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10/mar/2020 - 10/mar/2020

Presentazione volume
I Ruspoli. L’ascesa di una famiglia a Roma e la creazione artistica tra Barocco e Neoclassico

 

EVENTO RIMANDATO A DATA DA DESTINARSI

 

Martedì  10 marzo 2020 alle ore 17:30 presso Palazzo Carpegna, sede dell’Accademia Nazionale di San Luca, si terrà la presentazione del volume I Ruspoli. L’ascesa di una famiglia a Roma e la creazione artistica tra Barocco e Neoclassico di Maria Celeste Cola (De Luca Editori D’Arte, 2018). Introdotti e coordinati da Francesco Moschini, Segretario Generale dell’Accademia Nazionale di San Luca, interverranno Elisa Debenedetti (Sapienza, Università di Roma), Giorgio Monari (Sapienza, Università di Roma), Caterina Volpi (Sapienza, Università di Roma), Francesco Solinas (Collège de France). Conclude Marcello Fagiolo,  Presidente del Centro di Studi sulla cultura e l'immagine di Roma.

Il volume ricostruisce la storia di una delle più prestigiose famiglie italiane ripercorrendone l’ascesa e le committenze artistiche dall’arrivo a Roma nell’anno terribile del Sacco (1527),  sino alla metà dell’Ottocento. 

Sulla base di una capillare ricerca documentaria condotta nell’archivio Ruspoli-Marescotti e negli archivi e biblioteche di Firenze, Siena e Londra, il libro percorre l’affascinante storia della famiglia attraverso l’osservatorio privilegiato delle raccolte d’arte e del  mecenatismo nelle arti visive e nella musica. Committenza e mecenatismo che contraddistinsero la vorticosa ascesa sociale e politica dell’Eccellentissima Casa e determinarono la fioritura della cultura barocca e la diffusione del gusto romano in Europa.  Sullo sfondo, i rapporti con i rappresentanti dell’antica aristocrazia capitolina e con i vertici della curia, l’ascesa durante il regno di Paolo V Borghese (reg. 1605-1621), le relazioni favorite con Clemente XI (reg. 1700-1721) e con gli Albani, l’amicizia con Benedetto XIII Orsini (reg. 1724-1730) e i rapporti privilegiati con la corte di Vienna che favorirono l’affermazione sulla scena internazionale alla fine del Settecento. Le sorprendenti biografie e le storie personali emerse dai carteggi e dai documenti d’archivio hanno consentito d’intessere la storia della famiglia, come quelle degli artisti, degli architetti, dei pittori e degli scultori scelti, privilegiati e beneficiati dai Ruspoli tra Cinque e Settecento.  Figura centrale e di primissimo piano fu quella del Principe Francesco Maria (1679-1731) che nel 1704  assumeva le redini del casato. È intorno alla sua personalità, per più aspetti straordinaria, che i Ruspoli acquisirono una chiara e definita fisionomia culturale e un ruolo centrale nella politica del lungo regno di papa Clemente XI Albani (reg. 1700-1721). Sul piano sociale questo corrispose ad un impegno senza precedenti nel mecenatismo  sviluppato in più campi e secondo gli orientamenti più moderni, dalla musica, al teatro al collezionismo artistico con una competenza aggiornata alle novità del clima culturale romano e allo “stile clementino” promosso dal papa regnante. In auge a Roma e nei territori dello Stato Pontificio, quell’insieme coerente della produzione artistica incoraggiata dal pontefice durante il suo regno ventennale  fu adottato, sostenuto e animato da Francesco Maria in tutti i lavori da lui commissionati, a conferma di quell’appoggio incondizionato alla politica di Clemente XI che per ringraziarlo dell’aiuto e solidarietà, nel 1709 lo innalzava al rango di primo Principe di Cerveteri.

 

 

 

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L'Accademia Nazionale
di San Luca

"L'Accademia Nazionale di San Luca ha lo scopo di promuovere le arti e l’architettura, di onorare il merito di artisti e studiosi, eleggendoli nel Corpo accademico, di adoperarsi per la valorizzazione e la promozione delle arti e dell’architettura italiane." [Statuto 2005, art.1]
Il primo degli Statuti, voluto da Federico Zuccari, risale al 1593 e nel corso del Seicento, l'Accademia ha assunto come simbolo l'immagine di San Luca evangelista, pittore e protettore degli artisti.
Dal 1705 l'Accademia adotta come proprio emblema un triangolo equilatero, costituito da pennello, stecca e compasso, per esprimere la pari dignità ed unità delle tre arti: pittura, scultura ed architettura, sotto l'egida del disegno, come ribadito dal motto oraziano "aequa potestas" che lo accompagna. Nei secoli l'emblema accademico, pur sostanzialmente invariato, assume forme diverse fino alla trasformazione, nel 1934, con l'adozione di un medaglione con l'immagine di San Luca che dipinge, ancora oggi simbolo dell'istituzione accademica al pari del triangolo equilatero.
Il corpo accademico è articolato secondo le tre classi di pittura, scultura ed architettura ed è costituito complessivamente da novanta Accademici Nazionali, trenta Accademici Stranieri, trentasei Accademici Cultori, ventiquattro Accademici Benemeriti.

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L'Accademia pubblica un Annuario e, ogni sei mesi, un Notiziario nel quale vengono sinteticamente illustrate le attività più recenti o di prossima realizzazione.

 

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