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18/mag/2019 - 18/mag/2019

La NOTTE dei Musei 2019
Enigmi decifrati?
Restauri e nuove attribuzioni

El Greco - G. L. Bernini - Cavalier d'Arpino

 

Sabato 18 maggio 2019 l’Accademia Nazionale di San Luca, in occasione de La Notte dei Musei, il grande evento che si svolge in contemporanea in tutta Europa, apre straordinariamente le porte della sua sede in Palazzo Carpegna.

Dalle 20.00 alle 2.00 (ultimo ingresso ore 1.00), negli spazi della Galleria situata al terzo piano del palazzo, sarà possibile ammirare, oltre alle opere collocate in esposizione permanente, tre dipinti della collezione accademica per i quali, dopo accurati e attenti restauri, sono state avanzate nuove ipotesi attributive.

Adorazione dei Magi: si tratta di un pezzo custodito già da tempo nei depositi dell'Accademia, ma come opera assegnata a generica scuola veneta del XVII sec. Lo storico dell’arte Fabrizio Biferali, beneficiario di un assegno di ricerca cofinanziato insieme alla Scuola Normale Superiore di Pisa, imbattutosi nel dipinto, ne ha subito notato la sovrapponibilità iconografica con l’Adorazione dei Magi del Museo Benaki di Atene, un’opera a tempera su tavola eseguita da El Greco intorno ai venticinque anni. Di qui l’ipotesi che la tela in questione sia effettivamente opera del maestro cretese. L'Accademia Nazionale di San Luca ha quindi deciso di finanziare il restauro dell'opera, affidando i lavori al restauratore Fabio Porzio, che ha operato sotto la supervisione di Aurelio Urciuoli, funzionario storico dell'arte della Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma. Gli esiti del complesso intervento conservativo, e delle accurate analisi diagnostiche che lo hanno accompagnato, hanno confermato l'ipotesi attributiva, incontrando il parere favorevole di importanti specialisti dell'artista, primo tra tutti Lionello Puppi, purtroppo da poco scomparso, il cui ultimo scritto è stato pubblicato nel catalogo che ha accompagnato l’esposizione.

Carnefice con la testa del Battista: olio su tela che spicca tra le opere meno note e nel contempo di ragguardevole qualità e interesse storico-artistico delle collezioni dell’ Accademia Nazionale di San Luca. L’ insigne dipinto, proveniente dal lascito Dumarest del 1913, è rimasto pressoché sconosciuto fino al 2017 quando è stato individuato da Vittorio Sgarbi che lo ha fatto esporre nella mostra da lui curata (presentata in varie sedi la prima delle quali è stata il Forte di Bard)  Da Raffaello a Balla, Capolavori dell’ Accademia Nazionale di San Luca, quando il quadro è stato sottoposto a un eccellente restauro ed è stato studiato per la prima volta. Una esaustiva scheda per il catalogo riferisce con correttezza di una indicazione a favore di Giovan Battista Beinaschi formulata  con cautela  e prudenza da Francesco Petrucci. L’ opera appare essere un autentico capolavoro e la qualità della stesura pittorica, nonché la presenza sul retro della tela dell’ iscrizione G. B. 1674 , hanno indotto Claudio Strinati a formulare una attribuzione a Gian Lorenzo Bernini nella fase tarda della sua attività.  Ove tale riferimento venisse accolto si potrebbe parlare di una sostanziale aggiunta al catalogo dell’opera pittorica del Bernini e per di più alla fase tarda oggi ben poco conosciuta. Strinati, accademico cultore, presenterà le proprie argomentazioni in una conferenza in Accademia il 28 maggio 2019.

La cattura di Cristo: la tavola, giunta all'Accademia di San Luca sempre grazie al lascito Dumarest, presenta forti analogie con l'omonima opera di Giuseppe Cesari, meglio noto come Cavalier d'Arpino, conservata presso palazzo Chigi di Ariccia (Roma), già appartenente alla Collezione Fagiolo dell'Arco. Le vistose similitudini rilevate dopo un'attenta rilettura degli originali,  hanno indotto a ritenere collegate tra loro le due opere. Il dipinto qui presentato ha poi riacquistato, grazie ad un recente restauro, la qualità pittorica completamente persa a causa dello spesso strato di sporco e di pesanti e estese ridipinture. Questa "trasformazione" ha messo in luce numerosi "pentimenti", parti non finite e importanti variazioni della composizione, portando così a formulare nuove considerazioni e a leggere la tavola come una replica autografa di alta qualità, incompiuta e poi maldestramente ritoccata più volte.

 

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L'Accademia Nazionale
di San Luca

"L'Accademia Nazionale di San Luca ha lo scopo di promuovere le arti e l’architettura, di onorare il merito di artisti e studiosi, eleggendoli nel Corpo accademico, di adoperarsi per la valorizzazione e la promozione delle arti e dell’architettura italiane." [Statuto 2005, art.1]
Il primo degli Statuti, voluto da Federico Zuccari, risale al 1593 e nel corso del Seicento, l'Accademia ha assunto come simbolo l'immagine di San Luca evangelista, pittore e protettore degli artisti.
Dal 1705 l'Accademia adotta come proprio emblema un triangolo equilatero, costituito da pennello, stecca e compasso, per esprimere la pari dignità ed unità delle tre arti: pittura, scultura ed architettura, sotto l'egida del disegno, come ribadito dal motto oraziano "aequa potestas" che lo accompagna. Nei secoli l'emblema accademico, pur sostanzialmente invariato, assume forme diverse fino alla trasformazione, nel 1934, con l'adozione di un medaglione con l'immagine di San Luca che dipinge, ancora oggi simbolo dell'istituzione accademica al pari del triangolo equilatero.
Il corpo accademico è articolato secondo le tre classi di pittura, scultura ed architettura ed è costituito complessivamente da novanta Accademici Nazionali, trenta Accademici Stranieri, trentasei Accademici Cultori, ventiquattro Accademici Benemeriti.

L'Accademia di San Luca, assunto il titolo di Insigne e Pontificia nel XIX secolo, diventa dal 1872 Accademia Reale e, dal 1948, Nazionale.
Seguendo la tradizione dell'Accademia, in base a quanto ribadito anche dagli ultimi statuti, l'Istituzione promuove diverse attività culturali finalizzate alla valorizzazione delle belle arti. Nell'ambito di tali iniziative vengono curati la pubblicazione di volumi relativi all'Accademia e alla sua storia e l'allestimento di mostre negli spazi espositivi. Le opere delle collezioni accademiche (dipinti, sculture, disegni ed altro) sono restaurate e concesse in prestito in occasione di mostre nazionali ed internazionali.
Le sale accademiche sono utilizzate anche per la presentazione di libri e per lo svolgimento di conferenze e convegni. Particolare attenzione viene rivolta dall'Accademia ai giovani artisti e ai giovani studiosi mediante il conferimento di premi e borse di studio.

L'Accademia pubblica un Annuario e, ogni sei mesi, un Notiziario nel quale vengono sinteticamente illustrate le attività più recenti o di prossima realizzazione.

 

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