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News dall'accademia
15/apr/2020 - 15/apr/2020

#l'Accademianonsiferma
"Manteniamo e custodiamo le parole"
Un ricordo di Vittorio Gregotti

 

ON LINE LE CONFERENZE DI FRANCO PURINI

E DI ANGELO TORRICELLI E FRANCESCO CELLINI in dialogo

 

Il 15 Aprile, nella ricorrenza del trigesimo dalla scomparsa dell’architetto Vittorio Gregotti, uno dei padri della moderna architettura italiana, l’Accademia Nazionale di San Luca affida a Franco Purini, che con Gregotti condivise alcune importanti esperienze progettuali come lo Zen di Palermo, una commemorazione complessiva della sua opera e del suo ruolo di teorico progettista e urbanista di fama internazionale, di saggista e critico dell’architettura.  

Il video della conferenza sarà visibile sul nostro sito NAM e sul nostro canale You Tube dalle ore 19, insieme a quello della conferenza “Possibile e necessario in architettura. Prime riflessioni sull’opera di Vittorio Gregotti – un dialogo tra Angelo Torricelli e Francesco Cellini”.

 

Vittorio Gregotti ha avuto modo di conoscere Le Corbusier, Gropius, e il maestro dello stile liberty Henry van de Velde, nell’ambito di un seminario internazionale tenutosi a Hoddesdon negli anni ‘50. Nel 1952 si laurea in Architettura al Politecnico di Milano. È stato allievo di Ernesto Nathan Rogers, con il quale ha firmato la sua prima sala alla Triennale di Milano e fino al 1965, è stato tra i più importanti collaboratori alla rivista “Casabella”, durante la direzione del suo maestro. All’inizio degli anni Ottanta assume poi la direzione della storica rivista. Ha fatto parte come unico architetto del Gruppo 63, collaborando per un progetto della Triennale con Umberto Eco, Luciano Berio e Furio Colombo. E’ stato professore ordinario di Composizione architettonica all’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, ha insegnato nelle facoltà di Architettura di Milano e Palermo e all’estero in Giappone, Stati Uniti, Argentina, Brasile e Regno Unito. Manfredo Tafuri nella sua pubblicazione “Vittorio Gregotti Progetti e architettura” (ed. Electa, 1982 -1988), ha raccolto una documentata selezione dei suoi progetti e delle sue realizzazioni dall'allestimento della XIII Triennale del 1964, fino alle proposte degli anni settanta ed ottanta, che segnano il suo rinnovato approccio ai problemi del linguaggio e della progettazione su grande scala. Tra i suoi oltre mille e cinquecento progetti, realizzati in Italia e all’estero, si ricordano il già citato quartiere Zen (Zona espansione nord) realizzato a Palermo tra la fine degli anni Sessanta e i primi Settanta; il Centro Culturale di Belém a Lisbona; il dipartimento di scienze dell’università di Palermo, dove ha insegnato, e la sede dell’università della Calabria; il piano di edilizia popolare a Cefalù e il Centro ricerche dell’Enea a Portici. E poi: gli insediamenti sempre popolari a Venezia, la sistemazione del Parco archeologico dei Fori imperiali a Roma, con Leonardo Benevolo; la trasformazione delle aree intorno alla Bicocca, alla periferia di Milano, sino al nuovo quartiere residenziale nell’area di Pujiang, in Cina; gli stadi di calcio costruiti fra l'Europa e il nord Africa, come lo Stade des Costières di Nîmes,  lo Stade Adrar di Agadir, in Marocco, lo stadio Luigi Ferraris di Genova e la riconfigurazione complessiva dello stadio Lluís Companys, Montjuic, Barcellona.

 

 

Altri riferimenti

 

video Nam

 

L'Accademia Nazionale
di San Luca

"L'Accademia Nazionale di San Luca ha lo scopo di promuovere le arti e l’architettura, di onorare il merito di artisti e studiosi, eleggendoli nel Corpo accademico, di adoperarsi per la valorizzazione e la promozione delle arti e dell’architettura italiane." [Statuto 2005, art.1]
Il primo degli Statuti, voluto da Federico Zuccari, risale al 1593 e nel corso del Seicento, l'Accademia ha assunto come simbolo l'immagine di San Luca evangelista, pittore e protettore degli artisti.
Dal 1705 l'Accademia adotta come proprio emblema un triangolo equilatero, costituito da pennello, stecca e compasso, per esprimere la pari dignità ed unità delle tre arti: pittura, scultura ed architettura, sotto l'egida del disegno, come ribadito dal motto oraziano "aequa potestas" che lo accompagna. Nei secoli l'emblema accademico, pur sostanzialmente invariato, assume forme diverse fino alla trasformazione, nel 1934, con l'adozione di un medaglione con l'immagine di San Luca che dipinge, ancora oggi simbolo dell'istituzione accademica al pari del triangolo equilatero.
Il corpo accademico è articolato secondo le tre classi di pittura, scultura ed architettura ed è costituito complessivamente da novanta Accademici Nazionali, trenta Accademici Stranieri, trentasei Accademici Cultori, ventiquattro Accademici Benemeriti.

L'Accademia di San Luca, assunto il titolo di Insigne e Pontificia nel XIX secolo, diventa dal 1872 Accademia Reale e, dal 1948, Nazionale.
Seguendo la tradizione dell'Accademia, in base a quanto ribadito anche dagli ultimi statuti, l'Istituzione promuove diverse attività culturali finalizzate alla valorizzazione delle belle arti. Nell'ambito di tali iniziative vengono curati la pubblicazione di volumi relativi all'Accademia e alla sua storia e l'allestimento di mostre negli spazi espositivi. Le opere delle collezioni accademiche (dipinti, sculture, disegni ed altro) sono restaurate e concesse in prestito in occasione di mostre nazionali ed internazionali.
Le sale accademiche sono utilizzate anche per la presentazione di libri e per lo svolgimento di conferenze e convegni. Particolare attenzione viene rivolta dall'Accademia ai giovani artisti e ai giovani studiosi mediante il conferimento di premi e borse di studio.

L'Accademia pubblica un Annuario e, ogni sei mesi, un Notiziario nel quale vengono sinteticamente illustrate le attività più recenti o di prossima realizzazione.

 

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