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06/feb/2019 - 06/feb/2019

Conferenza
Scienza e arte nella Roma dei primi Lincei
Il caso di Giovanna Garzoni (1600 – 1670) pittrice al servizio della Nuova Scienza

Nuove riflessioni sul Codice di Dumbarton Oaks, sull' Erbario Miniato di Windsor e sui Libri dipinti della Syntaxis Plantaria di Federico Cesi

 

Mercoledì 6 febbraio 2019 alle ore 17.30 presso Palazzo Carpegna, sede dell’Accademia Nazionale di San Luca, si terrà la conferenza Scienza e arte nella Roma dei primi Lincei, il caso di Giovanna Garzoni (1600 – 1670) pittrice al servizio della Nuova Scienza. Nuove riflessioni sul Codice di Dumbarton Oaks, sull’ Erbario Miniato di Windsor e sui Libri dipinti della Syntaxis Plantaria di Federico Cesi,  di Francesco Solinas, Maître de Conférences au Collège de France (Parigi).

 

Nata ad Ascoli Piceno nel 1600 in una famiglia agiata di possidenti e mercanti, Giovanna Garzoni cresce tra le Marche e Venezia e si forma giovanissima all’arte della miniatura. Celebre in tutta Europa, la Garzoni è tra gli ospiti illustri delle più importanti Corti del continente per terminare la sua brillante carriera a Roma, dov’è accolta, protetta e osannata in seno all’Accademia di San Luca.

Non si hanno notizie precise sul suo arrivo nella capitale papale, ma da nuove evidenze, tra il 1622 e il 1627, tra un viaggio e l’altro a Venezia, l’artista lavora nell’Urbe alle raccolte di grafica naturalistica del Cavalier Cassiano dal Pozzo (1588-1657), appena entrato a far parte dell’Accademia dei Lincei di Federico Cesi (1585-1630).

Analisi inedite di elementi diversi hanno portato l’autore a nuove considerazioni sull’opera dell’artista e gli hanno permesso di riconoscere l’importante contributo di Giovanna Garzoni ai Libri dipinti della Syntaxis Plantaria di Federico Cesi. Protetta e amica del Cavalier dal Pozzo, illustre amatore d’arte e appassionato collezionista di grafica documentaria, Giovanna poté, grazie a lui, eseguire con l’ausilio di potenti lenti d’ingrandimento e dell’ “occhialino” galileiano, le più straordinarie immagini naturalistiche commissionate da Federico Cesi principe dei Lincei.

 

 

Francesco Solinas si è formato all’Università di Pisa con Roberto Paolo Ciardi e Paola Barocchi, è storico dell’arte specialista della creazione artistica tra Roma e l’Europa tra Cinque e Seicento. Conoscitore e archivista dal percorso ricco e variegato, già alla fine del nono decennio del Novecento, Solinas è tra i massimi esperti della compagine culturale e artistica romana della prima metà del Seicento che unì personaggi quali il cavalier Cassiano dal Pozzo (1588 – 1657) e il principe dei Lincei Federico Cesi (1585 – 1630), l’erudito francese Nicolas-Claude Fabri de Peiresc (1580 – 1637) e il cardinal Francesco Barberini (1597 -1679). Studia e pubblica carteggi inediti, approfondisce la storia culturale e politica di Roma e dell’Europa del diciassettesimo secolo, esplora i rapporti dell’arte e del collezionismo con la nuova scienza. Rintraccia dipinti e documenti inediti relativi ad artisti tra i quali Nicolas Poussin (1594 – 1665) e Simon Vouet (1590 – 1649), Ottavio Maria Leoni (1580 – 1630), Artemisia Gentileschi (1593 – 1654), Pietro da Cortona (1596 – 1669) e Giovanna Garzoni (1600 – 1670). È il solo italiano tra i fondatori del progetto internazionale di catalogazione dei disegni antiquari e naturalistici del Museo Cartaceo di Cassiano dal Pozzo conservati tra la Royal Library di Windsor Castle e il British Museum, il suo lavoro sulla collezione si estende per oltre dieci anni, dal 1984 al 1994. Tra Inghilterra e Francia perfeziona le sue conoscenze dei generi del disegno cinque e seicenteschi, su un piano più teorico approfondisce gli aspetti politici e sociali della creazione e del collezionismo. Nei suoi viaggi di studio ritrova importanti opere d’arte e documenti, mentre coltiva i suoi interessi per i generi della pittura naturalistica e del ritratto. Anima importanti riunioni internazionali a Napoli, Londra, Roma, Firenze e Parigi, dov’è Maître de Conférences invité al Collège de France sin dal 1994. In quegli anni ha l’onore di collaborare con Tullio Gregory e Luigi De Nardis, con Jennifer Montagu e Raniero Gnoli, con Francis Haskell, Marc Fumaroli, Jacques Thuillier, Dino Frescobaldi e Alfonso Theodoli. Al Warburg Institute di Londra (1994) consegue la prestigiosa Borsa Francis Yates. Partecipa a convegni e seminari in Europa e negli Stati Uniti e collabora agli incontri epocali organizzati da Elizabeth Cropper e Charles Dempsey alla Villa Spelman, centro fiorentino della John Hopkins University. Curatore d’importanti esposizioni internazionali, come quelle dedicate a Cassiano dal Pozzo (Roma 2000, Biella 2001), a Maria de’ Medici (Blois 2004; Firenze 2005) e ai generi della pittura naturalistica (Biella 2004; Tivoli 2010; Tivoli 2012), Solinas ha lavorato con Roberto Contini alle esposizioni monografiche su Pietro da Cortona a Firenze (Firenze 2010) e su Artemisia Gentileschi (Milano 2011; Parigi 2012; Pisa 2013). Altre fruttuose collaborazioni lo hanno portato a legarsi a specialisti e direttori di musei quali Lorenza Mochi Onori e Sir Dennis Mahon, Giovanni Theodoli, Caterina Caneva e Thierry Crépin-Le Blond, Angela Negro e Pierre de Ségur, Sergio Guarino e Pierre Caye, Maria Celeste Cola, Charles Dominique Fuchs e Sebastian Schütze. Vive tra Parigi, Firenze e Roma.   

 

 

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L'Accademia Nazionale
di San Luca

"L'Accademia Nazionale di San Luca ha lo scopo di promuovere le arti e l’architettura, di onorare il merito di artisti e studiosi, eleggendoli nel Corpo accademico, di adoperarsi per la valorizzazione e la promozione delle arti e dell’architettura italiane." [Statuto 2005, art.1]
Il primo degli Statuti, voluto da Federico Zuccari, risale al 1593 e nel corso del Seicento, l'Accademia ha assunto come simbolo l'immagine di San Luca evangelista, pittore e protettore degli artisti.
Dal 1705 l'Accademia adotta come proprio emblema un triangolo equilatero, costituito da pennello, stecca e compasso, per esprimere la pari dignità ed unità delle tre arti: pittura, scultura ed architettura, sotto l'egida del disegno, come ribadito dal motto oraziano "aequa potestas" che lo accompagna. Nei secoli l'emblema accademico, pur sostanzialmente invariato, assume forme diverse fino alla trasformazione, nel 1934, con l'adozione di un medaglione con l'immagine di San Luca che dipinge, ancora oggi simbolo dell'istituzione accademica al pari del triangolo equilatero.
Il corpo accademico è articolato secondo le tre classi di pittura, scultura ed architettura ed è costituito complessivamente da novanta Accademici Nazionali, trenta Accademici Stranieri, trentasei Accademici Cultori, ventiquattro Accademici Benemeriti.

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Le sale accademiche sono utilizzate anche per la presentazione di libri e per lo svolgimento di conferenze e convegni. Particolare attenzione viene rivolta dall'Accademia ai giovani artisti e ai giovani studiosi mediante il conferimento di premi e borse di studio.

L'Accademia pubblica un Annuario e, ogni sei mesi, un Notiziario nel quale vengono sinteticamente illustrate le attività più recenti o di prossima realizzazione.

 

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