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News dall'accademia
20/mag/2011

Conversazione di Marc Fumaroli
"Il ruolo di Roma papale nella 'conversione' dell'Europa al gusto Neoclassico"

Luogo: Accademia Nazionale di San Luca
Roma, piazza dell’Accademia di San Luca 77
tel. 06.6798850 06.6798848

 

Iniziativa all’interno del ciclo “Roma e il Settecento”

Introduce e coordina
Francesco Moschini

Nella sala del Consiglio sarà allestita una mostra bibliografica dedicata alle pubblicazioni di Marc Fumaroli

 

Il giorno venerdì 20 maggio, alle ore 17,30, Marc Fumaroli terrà all’Accademia Nazionale di San Luca una conversazione sul tema “Il ruolo di Roma papale nella ‘conversione’ dell’Europa al gusto neoclassico”. La presentazione è compresa nel più ampio dibattito dedicato a “Roma e il Settecento”, iniziativa che si pone come un’occasione per riconsiderare un secolo in cui  Roma diviene punto di riferimento obbligato, attorno al quale il fare artistico trova infinite declinazioni espressive. Dall’Accademia, al mercato dell’antiquitas, alla decisa affermazione del turismo, l’Arte a Roma  costituisce una realtà totalizzante, capace di agire in tutti campi e a tutti i livelli, e di attirare e coinvolgere l’interesse internazionale.

“Il genius loci, nelle arti visive come nell’eloquenza, è determinante. Il caso più clamoroso è Roma, per definizione ciceroniana nello stile e nel gusto, e dunque nelle arti capitale dell’accademismo. Essere accademico, in senso ciceroniano, significa operare la sintesi fra platonismo e scetticismo, tra le forme pure delle Idee e la loro feconda varietà nel mondo dei sensi, delle opinioni e dei gusti. Se vi è sintesi, è perché vi è tensione fra gli estremi: Roma è la città di Raffaello e di Poussin, ma è anche la città di Michelangelo e di Caravaggio, artisti in odore di eresia che stenta a mantenere sotto il suo controllo. Al polo opposto, ha dato ospitalità anche all’Annibale Carracci della Galleria Farnese, che spinge sino all’edonismo paganeggiante la grazia di Raffaello alla Farnesina. La competizione, la polemica, le rivalità e l’emulazione fanno così dell’unità cattolica una varietà conflittuale che il magistero e la diplomazia altamente sperimentati di Roma stentano a mantenere in un relativo equilibrio e a preservare dalla rottura in questo o quel punto o quel momento particolarmente delicato. Proprio mentre il Concilio di Trento lancia l’appello generale a serrare i ranghi di fronte a Chiese e Stati scismatici e bellicosi, questa pluralità di famiglie spirituali, con le loro retoriche istituzionali continua prima di più a rendere fluttuante e persino instabile una cattolicità che è ben lungi dal somigliare a un impero totalitario governato dallo Zeitgeist “barocco”, agli ordini di un occulto direttore d’orchestra. Ricorda piuttosto il bel tumulto del Foro latino che Nicolas Poussin rappresenta nel Ratto delle Sabine di New York. L’arte di ben parlare presuppone infatti il gusto del dialogo e il desiderio di trasmettere persino quanto vi è più difficile da esprimere e da far accettare: un modo di vedere, una fede, un gusto. Le arti debbono tutto ai modi di vedere, alla fede, al gusto. Muoiono non appena la drasticità di un dogma opprime il verosimile e rende sterili le mediazioni. La retorica quale io la intendo, e quale era ancora intesa nel Seicento, è l’arte di far vedere e far comprendere agli altri, che è cosa affatto diversa dall’informare. È, nella sua intima essenza, un atto di condivisione e d’amore. È un’arte, e quest’arte ha il suo mito: quello di Amore e Psiche. Mito che si dispiega, affrescato da Raffaello, nella città di Cicerone, sulle volte del Casino Chigi alla Farnesina.”  (tratto da: Marc Fumaroli, La scuola del silenzio. Il senso delle immagini nel  XVII secolo, Adelphi, 1995)

 

Coordinamento dell’iniziativa: Ilaria Giannetti, Luca Porqueddu

 

Marc Fumaroli è autore di una ventina di opere su alcuni tra i più illustri personaggi della Storia: da Montaigne a La Fontaine, passando per Chateaubriand e Poussin, fino al Gesù Cristo de “La Sainte Face”, apparso nel 2008. Nato a Marsiglia il 10 giugno 1932, Marc Fumaroli trascorre  la sua infanzia e la sua adolescenza a Fès, dove la madre fu la sua prima insegnante. Compie gli studi secondari in Marocco, presso il Lycée Fes Ville Nouvelle, e in Francia, presso il Lycée Thiers a Marsiglia. Dopo gli anni universitari a Aix en Provence e alla Sorbona, consegue il diploma in lettere classiche nel 1958. Tra il settembre 1958 e il gennaio 1961 presta il servizio militare nella Scuola interarmi di Coetquidan e nel VI Reggimento d’Artiglieria a Colbert. Negli anni seguenti ottiene il Pensionato alla Fondation Thiers (settembre 1963-agosto 1966) ed è assistente di ruolo presso la Facoltà di Lettere di Lille dal settembre 1965; Dottore in Lettere alla Sorbona nel giugno 1976, diventa Lettore nella stessa università succedendo a Raymond Picard. Dal 1976 è direttore della rivista XVIIe siecle (fino al 1986) e membro del consiglio di redazione della rivista Commentaire, diretta fino al 1983 da Raymond Aron, e successivamente da Jean-Claude Casanova. Nel 1986 Marc Fumaroli è nominato professore al Collège de France (su presentazione del poeta Yves Bonnefoy e dello storico Jean Delumeau) come titolare della cattedra di “Retorica e società in Europa (XVI-XVII secolo)”. Ha partecipato nel 1977 alla fondazione della Societé Internationale pour l’Histoire de la Rhetorique, che ha presieduto nel biennio 1984-85, curando l’organizzazione del Terzo Congresso di Tours, nel 1985. Direttore del Centro di Studi sulla lingua e la letteratura Francese dei secoli XVII e XVIII (Paris IV-C.N.R.S.) dal 1984 al 1999; Presidente dell’Associazione per la salvaguardia degli insegnamenti letterari (S.E.L.), fondata da Jacqueline de Romilly. Nell’ottobre 2006 succede al cancelliere Gabriel de Broglie alla presidenza della Commissione interministeriale di Terminologia. Ha fondato e attualmente dirige l’Istituto Europeo per la Storia della Repubblica delle Lettere, ospitato presso la Scuola Normale Superiore di Ulm. È stato visiting professor a Oxford (All Souls College, 1983), e visiting fellow a Princeton (Institute for Advanced Study, 1984). Ha insegnato e tenuto conferenze in numerose Università degli Stati Uniti (in particolare, New York University, John Hopkins, Harvard, Princeton, Houston, Los Angeles). Invitato dal professor Allan Bloom, ha tenuto una serie di lezioni nel quadro del Committee for Social Thought a Chicago, istituzione di cui è poi diventato membro; ha partecipato inoltre a diverse conferenze presso il Center for Advanced Study in Visual Arts alla National Gallery di Washington, all’interno del Fifteenth Anniversary Lecture Series; sempre a Washington è stato invitato a tenere, nel marzo e nell’aprile del 2000, le sei Mellon Lectures per l’anno accademico in corso. All’Università di Londra ha pronunciato la Cassal Lecture, e presso l’Università di Oxford, nel 1991, la Zaharoff Lecture. Nel maggio di ogni anno tiene lezioni presso l’Istituto Italiano di Studi Filosofici, fondato e diretto da Gerardo Marotta, e partecipa con una certa frequenza agli incontri della Fondazione Cini di Venezia. Invitato in numerose università italiane, nel 1994 è stato insignito del titolo di dottore Honoris Causa presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, nel 1999 presso l’Università di Bologna, nel 2004 presso l’Università di Genova, e,  nel 2005 presso l’Università Complutense di Madrid. Ha insegnato per due volte in Università ed istituzioni superiori italiane (Università di Roma, 1995-96; Scuola Normale Superiore di Pisa, 1999-2000), sui temi già esposti al Collège de France. Ha sempre considerato l’Italia come la sua seconda patria, fiero di annoverarvi innumerevoli e stimati sodali; tra essi, Tullio Gregory, direttore emerito dell’Istituto di Storia della Filosofia dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza. È membro di numerose società letterarie e scientifiche francesi e straniere e membro corrispondente della British Academy, della American Academy of Sciences, Letters and Arts, della American Philosophical Society di Filadelfia, della Accademia dei Lincei dal 1997; è inoltre Presidente della Societé d’Histoire Littéraire de la France, come successore di René Pomeau. è autore di articoli, saggi e contributi su quotidiani e periodici francesi e stranieri. Nel 1982, ha ricevuto dalla Académie Française il premio Monseigneur Marcel e nel 1992 il Premio della Critica, bandito dalla stessa istituzione. Ha ricevuto, nel settembre 1982, il prix Balzan; nel 2004, il prix Combourg e il prix du Mémorial. Il 2 marzo 1995 è stato eletto membro della Académie Française, succedendo a Eugène Ionesco; dal 1998 è membro, come successore di Georges Duby, della Académie des Inscriptions et Belles-Lettres.

Documenti online
L'Accademia Nazionale
di San Luca

"L'Accademia Nazionale di San Luca ha lo scopo di promuovere le arti e l’architettura, di onorare il merito di artisti e studiosi, eleggendoli nel Corpo accademico, di adoperarsi per la valorizzazione e la promozione delle arti e dell’architettura italiane." [Statuto 2005, art.1]
Il primo degli Statuti, voluto da Federico Zuccari, risale al 1593 e nel corso del Seicento, l'Accademia ha assunto come simbolo l'immagine di San Luca evangelista, pittore e protettore degli artisti.
Dal 1705 l'Accademia adotta come proprio emblema un triangolo equilatero, costituito da pennello, stecca e compasso, per esprimere la pari dignità ed unità delle tre arti: pittura, scultura ed architettura, sotto l'egida del disegno, come ribadito dal motto oraziano "aequa potestas" che lo accompagna. Nei secoli l'emblema accademico, pur sostanzialmente invariato, assume forme diverse fino alla trasformazione, nel 1934, con l'adozione di un medaglione con l'immagine di San Luca che dipinge, ancora oggi simbolo dell'istituzione accademica al pari del triangolo equilatero.
Il corpo accademico è articolato secondo le tre classi di pittura, scultura ed architettura ed è costituito complessivamente da novanta Accademici Nazionali, trenta Accademici Stranieri, trentasei Accademici Cultori, ventiquattro Accademici Benemeriti.

L'Accademia di San Luca, assunto il titolo di Insigne e Pontificia nel XIX secolo, diventa dal 1872 Accademia Reale e, dal 1948, Nazionale.
Seguendo la tradizione dell'Accademia, in base a quanto ribadito anche dagli ultimi statuti, l'Istituzione promuove diverse attività culturali finalizzate alla valorizzazione delle belle arti. Nell'ambito di tali iniziative vengono curati la pubblicazione di volumi relativi all'Accademia e alla sua storia e l'allestimento di mostre negli spazi espositivi. Le opere delle collezioni accademiche (dipinti, sculture, disegni ed altro) sono restaurate e concesse in prestito in occasione di mostre nazionali ed internazionali.
Le sale accademiche sono utilizzate anche per la presentazione di libri e per lo svolgimento di conferenze e convegni. Particolare attenzione viene rivolta dall'Accademia ai giovani artisti e ai giovani studiosi mediante il conferimento di premi e borse di studio.

L'Accademia pubblica un Annuario e, ogni sei mesi, un Notiziario nel quale vengono sinteticamente illustrate le attività più recenti o di prossima realizzazione.

 

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