in tutta Europa, apre straordinariamente ai visitatori  la sua sede in Palazzo Carpegna.

Dalle 20.00 alle 24.00 (ultimo ingresso ore 23.30), sarà possibile ammirare alcune opere delle prestigiose collezioni collocate in esposizione permanente negli spazi della Galleria accademica situata al terzo piano del palazzo. A questa si aggiunge la possibilità di visitare la mostra “Gigetta Tamaro architetto 1931-2016. Le Opere / L’Enclave” allestita negli spazi espostivi del piano terra, anch’essa eccezionalmente aperta al pubblico dalle 20.00 alle 24.00 (ultimo ingresso ore 23.30) e l’esposizione “Mario Ridolfi e Roma nell’immediato dopoguerra. Influenze nordiche per spazi aperti e arredi urbani”, una selezione di disegni del celebre architetto romano allestita negli spazi della Biblioteca accademica (secondo piano), aperta sino alle ore 23.00 (ultimo ingresso ore 22.30).

 

L’Accademia Nazionale di San Luca ha sede in Palazzo Carpegna, già proprietà dei principi e cardinali Carpegna per i quali Francesco Borromini fra il 1643 e il 1650 pose in essere importanti opere di trasformazione e ampliamento dell’antico nucleo cinquecentesco. I cambiamenti che nei secoli seguenti lo stabile subì non hanno contaminato l’opera borrominiana, ancora pressoché integra: si veda l’elegante portico situato al piano terreno, il portale dal ricco fregio decorato a stucchi e la rampa elicoidale che dall’ingresso conduce ai piani superiori. L’aspetto attuale del Palazzo è anche il risultato degli interventi di rifacimento operati da Gustavo Giovannoni e Arnaldo Foschini tra il 1933 e il 1934 al fine di ospitare l’Accademia di San Luca, qui ufficialmente trasferita il 24 aprile 1934 dalla antica sede di via Bonella ai Fori.

Le raccolte esposte nella Galleria accademica riflettono quasi cinque secoli di storia dell’istituzione (una tra le più antiche d’Europa), con una documentazione particolarmente ricca della sua attività più rilevante, ovvero la formazione di pittori, scultori e architetti, attività che nell’esercizio del disegno ha avuto il suo principale fondamento. Sono qui esposti, tra gli altri, gessi di Canova, Thorvaldsen, Kessels, per lo più lasciti o doni di ingresso degli artisti; ritratti e autoritratti di accademici; nonché tele di Palma il Giovane, Guido Reni, Guercino, Gaspar van Wittel, Jan Frans Van Bloemen, Salvator Rosa, Adrien Manglard, Canaletto, solo per citarne alcuni.

 

La mostra “Gigetta Tamaro architetto 1931-2016. Le Opere / L’Enclave” ripercorre una delle stagioni più fertili della cultura artistica triestina, meno nota di quella letteraria, che vide, intorno alla metà degli anni ’70, l’attività del gruppo “Arte Viva”, dove erano presenti, insieme a Gigetta Tamaro, Enzo Cogno, Lauro Crisman, Carlo de Incontrera, Miela Reina, Luciano Semerani. Anche Guido Canella e Aldo Rossi fanno parte della breve storia di “Arte Viva”. Disegni e modelli dei progetti d’architettura, accompagnati da sconfinamenti in generi affini all’architettura e da presenze di altri artisti ai quali è stata legata la ricerca di Gigetta Tamaro, costituiscono i cardini del percorso espositivo raccontato in tre sale di Palazzo Carpegna.

 

Con la mostra “Mario Ridolfi e Roma nell’immediato dopoguerra. Influenze nordiche per spazi aperti e arredi urbani” allestita in occasione della VIII Giornata Nazionale degli Archivi di architettura promossa da AAAItalia, Associazione Nazionale Archivi Architettura Contemporanea, viene presentata una selezione di disegni per progetti che Ridolfi elaborò all’indomani della conclusione del secondo conflitto mondiale guardando alla cultura architettonica nordeuropea. Alcune soluzioni formali adottate risentono chiaramente di inflessioni scandinave, conosciute anche attraverso le pagine delle riviste del tempo, reinterpretate attraverso la particolare sensibilità dell’architetto romano per costruire (o, meglio, ricostruire) una concreta, nuova e positiva, immagine della città di Roma.

 

INFORMAZIONI

 

Apertura al pubblico: 

sabato 19 maggio 2018 

 

Orari:

Galleria Accademica:  ore 20-24 (ultimo ingresso ore 23)

Mostra “Gigetta Tamaro"  ore 20-24 (ultimo ingresso ore 23)

Esposizione “Mario Ridolfi"  ore 20-23 (ultimo ingresso ore 22:30)

 

Contatti: tel. 06 679 8850; segreteria@accademiasanluca.it

 

 

Documenti online
L'Accademia Nazionale
di San Luca

"L'Accademia Nazionale di San Luca ha lo scopo di promuovere le arti e l’architettura, di onorare il merito di artisti e studiosi, eleggendoli nel Corpo accademico, di adoperarsi per la valorizzazione e la promozione delle arti e dell’architettura italiane." [Statuto 2005, art.1]
Il primo degli Statuti, voluto da Federico Zuccari, risale al 1593 e nel corso del Seicento, l'Accademia ha assunto come simbolo l'immagine di San Luca evangelista, pittore e protettore degli artisti.
Dal 1705 l'Accademia adotta come proprio emblema un triangolo equilatero, costituito da pennello, stecca e compasso, per esprimere la pari dignità ed unità delle tre arti: pittura, scultura ed architettura, sotto l'egida del disegno, come ribadito dal motto oraziano "aequa potestas" che lo accompagna. Nei secoli l'emblema accademico, pur sostanzialmente invariato, assume forme diverse fino alla trasformazione, nel 1934, con l'adozione di un medaglione con l'immagine di San Luca che dipinge, ancora oggi simbolo dell'istituzione accademica al pari del triangolo equilatero.
Il corpo accademico è articolato secondo le tre classi di pittura, scultura ed architettura ed è costituito complessivamente da novanta Accademici Nazionali, trenta Accademici Stranieri, trentasei Accademici Cultori, ventiquattro Accademici Benemeriti.

L'Accademia di San Luca, assunto il titolo di Insigne e Pontificia nel XIX secolo, diventa dal 1872 Accademia Reale e, dal 1948, Nazionale.
Seguendo la tradizione dell'Accademia, in base a quanto ribadito anche dagli ultimi statuti, l'Istituzione promuove diverse attività culturali finalizzate alla valorizzazione delle belle arti. Nell'ambito di tali iniziative vengono curati la pubblicazione di volumi relativi all'Accademia e alla sua storia e l'allestimento di mostre negli spazi espositivi. Le opere delle collezioni accademiche (dipinti, sculture, disegni ed altro) sono restaurate e concesse in prestito in occasione di mostre nazionali ed internazionali.
Le sale accademiche sono utilizzate anche per la presentazione di libri e per lo svolgimento di conferenze e convegni. Particolare attenzione viene rivolta dall'Accademia ai giovani artisti e ai giovani studiosi mediante il conferimento di premi e borse di studio.

L'Accademia pubblica un Annuario e, ogni sei mesi, un Notiziario nel quale vengono sinteticamente illustrate le attività più recenti o di prossima realizzazione.

 

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