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21/apr/2020 - 21/apr/2020

#l'Accademianonsiferma
"Manteniamo e custodiamo le parole"
Presentazione del Catalogo generale dell’opera incisa di Guido Strazza

 

Presentazione del volume “Guido Strazza. Catalogo generale dell’opera incisa 1953-2018” a cura di Giuseppe Appella (Allemandi Editore, 2020).

 

VIDEO CONFERENZA DI LUIGI FICACCI

Questa sera, dalle ore 20, sul sito NAM (Nuovo Archivio Multimediale) e sul canale You Tube dell’Accademia Nazionale di San Luca.

 

L’Accademia Nazionale di San Luca ha l’onore di rendere omaggio a Guido Strazza, pittore e incisore, Accademico Nazionale di San Luca e già Presidente dell’Istituzione, grazie alla puntuale lettura di Luigi Ficacci che anticipa, in una video conferenza corredata da un’ampia documentazione fotografica, la presentazione del Catalogo generale dell’opera incisa di Guido Strazza, a cura di Giuseppe Appella con la collaborazione di Bruna Fontana (Allemandi Editore, 2020). 

La esaustiva pubblicazione documenta tutta l’opera incisa del Maestro di cui si sia oggi a conoscenza, incluse le opere documentate dalla pubblicistica e in seguito disperse, dal 1953 al 2018, l’ungo un arco temporale di di 65 anni.

Guido Strazza ha deciso di donare alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna le circa cinquanta opere da lui messe a disposizione per l’esposizione antologica del 2017, la sua prima personale, che vi è stata organizzata sull’arco dell’intera sua produzione, mentre alla Calcografia Nazionale - oggi confluita nell’Istituto Centrale per la Grafica e dove, invitato da Maurizio Calvesi, per tanti anni ha tenuto corsi - ha donato 1200 stampe, il repertorio quasi completo della sua produzione di incisore. 

Il volume di 368 pagine, con saggio introduttivo di Peppino Appella e presentazione di Francesco Scoppola, già Direttore Generale Belle Arti e Paesaggio e Direttore generale Educazione e ricerca, che ha fortemente caldeggiato questo esito editoriale, documenta il repertorio completo della sua produzione di incisore attraverso la pubblicazione delle 1228 stampe donate dall’artista alla Calcografia Nazionale nel 2015, a partire dalla cartella di litografie Cuzco Machu-Picchu del 1953 realizzata a Lima, alle ultime sette acqueforti del 2015 contenute nel libro d’artista Cento zampette, oltre alla presentazione puntuale di ulteriori 1302 incisioni con fotografie e relative schede.  

La presentazione del volume è l’occasione per una riflessione sull’importanza del segno inciso che ha visto l’artista impegnato anche sul versante propriamente teorico.

 

Guido Strazza intraprende giovanissimo l’attività artistica dopo un incontro con Marinetti che lo invita a partecipare a mostre di Aeropittura, la laurea in ingegneria a Roma, il viaggio nel 1948 in Sud America (Perù, Cile, Brasile) dove dipinge ed espone alla Biennale di San Paolo (1951, 1953), l’esperienza nell’associazione di artisti e architetti Agrupación Esplico, con i quali partecipa al progetto per la ristrutturazione della città del Callao distrutta dal terremoto, l’interesse all’arte preincaica e la cura di un’esposizione della collezione archeologica Larco Herrera.

Ma è nel 1953 a Rio de Janeiro, nello studio di Fayga Ostrower, che ha il suo primo contatto con la tecnica dell’incisione e incide le sue prime lastre, quelle dedicate al Machu Pichu nel 1953. 

Nel 1954 rientra in Italia prendendo studio a Venezia e, nel 1957, a Milano, dove risiede fino al 1963. Sono di questo periodo i racconti segnici, lunghe pitture in rotolo (Museum Ludwig, Colonia) e gli studi sulla metamorfosi delle forme realizzati in cicli di pitture a tema: Balzi rossi (Galleria del Naviglio, Milano 1956 e Galleria dell’Ariete, Milano 1958) e Paesaggio Olandese (Stedelijk Museum, Amsterdam 1961). Nel 1963 torna stabilmente a Roma dove frequenta i laboratori della Calcografia Nazionale (1964-67), che il direttore Maurizio Calvesi ha aperto agli artisti per approfondire il linguaggio dell’incisione nell’ambito di una ricerca sul segno concernente tutto il suo lavoro.

Nel 1968 ne presenta alla Biennale di Venezia (sala personale) i risultati incentrati sul rapporto segno-luce (immagini su schermi mobili trasparenti) e, in seguito, sul rapporto luce-geometria, che troverà piena espressione nel ciclo di pitture e litografie Ricercare (1973). Invitato in Calcografia Nazionale dal direttore Carlo Bertelli a impostare una didattica sull’incisione, la organizza e dirige (1974-76) come ricerca di gruppo sul segno di cui elabora e pubblica i risultati nel libro Il gesto e il segno (Ed. Scheiwiller, Milano 1979). 

In particolare si segnalano i cicli: Orizzonti Olandesi (1974-1995), Trama Quadrangolare (Palazzo Reale, Milano 1979), Gesto e Segno (dal 1974), le serie Ricercare (dal 1975), gli Insetti (anni’80),  le Colonne (1980-1982), i Segni di  Roma (1980-84), le Colonne (1980-1982),  i Cosmati (Biennale di Venezia, 1984, sala personale); gli Alberi (1995), le serie Archi e Orizzonti (Galleria Il Bulino artecontemporanea, Roma 1998 e 2002). 

Dal 1982 al 1987 partecipa insieme con Maria Lai, artista con la quale ha condiviso uno storico rapporto di amicizia, e gli artisti Luigi Veronesi e Costantino Nivola, al  progetto di recupero dell’antico Lavatoio comunale di Ulassai, per il quale  gli artisti sono stati invitati a creare delle installazioni.

Nel 1988 ha ricevuto dall’Accademia dei Lincei il premio A. Feltrinelli per la Grafica e, nel 2003, quello per l’incisione. Nel 1990 la Calcografia Nazionale gli dedica un’antologica dell’opera incisa dal titolo Strazza, opere Grafiche 1953-1990. Nel 1999 a Palazzo Sarcinelli, Conegliano, viene allestita la mostra antologica Strazza, opere 1941-1999. Nel 2001 è invitato a partecipare alla mostra Novecento alle Scuderie Papali del Quirinale. Nel 2002 riceve in Campidoglio il Premio Cultori di Roma. Nel 2005 il Comune di Vicenza lo invita a partecipare con una mostra antologica di incisioni Vicenza per la Grafica, LAMEC Basilica Palladiana. 

Ha insegnato alla Calcografia Nazionale, all’Accademia di Belle Arti de L’Aquila, alla Wesleyan University (Connecticut, USA) e all’Accademia di Belle Arti di Roma della quale è stato anche direttore. E’ inoltre membro dell’Istituto Nazionale di Studi Romani e della Koninklijke Vlaamse Academie van Belgie.

Altri riferimenti

 

 

video Nam

L'Accademia Nazionale
di San Luca

"L'Accademia Nazionale di San Luca ha lo scopo di promuovere le arti e l’architettura, di onorare il merito di artisti e studiosi, eleggendoli nel Corpo accademico, di adoperarsi per la valorizzazione e la promozione delle arti e dell’architettura italiane." [Statuto 2005, art.1]
Il primo degli Statuti, voluto da Federico Zuccari, risale al 1593 e nel corso del Seicento, l'Accademia ha assunto come simbolo l'immagine di San Luca evangelista, pittore e protettore degli artisti.
Dal 1705 l'Accademia adotta come proprio emblema un triangolo equilatero, costituito da pennello, stecca e compasso, per esprimere la pari dignità ed unità delle tre arti: pittura, scultura ed architettura, sotto l'egida del disegno, come ribadito dal motto oraziano "aequa potestas" che lo accompagna. Nei secoli l'emblema accademico, pur sostanzialmente invariato, assume forme diverse fino alla trasformazione, nel 1934, con l'adozione di un medaglione con l'immagine di San Luca che dipinge, ancora oggi simbolo dell'istituzione accademica al pari del triangolo equilatero.
Il corpo accademico è articolato secondo le tre classi di pittura, scultura ed architettura ed è costituito complessivamente da novanta Accademici Nazionali, trenta Accademici Stranieri, trentasei Accademici Cultori, ventiquattro Accademici Benemeriti.

L'Accademia di San Luca, assunto il titolo di Insigne e Pontificia nel XIX secolo, diventa dal 1872 Accademia Reale e, dal 1948, Nazionale.
Seguendo la tradizione dell'Accademia, in base a quanto ribadito anche dagli ultimi statuti, l'Istituzione promuove diverse attività culturali finalizzate alla valorizzazione delle belle arti. Nell'ambito di tali iniziative vengono curati la pubblicazione di volumi relativi all'Accademia e alla sua storia e l'allestimento di mostre negli spazi espositivi. Le opere delle collezioni accademiche (dipinti, sculture, disegni ed altro) sono restaurate e concesse in prestito in occasione di mostre nazionali ed internazionali.
Le sale accademiche sono utilizzate anche per la presentazione di libri e per lo svolgimento di conferenze e convegni. Particolare attenzione viene rivolta dall'Accademia ai giovani artisti e ai giovani studiosi mediante il conferimento di premi e borse di studio.

L'Accademia pubblica un Annuario e, ogni sei mesi, un Notiziario nel quale vengono sinteticamente illustrate le attività più recenti o di prossima realizzazione.

 

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