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26/mar/2020 - 26/mar/2020

Lectio magistralis
Raffaello e la scultura del Quattrocento

 

EVENTO RIMANDATO A DATA DA DESTINARSI

 

Giovedì  26 marzo 2020 alle ore 17:30 presso Palazzo Carpegna, sede dell’Accademia Nazionale di San Luca, si terrà la lectio magistralis Raffaello e la scultura del Quattrocento di Alessandro Nova. Introduce Francesco Moschini, presenta Silvia Ginzburg.

Sin dai tempi di Giorgio Vasari la storia dell’arte ha riconosciuto lo straordinario talento di Raffaello nell’assimilare forme e modelli di artisti a lui contemporanei (Leonardo, Michelangelo, Fra Bartolomeo) per trasformarli in un linguaggio assolutamente autonomo. Figlio di Giovanni Santi, “pittore non molto eccellente, anzi non pur mediocre in questa arte” (Vasari, 1550) che gli insegnò i rudimenti del mestiere, Raffaello era bene attrezzato, fin da giovanissimo, per certi generi di allogazione commissionati alla bottega paterna: ritratti, pale d’altare e dipinti devozionali. Meno per i grandi cicli narrativi che costituivano la vetta della tradizione teorica albertiana. Perduto il padre all’età di undici anni, Raffaello dovette guardarsi intorno per ovviare a questa lacuna e trovò quel che cercava nei rilievi bronzei di Donatello, soprattutto quelli dell’arca del Santo a Padova. Di questo si accorsero alcuni grandi storici dell’arte tedeschi (Robert Vischer, Schmarsow, Vöge) verso la fine dell’Ottocento. La conferenza racconta pertanto due storie. La prima ha inizio il primo ottobre 1504, quando Giovanna Feltria Della Rovere indirizzò a Piero Soderini, gonfaloniere della repubblica fiorentina, una lettera di presentazione per il giovane artista e indaga come Raffaello, sin dai primi anni della sua attività, studiasse intensamente le statue di Donatello esposte al pubblico (San Giovanni Evangelista, San Giorgio) in quella splendida galleria o eterno cantiere a cielo aperto che è sempre stata Firenze. La seconda storia si svolse tra il 1886 e il 1895 e racconta qualche fallimento ma soprattutto le nobiltà della grande filologia artistica tedesca del XIX secolo.

 

 

 

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L'Accademia Nazionale
di San Luca

"L'Accademia Nazionale di San Luca ha lo scopo di promuovere le arti e l’architettura, di onorare il merito di artisti e studiosi, eleggendoli nel Corpo accademico, di adoperarsi per la valorizzazione e la promozione delle arti e dell’architettura italiane." [Statuto 2005, art.1]
Il primo degli Statuti, voluto da Federico Zuccari, risale al 1593 e nel corso del Seicento, l'Accademia ha assunto come simbolo l'immagine di San Luca evangelista, pittore e protettore degli artisti.
Dal 1705 l'Accademia adotta come proprio emblema un triangolo equilatero, costituito da pennello, stecca e compasso, per esprimere la pari dignità ed unità delle tre arti: pittura, scultura ed architettura, sotto l'egida del disegno, come ribadito dal motto oraziano "aequa potestas" che lo accompagna. Nei secoli l'emblema accademico, pur sostanzialmente invariato, assume forme diverse fino alla trasformazione, nel 1934, con l'adozione di un medaglione con l'immagine di San Luca che dipinge, ancora oggi simbolo dell'istituzione accademica al pari del triangolo equilatero.
Il corpo accademico è articolato secondo le tre classi di pittura, scultura ed architettura ed è costituito complessivamente da novanta Accademici Nazionali, trenta Accademici Stranieri, trentasei Accademici Cultori, ventiquattro Accademici Benemeriti.

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Le sale accademiche sono utilizzate anche per la presentazione di libri e per lo svolgimento di conferenze e convegni. Particolare attenzione viene rivolta dall'Accademia ai giovani artisti e ai giovani studiosi mediante il conferimento di premi e borse di studio.

L'Accademia pubblica un Annuario e, ogni sei mesi, un Notiziario nel quale vengono sinteticamente illustrate le attività più recenti o di prossima realizzazione.

 

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