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News dall'accademia
02/mag/2020 - 02/mag/2020

#l'Accademianonsiferma
"Manteniamo e custodiamo le parole"
Presentazione della mostra “Raffaello. L’accademia di San Luca e il mito dell’urbinate"

 

Sabato 2 maggio, dalle ore 18, sul sito NAM (Nuovo Archivio Multimediale) e sul nostro canale You Tube.

 

L’Accademia Nazionale di San Luca, nell'ambito della serie di video conferenze "#l'Accademianonsiferma: Manteniamo e custodiamo le parole" ideata e curata da Francesco Moschini, è lieta di dare un’anticipazione della mostra "Raffaello. L’accademia di San Luca e il mito dell’urbinate". L'esposizione, che si terrà dal 24 settembre 2020 al 9 gennaio 2021, afferisce alle iniziative promosse in occasione delle celebrazioni per i cinquecento anni dalla morte di Raffaello e si svolgerà sotto il patrocinio del “Comitato Nazionale per la celebrazione dei 500 anni della morte di Raffaello”.


Affiancati da un comitato scientifico composto da Liliana Barroero, Marisa Dalai Emiliani, Michela di Macco, Sybille Ebert-Schifferer, Vincenzo Farinella, Silvia Ginzburg, Arnold Nesselrath, Serenella Rolfi Ožvald, Alessandro Zuccari, i curatori Francesco Moschini, Valeria Rotili e Stefania Ventra intendono ricostruire attraverso l’esposizione il ruolo ricoperto dalla storica istituzione nella costruzione e nell’affermazione del mito dell’Urbinate a Roma dal Cinquecento al Novecento.
Le molte opere esposte (dipinti, incisioni, disegni, terrecotte, libri) illustreranno insieme ai vari aspetti assunti dalle opere di Raffaello nella didattica e nella formazione dei giovani artisti, anche l’importanza che il pittore ebbe come fonte di ispirazione per l’opera dei grandi maestri dell’Accademia da Pietro da Cortona a Achille Funi.


Il percorso espositivo si aprirà con la pala raffigurante San Luca che dipinge la Vergine, riconosciuta come immagine-simbolo dell’Accademia fin dalla fine del Cinquecento. Questo dipinto sarà affiancato dalla copia, realizzata da Antiveduto Grammatica nel 1623. Questa occasione consentirà di offrire per la prima volta al pubblico il confronto ravvicinato tra le due opere.


La mostra offrirà anche un altro significativo confronto. Il putto reggifestone attribuito a Raffaello,  che il pittore Jean-Baptiste Wicar lasciò per volontà testamentaria alla San Luca nel 1834, sarà affiancato dalla copia eseguita dal pittore francese Gustave Moreau, grazie al prestito concesso dal museo Gustave Moreau di Parigi.


Parallelamente alla mostra si terranno due giornate di studio internazionali dedicate alla funzione e alla fortuna di Raffaello nella accademie d’arte. All’incontro ˗ che si svolgerà  il 22 e il 23 ottobre 2020 ˗ parteciperanno studiosi italiani e stranieri selezionati, tra le molte proposte arrivate in risposta a una call for paper, dai curatori Francesco Moschini, Valeria Rotili e Stefania Ventra, e dai membri del comitato scientifico: Olivier Bonfait, Giovanna Capitelli, Carla Mazzarelli, Susanne A. Meyer e Antonio Pinelli.

Le anticipazioni della mostra sono presentate nel video da Valeria Rotili e Stefania Ventra.

 


Valeria Rotili ha conseguito il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica nella scuola dell’Archivio di Stato di Roma (2007) e ha ottenuto il titolo di dottore di ricerca all’Università di Roma Tre in Storia e conservazione dell’oggetto d’arte e di architettura con la dissertazione La fortuna delle copie in gesso. Teoria e prassi tra Sette e Ottocento (2009).
Dopo aver vinto una borsa annuale (2009-2010) l’Accademia Nazionale di San Luca ha collaborato a vario titolo con l’istituzione, occupandosi della catalogazione e dello studio della collezione delle terrecotte, partecipando all’allestimento della galleria accademica (2013), elaborando le schede di sala delle opere esposte.
Nel 2012 (insieme con Marica Marzinotto) ha curato la mostra documentaria L’Accademia di San Luca nel dibattito sull’Istruzione artistica dell’Italia unita (1860-1883), e nel 2013 (condividendo la curatela  con Marica Marzinotto e Stefania Ventra) ha curato l’esposizione I Ritratti dei Santi artisti. Una regia di Carlo Maratti per l'Accademia di San Luca.
Durante la collaborazione nell’archivio storico dell’accademia si è occupata dello studio dei documenti relativi al lascito dello scultore e restauratore Carlo Albacini e di suo figlio Filippo. I risultati di queste ricerche sono state in parte presentate in diversi saggi e convegni internazionali. L’attività di questo scultore, il rapporto con i committenti e la produzione del suo atelier sono stati inoltre l’oggetto di una ricerca condotta per l’Università di Roma Tre in qualità assegnista (2018- 2019) e al momento sta preparando un inventario analitico di questo insieme archivistico.

Stefania Ventra ha conseguito il dottorato di ricerca in Storia dell’arte presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Ha lungamente collaborato con l’Accademia Nazionale di San Luca, dove è stata borsista e contrattista presso l’Archivio Storico, occupandosi principalmente della collezione dei dipinti e della loro storia conservativa. Ha collaborato alle ricerche e alla stesura delle schede di sala in occasione del riallestimento della Galleria accademica e insieme a Marica Marzinotto e Valeria Rotili ha curato nel 2013 la mostra I ritratti dei Santi Artisti: una regia di Carlo Maratti per l’Accademia di San Luca. Ha all’attivo numerosi contributi dedicati alle opere, alla storia e alla cultura dell’Accademia. Nel 2014 ha pubblicato il volume Restauri di dipinti nel Novecento: le posizioni nell’Accademia di San Luca 1931-1958 (Sapienza Università Editrice) e nel 2019 il volume L’Accademia di San Luca nella Roma del secondo Seicento: artisti, opere, strategie culturali (Leo S. Olschki Editore). È attualmente ricercatrice post-doc presso l’Archivio del Moderno dell’Università della Svizzera Italiana.

 

 

Altri riferimenti

 

 

L'Accademia Nazionale
di San Luca

"L'Accademia Nazionale di San Luca ha lo scopo di promuovere le arti e l’architettura, di onorare il merito di artisti e studiosi, eleggendoli nel Corpo accademico, di adoperarsi per la valorizzazione e la promozione delle arti e dell’architettura italiane." [Statuto 2005, art.1]
Il primo degli Statuti, voluto da Federico Zuccari, risale al 1593 e nel corso del Seicento, l'Accademia ha assunto come simbolo l'immagine di San Luca evangelista, pittore e protettore degli artisti.
Dal 1705 l'Accademia adotta come proprio emblema un triangolo equilatero, costituito da pennello, stecca e compasso, per esprimere la pari dignità ed unità delle tre arti: pittura, scultura ed architettura, sotto l'egida del disegno, come ribadito dal motto oraziano "aequa potestas" che lo accompagna. Nei secoli l'emblema accademico, pur sostanzialmente invariato, assume forme diverse fino alla trasformazione, nel 1934, con l'adozione di un medaglione con l'immagine di San Luca che dipinge, ancora oggi simbolo dell'istituzione accademica al pari del triangolo equilatero.
Il corpo accademico è articolato secondo le tre classi di pittura, scultura ed architettura ed è costituito complessivamente da novanta Accademici Nazionali, trenta Accademici Stranieri, trentasei Accademici Cultori, ventiquattro Accademici Benemeriti.

L'Accademia di San Luca, assunto il titolo di Insigne e Pontificia nel XIX secolo, diventa dal 1872 Accademia Reale e, dal 1948, Nazionale.
Seguendo la tradizione dell'Accademia, in base a quanto ribadito anche dagli ultimi statuti, l'Istituzione promuove diverse attività culturali finalizzate alla valorizzazione delle belle arti. Nell'ambito di tali iniziative vengono curati la pubblicazione di volumi relativi all'Accademia e alla sua storia e l'allestimento di mostre negli spazi espositivi. Le opere delle collezioni accademiche (dipinti, sculture, disegni ed altro) sono restaurate e concesse in prestito in occasione di mostre nazionali ed internazionali.
Le sale accademiche sono utilizzate anche per la presentazione di libri e per lo svolgimento di conferenze e convegni. Particolare attenzione viene rivolta dall'Accademia ai giovani artisti e ai giovani studiosi mediante il conferimento di premi e borse di studio.

L'Accademia pubblica un Annuario e, ogni sei mesi, un Notiziario nel quale vengono sinteticamente illustrate le attività più recenti o di prossima realizzazione.

 

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