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News dall'accademia
17/mag/2012

Germano Celant
Grand Tour dell'Arte Povera

 

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Giovedì 17 maggio, alle ore 19.00, l’Accademia Nazionale di San Luca ospita, all’interno del ciclo “Le mostre Raccontate”, una conversazione con Germano Celant sul tema "Grand Tour dell’Arte Povera". Introdotto da Francesco Moschini, Germano Celant, curatore del progetto “Arte Povera 2011”, ripercorre l’esperienza espositiva che in occasione dei 150 anni dell'unità di Italia, ha coinvolto otto musei e istituzioni culturali costituendo un’esposizione di  oltre trecento installazioni e opere, collocate sia in spazi interni che in contesti urbani  svolta  in simultanea nelle diverse città italiane di Torino, Milano, Bologna, Roma, Napoli e Bari.

Il progetto espositivo ha come fulcro il movimento artistico che,  nato nel 1967 attraverso la definizione coniata dallo stesso Celant, coinvolge gli artisti Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Mario Merz, Marisa Merz, Giulio Paolini, Pino Pascali, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Emilio Prini e Gilberto Zorio, presentando a distanza di più di quarant'anni,  gli sviluppi storici e  le prospettive contemporanee di questa ricerca su scala nazionale e internazionale. Il progetto espositivo prevede di distribuire fasi e  momenti linguistici del movimento artistico in differenti luoghi: dal Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea di Rivoli-Torino, alla Galleria nazionale d'arte moderna di Roma, dalla GAMeC Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, al MADRE Museo d'Arte Contemporanea Donnaregina di Napoli, dal MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna, al MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo di Roma, dalla Triennale di Milano al Teatro Margherita di Bari. Insieme ai singoli responsabili dei musei e delle istituzioni il curatore Germano Celant ha concepito un arcipelago di mostre che, mettendo insieme numerosissime opere, storiche e recenti, si propone come un viaggio nel tempo, dal 1967 al 2011, relativo agli avvenimenti nazionali e internazionali che hanno avuto come protagonisti gli artisti dell’Arte Povera. In virtù della sua estensione geografica, l’iniziativa ha avuto la peculiarità di funzionare da connettivo per il sistema museale nazionale, una sinergia all’interno della quale i singoli musei o istituzioni presentano una prospettiva operativa diversa e specifica che ne riflette l’identità. Alle installazioni ambientali d’Arte Povera, è affiancato un corollario di sezioni dedicate ai linguaggi della fotografia, del video, del libro e del teatro, oltre che una selezione di opere di artisti europei e americani, in grado rafforzare il legame con il contesto internazionale.

Presso il Castello di Rivoli, a patire dall’8 ottobre, si è tenuta la mostra “Arte Povera International”, una selezione di opere che tra il 1967 e il 1972 testimoniano il dialogo dell’Arte Povera con diverse e parallele correnti artistiche, dalla Land Art alla Conceptual e Body Art. A Milano dove non si è mai tenuta in precedenza una grande antologica sull’Arte Povera, la Triennale ha colto l’occasione per presentare, dal 24 ottobre, “Arte Povera 1967-2011” che copre l’intero arco della ricerca, dalla sua nascita alle più recenti manifestazioni. Il MAMbo, con l’esposizione “Arte Povera 1968”, prende spunto dalla mostra storica tenutasi alla Galleria de’ Foscherari di Bologna nel 1968 e dal dibattito critico che ne è seguito. La Chiesa di Santa Maria Donnaregina, una tra le maggiori testimonianze di epoca medievale a Napoli e ora parte del MADRE, è stata lo scenario della mostra “Arte Povera più Azioni Povere 1968” facendo riferimento alla rassegna internazionale dallo stesso titolo, tenutasi presso gli Arsenali di Amalfi nell’ottobre del 1968. L’esperienza romana “Arte Povera 2011” è scandita, invece, in due momenti differenti: al MAXXI è stato presentato "Omaggio all’Arte Povera" che comprende grandi installazioni di Kounellis e di Zorio, poste in parallelo con un’opera permanente di Penone situata nel museo. Alla Galleria nazionale d’arte moderna un nucleo di approfondimento su Pino Pascali, con una selezione di 20 sue opere dalla collezione, completato con un allestimento di opere di Boetti, Fabro, Paolini, Penone, Pistoletto, Kounellis e Zorio. Il Comune di Bari ha pensato di collegarsi al grande evento “Arte Povera 2011”, realizzando una mostra nel Teatro Margherita, dal titolo Arte Povera in teatro. A Bergamo, infine, in “Arte Povera in città”, coordinata dal GAMeC, gli interventi degli artisti sono inseriti nel nucleo urbano dell’antica città coinvolgendola e riconsegnandola in una prospettiva inaspettata.

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L'Accademia Nazionale
di San Luca

"L'Accademia Nazionale di San Luca ha lo scopo di promuovere le arti e l’architettura, di onorare il merito di artisti e studiosi, eleggendoli nel Corpo accademico, di adoperarsi per la valorizzazione e la promozione delle arti e dell’architettura italiane." [Statuto 2005, art.1]
Il primo degli Statuti, voluto da Federico Zuccari, risale al 1593 e nel corso del Seicento, l'Accademia ha assunto come simbolo l'immagine di San Luca evangelista, pittore e protettore degli artisti.
Dal 1705 l'Accademia adotta come proprio emblema un triangolo equilatero, costituito da pennello, stecca e compasso, per esprimere la pari dignità ed unità delle tre arti: pittura, scultura ed architettura, sotto l'egida del disegno, come ribadito dal motto oraziano "aequa potestas" che lo accompagna. Nei secoli l'emblema accademico, pur sostanzialmente invariato, assume forme diverse fino alla trasformazione, nel 1934, con l'adozione di un medaglione con l'immagine di San Luca che dipinge, ancora oggi simbolo dell'istituzione accademica al pari del triangolo equilatero.
Il corpo accademico è articolato secondo le tre classi di pittura, scultura ed architettura ed è costituito complessivamente da novanta Accademici Nazionali, trenta Accademici Stranieri, trentasei Accademici Cultori, ventiquattro Accademici Benemeriti.

L'Accademia di San Luca, assunto il titolo di Insigne e Pontificia nel XIX secolo, diventa dal 1872 Accademia Reale e, dal 1948, Nazionale.
Seguendo la tradizione dell'Accademia, in base a quanto ribadito anche dagli ultimi statuti, l'Istituzione promuove diverse attività culturali finalizzate alla valorizzazione delle belle arti. Nell'ambito di tali iniziative vengono curati la pubblicazione di volumi relativi all'Accademia e alla sua storia e l'allestimento di mostre negli spazi espositivi. Le opere delle collezioni accademiche (dipinti, sculture, disegni ed altro) sono restaurate e concesse in prestito in occasione di mostre nazionali ed internazionali.
Le sale accademiche sono utilizzate anche per la presentazione di libri e per lo svolgimento di conferenze e convegni. Particolare attenzione viene rivolta dall'Accademia ai giovani artisti e ai giovani studiosi mediante il conferimento di premi e borse di studio.

L'Accademia pubblica un Annuario e, ogni sei mesi, un Notiziario nel quale vengono sinteticamente illustrate le attività più recenti o di prossima realizzazione.

 

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