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News dall'accademia
04/mag/2011

Incontro dedicato a Carlo Rainaldi
architetto e musico romano 1711-1691

Luogo: Accademia Nazionale di San Luca
Roma, piazza dell’Accademia di San Luca 77
tel. 06.6798850 06.6798848

 

Introduce e coordina Francesco Moschini

Commemorazione Paolo Portoghesi

Intervengono Federico Bellini, Simona Benedetti, Richard Bösel, Marcello Fagiolo, Christoph Luitpold Frommel, Tommaso Manfredi, Augusto Roca De Amicis

Coordinamento dell’iniziativa a cura di Ilaria Giannetti, Luca Porqueddu

 

Il giorno mercoledì 4 maggio, alle ore 17,30, si terrà all’Accademia Nazionale di San Luca un incontro dedicato a Carlo Rainaldi - Architetto e musico romano 1611-1691. Introdotti da Francesco Moschini, dopo la commemorazione di Paolo Portoghesi sulla figura di Carlo Rainaldi, interverranno Federico Bellini, Simona Benedetti, Richard Bösel, Marcello Fagiolo, Christoph Luitpold Frommel, Tommaso Manfredi, Augusto Roca De Amicis. L’incontro, a quattrocento anni dalla nascita di Carlo Rainaldi, si propone come un’occasione per riconsiderare, attraverso le architetture e le musiche, una delle figure più rilevanti e meno studiate del barocco romano.  

Nato il 4 maggio 1611, Carlo Rainaldi sebbene appartenga ad una generazione diversa de quella dei tre iniziatori del barocco, Bernini, Borromini e Pietro da Cortona, è autore di opere altrettanto sostanziali alla costruzione dell’immagine della città papale nel XVII secolo: dai primi progetti insieme al Padre Girolamo, tra cui quello del Palazzo Nuovo in Piazza del Campidoglio e il Palazzo Pamphilj a Piazza Navona, al lavoro nelle grandi fabbriche di Santa Maria in Campitelli, Santa Andrea della Valle, delle chiese gemelle di Piazza del Popolo, di Santa Maria Maggiore e di Santa Agnese in Agone. Agli studi sull’opera di Rainaldi architetto, si affianca la recente attenzione e riscoperta per il Rainaldi musicista, legato per lo più a ricerche degli ultimi cinquanta anni. La catalogazione della sua produzione, che comprende soprattutto cantate profane per soprano e basso continuo accanto a due Lectiones della prima Lamentatio di Geremia per la settimana Santa, ha permesso di mettere in luce un corpus delle composizioni che consta oggi di una ventina di manoscritti databili tra il 1640 e il 1670.

Figura tre le meno studiate del Seicento romano, Carlo Rainaldi attende una collocazione storica adeguata alle sue grandi qualità di architetto e la recente valorizzazione delle sue opere di compositore rende questo obiettivo particolarmente promettente e significativo. Giulio Carlo Argan, in un saggio dedicato a Santa Maria in Campitelli, la più importante delle architetture rainaldiane realizzata nel 1662 per scongiurare la peste attribuisce all’architetto una svolta decisiva nell’abito del barocco: “Con le forme della sua architettura-scrive- mira a produrre un’emozione collettiva così come la musica che accompagna le funzioni tende a determinare uno stato d’animo collettivo: uno stato d’animo in questo caso, di liberazione da una minaccia incombente, da un incubo. Questo crediamo, a volerlo esaminare dal punto di vista della mozione degli affetti, è il pathos della chiesa di Santa Maria in Campitelli. Il mezzo della persuasione è il discorso, e per la prima volta una architettura non è sviluppata come la dimostrazione di un teorema o come la rappresentazione dello spazio universale, ma come un discorso”. Architettura quindi, quella di Carlo Rainaldi in senso già “schiettamente moderno”, non più rappresentazione  di supremi dettati storico o religiosi” ma “modo di comunicazione umana”. Secondo questa tesi l’educazione musicale e i cimenti creativi nel campo della musica sia religiosa che profana potrebbero aver guidato Rainaldi verso un modo di comporre più libero che ammette correzioni di rotta anche durante la esecuzione e considera lo spazio interno come realizzazione di un percorso psicologicamente programmato.  (Paolo Portoghesi)

 

Francesco Moschini laureato nel 1975 nella Facoltà di Architettura di Roma. Attualmente è Professore Ordinario di Storia dell'Architettura presso il Politecnico di Bari. E' curatore di alcune collane di architettura tra le quali "Città e progetto", "Progetto e dettaglio", "Architettura e materiali", "Esercizi" e "Quaderni dell'A.A.M." per le edizioni Kappa. Nel 1978 ha fondato A.A.M. Architettura Arte Moderna, un centro di produzione e promozione di iniziative culturali, studi e ricerche denominato di Roma, tuttora attivo. E’ Segretario Generale dell’Accademia Nazionale di San Luca.

Paolo Portoghesi (1931) ha diretto e dirige riviste di architettura, pubblicato centinaia di articoli e più di cinquanta volumi sulla architettura rinascimentale e barocca, sul Liberty e sulle problematiche dell'architettura contemporanea, molti dei quali tradotti in più lingue.  Dopo la laurea (1957) ha insegnato al Politecnico di Milano e quindi alla Facoltà di Architettura di Roma. È stato il primo direttore del settore architettura della Biennale di Venezia della quale è poi stato presidente. E' membro dell'Accademia Nazionale di San Luca dal 1966 e ne è  Vice presidente dal 1 gennaio 2011.

Federico Bellini laureato nel 1988 presso la facoltà di Architettura di Roma “La Sapienza”, è  professore ordinario in Storia dell´Architettura dal presso la facoltà di Architettura di Ascoli Piceno. Oltre ai numerosi saggi sulla basilica di S. Pietro in Vaticano, ha pubblicato diversi saggi sugli organismi cupolati, tra cui nel 2004 la monografia “Le cupole di Borromini. La ‘scientia’ costruttiva in età barocca”. Ha condotto paralleli studi sull’architettura rinascimentale, barocca e contemporanea, approfondendo in ogni caso il ruolo della tecnica costruttiva e materiale nel condizionarne la forma.

Simona Benedetti  professore associato presso la Facoltà di Architettura dell’Università Sapienza di Roma. Membro di redazione della rivista scientifica “Palladio”; membro del Comitato Direttivo della rivista “Quaderni dell’Istituto di Storia dell’architettura”; socio del Centro di Studi per la Storia dell’Architettura. Autrice di volumi e studi di storia dell’architettura, riferiti all’età moderna e contemporanea pubblicati su riviste specialistiche. Tra le pubblicazioni: “Inediti giovanili di Carlo Rainaldi” in «Palladio» (2001); “La peste a Roma: disegni di Carlo Rainaldi (1663)” in  «Palladio» (2004); “La Biblioteca Alessandrina tra Francesco Borromini e Carlo  Rainaldi” in Atti (2008).

Richard Bösel studia storia dell’arte e archeologia classica all’Università di Vienna. Borsista presso la Bibliotheca Hertziana e l’Istituto Austriaco di Cultura a Roma nel 1985 ottiene la libera docenza per l’insegnamento della storia dell’arte medievale e moderna presso l’Università di Vienna. Dal 1984 al 1999 lavora presso la Collezione Grafica Albertina di Vienna, quale curatore scientifico della collezione architettonica. è membro corrispondente dell’Accademia Austriaca delle Scienze di  Vienna, e accademico di San Luca dal 1999.

Marcello Fagiolo si laurea in storia dell'arte con G.C. Argan nel 1963. Professore di Storia dell'Architettura a Milano, poi a Firenze e, dal 2000, a Roma “La Sapienza”, fonda e dirige il "Centro di studi sulla cultura e l'immagine di Roma" (1981) e, dal 1980, coordina il programma nazionale pluriennale "Arte e cultura nell'Italia del Seicento", promuovendo mostre e convegni in varie regioni italiane e la fondazione di Centri di Studi sul Barocco. è’ direttore dell'Atlante del Barocco in Italia (in 30 volumi regionali e 10 volumi tematici).

Christoph Luitpold Frommel è professore onorario all'università di Bonn. Dal 1959 al 1967 è stato borsista e assistente alla Bibliotheca Hertziana di Roma, quindi professore all'università di Bonn (1968-1980) e visiting professor alla University of California Berkeley (1972) e all'Institute for Advanced Study di Princeton (1978). Membro del consiglio scientifico del CISA "Andrea Palladio", è fra i curatori del Corpus di disegni di Antonio da Sangallo il Giovane, in corso di pubblicazione. Dal 1985 è accademico di San Luca.

Tommaso Manfredi laureato in architettura presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” nel 1989, è professore associato in Storia dell’Archittettura presso l’Università degli Studi “Mediterraneo” di Reggio Calabria.Collabora continuativamente con l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana (dal 1994) e con l’Archivio del Moderno dell’Accademia di Architettura dell’Università della Svizzera Italiana di Mendrisio (dal 1999). È autore dei volumi monografici  e di numerosi saggi su libri e riviste italiane e straniere. 

Augusto Roca De Amicis  è ordinario di Storia dell’architettura nella Facoltà di Architettura della Sapienza Università di Roma. E’ autore di numerosi saggi e monografie sulle figure centrali del Barocco romano (Bernini, Borromini, Pietro da Cortona), su Guarino Guarini e sulla cultura architettonica del Seicento nel Veneto. Si è inoltre occupato del periodo compreso tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento sia per quanto riguarda la storia urbana di Roma, sia approfondendo temi e figure relativi a quell’epoca nella capitale e in altri centri della Santa Sede, da Bologna (con studi su Domenico Tibaldi) a Orvieto (con una monografia su Ippolito Scalza).

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L'Accademia Nazionale
di San Luca

"L'Accademia Nazionale di San Luca ha lo scopo di promuovere le arti e l’architettura, di onorare il merito di artisti e studiosi, eleggendoli nel Corpo accademico, di adoperarsi per la valorizzazione e la promozione delle arti e dell’architettura italiane." [Statuto 2005, art.1]
Il primo degli Statuti, voluto da Federico Zuccari, risale al 1593 e nel corso del Seicento, l'Accademia ha assunto come simbolo l'immagine di San Luca evangelista, pittore e protettore degli artisti.
Dal 1705 l'Accademia adotta come proprio emblema un triangolo equilatero, costituito da pennello, stecca e compasso, per esprimere la pari dignità ed unità delle tre arti: pittura, scultura ed architettura, sotto l'egida del disegno, come ribadito dal motto oraziano "aequa potestas" che lo accompagna. Nei secoli l'emblema accademico, pur sostanzialmente invariato, assume forme diverse fino alla trasformazione, nel 1934, con l'adozione di un medaglione con l'immagine di San Luca che dipinge, ancora oggi simbolo dell'istituzione accademica al pari del triangolo equilatero.
Il corpo accademico è articolato secondo le tre classi di pittura, scultura ed architettura ed è costituito complessivamente da novanta Accademici Nazionali, trenta Accademici Stranieri, trentasei Accademici Cultori, ventiquattro Accademici Benemeriti.

L'Accademia di San Luca, assunto il titolo di Insigne e Pontificia nel XIX secolo, diventa dal 1872 Accademia Reale e, dal 1948, Nazionale.
Seguendo la tradizione dell'Accademia, in base a quanto ribadito anche dagli ultimi statuti, l'Istituzione promuove diverse attività culturali finalizzate alla valorizzazione delle belle arti. Nell'ambito di tali iniziative vengono curati la pubblicazione di volumi relativi all'Accademia e alla sua storia e l'allestimento di mostre negli spazi espositivi. Le opere delle collezioni accademiche (dipinti, sculture, disegni ed altro) sono restaurate e concesse in prestito in occasione di mostre nazionali ed internazionali.
Le sale accademiche sono utilizzate anche per la presentazione di libri e per lo svolgimento di conferenze e convegni. Particolare attenzione viene rivolta dall'Accademia ai giovani artisti e ai giovani studiosi mediante il conferimento di premi e borse di studio.

L'Accademia pubblica un Annuario e, ogni sei mesi, un Notiziario nel quale vengono sinteticamente illustrate le attività più recenti o di prossima realizzazione.

 

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